"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

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한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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lunedì 11 aprile 2016

Esperienza Working Holiday a Seoul, anche questa avventura finisce (sfogo di Gio)


Cinque viaggi alle spalle dal 2012 ...
Sono ormai quasi quattro anni, eh Giorgia?
Il sesto ti ha portato l'esperienza più grande della tua vita, il trasferimento a Seoul, un anno lavorativo nella bella capitale, ma ... come tutte le "favole", con i suoi alti e bassi, anche questa avventura/disavventura deve avere una fine. 





WORKING HOLIDAY 
CONCLUSO

O meglio: si sta per concludere. A breve ci sarà la mia partenza.



Qualcuno mi batte sulla spalla, mi volto e la vedo: una ragazza coreana bassa e buffa, tutta allegra. Un volto già conosciuto, ma che fatico a riconoscere. Mi chiede se mi ricordo di lei e mento per non darle un dispiacere. 
"오래만이에요~" (Oraemanieyo = da quanto tempo) esclamo e facciamo due chiacchiere in croce. 

Quando mi volto, gli amici che erano con me chiedono chi fosse e io rispondo a loro sinceramente. Non ricordo, forse l'insegnante di qualche asilo. A quel punto eonni Chiara se ne esce con: 
"Per forza! Con tutti gli asili in cui sei stata! Sfido che non ti ricordi!" 

Ma non mi arrendo e mi sforzo.
Eppure, per quanto lo faccia tutt'ora, non riesco a ricordare in quale asilo l'abbia conosciuta. Nonostante tutto ho ben presente quel volto sempre allegro e le sue buffe espressioni ... 
Tento dunque di elencare tutti gli asili in cui sono stata, ma non riesco a fare nemmeno quello.






Tutto ciò mi fa comprendere quante esperienze, fatte in questo anno in Corea, porterò con me. 
La cosa bella è che non si tratta di un solo campo, ma vari~  anche se spesso, bene o male, inerenti al settore che scelsi una decina di anni fa.
Le lezioni al museo e negli asili (grazie ad un'amica di cui non farò nome per non farla seppellire da richieste di ogni genere), che mi hanno portato scompiglio, ma anche grandi soddisfazioni; le lezioni private che mi hanno regalato conoscenze preziose, talvolta grandi amicizie (alcune delle quali grazie ad un'altra amica italiana di cui non posso fare nemmeno il suo di nome, per paura che venga seppellita da richieste di ogni genere): Gemma cara Gemma, Yoon Hee la grande Yoon Hee, Yoo Seok e la sua riservatezza, Mario e le sue pizze!!! Uk, che lo strangolerò appena lo rivedo in Italia, se non studia di più!!! :P Stecy, anche se per poco visto che ero in sostituzione, Jun che è un musso, ma indirettamente mi ha aiutato in diversi ambiti e forse lui nemmeno lo sa, infine di vecchia data Yu Dae, il mio primo studente. (dovrebbe esserne onorato! ㅋㅋㅋ )

Anche il mio lavoro del weekend mi ha portato a conoscere e passare bellissimi momenti con due bimbi straordinari! Specialmente mi dispiace lasciare voi Max e Seba! Fate i bravi con mamma e papà, che ringrazio per essersi fidati di me e avermi lasciato l'onore di seguire i loro ragazzi. E prima di loro Leo e Jaike, la mia prima esperienza come babysitter di due bimbi stranieri. 
Ma pure tutti i piccoli lavoretti occasionali sono stati una formazione importante per me. Specialmente quell'unico momento di strizza, e di grande eccitazione anche, per un lavoro che ho avuto per un solo momento e che devo alla mia eonni e ad un professionista del settore. E ancora le registrazioni vocali, che ogni tanto facevo per una compagnia che tratta articoli medici (farete la tac con la mia voce che vi intima di respirare o cose simili XD) e l'esperienza di questa estate, al mercato internazionale di Sincheong, grazie a Fiore ed Enrico del Ciuri Ciuri! 
E tanto altro ... 






Ma ho fatto non solo amicizie coreane, anche straniere, soprattutto quelle da tutta Italia, che sono state protagoniste di questo mio percorso. Io che nel mio paese ho viaggiato poco, vi ho incontrati tutti qui, lettori, amici di facebook o semplici passanti. 
Non posso citare tutti purtroppo, visto che siete tantissimi e temo di fare un torto se dimenticassi qualcuno!

Salutando alcuni miei supervisori mi sono sentita dire: 
"이탈리아 가지마세요 쌤!" (*italia kajimaseyo sem! = non torni in italia prof). 

Eh, non è che stia scappando dalla Corea, se potessi forse estenderei il visto ... forse!
Perché mi manca comunque casa e ho tanto da fare e preparare proprio per tornare da queste parti. O almeno ci proverò, visto che ho confermato ciò che già avevo percepito nei passati viaggi e ricerche del visto, grazie ad osservazione e prove e, perché no, anche l'ascolto di esperienza altrui; non facciamola troppo lunga, avere un visto lavorativo è molto ma molto difficile. 
Ma non ci si arrende. Non mi darò pace se almeno non ci proverò in qualche modo. Questo percorso è servito a mettere alla prova le mie capacità, non solo quelle linguistiche; ad esaminare me stessa sul posto, non che a sottolineare ancora una volta l'affinità che ho con Seoul. Perciò il desiderio di rimanerci, nonostante per ora non possa e anzi, potrei non poter mai realizzare il sogno, non si è perso col tempo e il nervoso (XD). Anzi è rafforzato.
Povera me! 


