"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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sabato 21 novembre 2015

3° Anniversario del blog!!!! 축하해용~


Succedeva oggi, 21 Novembre 2012: 

COSA?????






Niente di brutto, non allarmatevi, semplicemente ...
Una ventiseienne poco esperta in viaggi e di cultura asiatica, apriva la sua prima pagina "sfogo" per inizierà a raccontare di quell'incredibile primo viaggio a Seoul, capitale della Corea del sud.
Oggi, 21 Novembre 2015, il blog compie ben ... 

3 ANNI!!!!



Creo questo posto per ringraziare tutti e per proclamare comunque il mio orgoglio! Perchè Dreming of Wonderland, sognando il paese delle meraviglie -viaggi in Corea del sud- è uno dei siti più longevi, tra quelli che trattano questo argomento.
Corea.it ci batte tutti, certo! Ma ricordo ancora che, quando aprii io questa pagina, di blog simili, diari di viaggio ed esperienze in Corea del sud, oltre al sito prima citato, non ve ne erano proprio. 

Il 21 novembre di tre anni fa, pubblicai così il mio primo post. Ben tre mesi dopo la conclusione di quella magnifica vacanza.
Beh, da allora, lo sapete lettori, di cose ne sono cambiate nella mia vita. Il mio percorso verso la felicità e tanto agognata vita in Corea, ha subito alti e bassi; l'amore trovato si è perso, ma nonostante questo ho continuato il mio cammino verso questa terra lontana 9000 km da casa. Non ho arrestato lo studio, la mia passione, la mia speranza e voglia di mettere radici qui, se pur sapendo bene che non è facile e che il fallimento è dietro l'angolo.
Naaa, non trattasi di fallimento, se si ha provato e portato comunque a casa buoni risultati, non si potrà mai definirlo fallimento.
Dopo l'amore, Seoul mi fece riscoprire me stessa: le mie capacità, il mio coraggio celato da mille paure infondate, che ancora adesso però tendono a fare capolino ogni tanto.
Anche la mia visione dell'ambiente che ora mi circonda, pian piano, è mutato. Il modo in cui i miei occhi vedono ora questa terra d'Asia è più critico, ma sempre pieno di passione e amore.
Diciamo che osservo le cose con meno ingenuità. Posso vedere benissimo le possibilità negate, le difficoltà, i difetti ... ed accetto tutto. Seguo il mio destino, semplicemente. Perché comunque amo vivere a Seoul. 
 Intanto sono qui, in un goshiwon di Sinchon, ormai sette mesi che vivo e lavoro nella