Per ora sento che il mio tempo è scaduto ed in effetti lo è davvero.
Sento di aver portato a termine la missione e di avere in mano ottime esperienze da aggiungere al curriculum, oltre alle referenze YEP!
Ora mi stanno tutti aspettando a casa e gli eventi della mia vita mi avvisano che il ritorno è la cosa più giusta. Devo raggiungere i miei al più presto, abbiamo problemi famigliari che vanno risolti insieme.
Nonostante tutto, sento che non è affatto finita: tornerò sicuramente per una vacanza e credo anche per studiarci, se mi impegnerò a dovere certo. Solo successivamente si parlerà di ritraslocare verso oriente.




Quindi fighting a me stessa!
Giorgia anche se lascerai il tuo cuore per il momento, non vuol dire che non ti potrai mai
ricongiungere con esso. (non si parla di un uomo eh! -_-)
Anche se ancora non so quando potrò farvi ritorno, intanto facciamo un passo alla volta.
Spero che nuove emozioni mi attendano e non solo tristezza e noia, problemi di lavoro e burocrazia. Spero che sia un'altra avventura pre-ritorno a Seoul.

E spero anche di continuare ad avvicinarmi a questo popolo anche se per il momento da lontano. 





IN DEFINITIVA:


  • Esperienza vissuta: lavorare per un intero anno a Seoul, in Corea del sud.
  • Con il visto: Working Holiday visa, che ti permette di viaggiare un anno o di studiare il coreano per un anno o ancora lavorare per un anno in Corea del sud. Il visto può essere richiesto entro i 30 anni se non ancora compiuti, se già compiuti potrebbero fare storie.
  • Ho usufruito di questa possibilità per: lavorare, purtroppo per la mia lentezza e gli impegni lavorativi non ho potuto usufruire di questo anno in Corea del sud per fare anche un corso di lingua.
  • Lavori svolti: direi diversi. Il primo mese ho iniziato come babysitter per una coppia corana-americana, per due settimane, ma poi ne sono giunti altri. A volte occasionali, come ad esempio voice recorder o addetta alla vendita in una fiera. Ma poi ho trovato quelli che sono diventati i miei lavori fissi: insegnare la cultura italiana e un pò di italiano negli asili di Seoul e fuori dalla capitale, in un museo e nel weekend babysitter per una coppia italo-tedesca. Per arrotondare facevo lezioncine private di italiano ai coreani.
  • Lingua utilizzata per i lavori svolti: per lo più il coreano, ma ho utilizzato anche la mia lingua madre, mentre raramente ci sono stati lavori dove ho dovuto utilizzare l'inglese (come quando lavoravo per la coppia coreana-americana).
  • Durata esperienza: come da regola secondo questo tipo di visa, un solo anno. Da Aprile 2015 ad Aprile 2016.
  • Età in cui è stata fatta tale esperienza: appena conclusa e a luglio farò trent'anni, quindi ho preso il visto a ventinove non ancora compiuti.
  • Perché ho deciso di fare questa esperienza: perché volevo mettermi alla prova in ambito lavorativo in Corea del sud e questo è il modo più semplice per farlo (ottenere un visto in Corea del sud è difficile anche per un laureato con master). Perché era il mio sogno poter stare più di tre mesi a Seoul e provare a vivere veramente il tutto; perché volevo aumentare le mie conoscenze in lingua e allenarmi dunque con il parlato; perché così sono stata un intero anno con mia sorella; perché arrivata ormai a tre anni da quando ho cominciato ad approcciarmi con a questa cultura un pò per destino un pò per volere, dovevo concedermi la possibilità di tentare. Dunque ecco fatto quest'anno a Seoul. E perché di anni ne avevo già 28 l'anno scorso, quando decisi di prendere questo visto, non avevo più tanto tempo per poterlo richiedere.
  • A cosa è servita questa esperienza: a capire davvero se ho voglia ancora di arricchire di esperienze qui a Seoul il mio curriculum e sì! Ad allenarmi con la lingua coreana e ad utilizzarla in ambito lavorativo. Alla partenza mi ero detta che mi sarei accontentata di fare la cameriera o meglio ancora la barista in caffetteria, e invece sorprendentemente ho arricchito il mio curriculum di lavori per di più inerenti al mio campo. Ho dunque aumentato il bagaglio di esperienza. E provato cosa vuol dire lavorare sotto ai coreani, hahahah ...
  • La rifarei? Certamente sì!
  • La consiglieresti? Lo consiglio a chi sa il coreano, o se la cava abbastanza bene per lo meno, meglio ancora se si parla sia la lingua coreana che quella inglese.
    Lo sconsiglio a chi parte con il solo inglese. A costoro consiglio di fare invece un corso di lingua prima della richiesta del visto o prepararsi da autodidatta in coreano prima di venire a cercare lavoro qui. Almeno che non si prenda il visto per una vacanza molto lunga o ancora per gli studi veri e propri, certo.
    Ma c'è una categoria alla quale sinceramente consiglierei comunque di richiederlo, che abbiano dalla loro un buon parlato in coreano o solo in inglese: coloro che ormai sono sulla soglia dei 30, ovvero 29evenni e 28enni. A loro sinceramente dico di buttarsi, anche senza la lingua, essendo però ben consapevoli che di lavoro potreste non trovarne affatto. Mal che vada si torna a casa. Purtroppo questa fascia di età non ha il tempo dalla sua parte (come non lo avevo io), chi compie 28 anni magari per un anno si può anche preparare, ma arrivati ai 29 o prendi il visto o lo perdi. L'unico rischio, bello alto per giunta, è di spendere soldi per nulla, ma almeno si potrà dire di averci provato! (se per voi ne vale la pena. Per me ne varrebbe)



Un saluto a tutti!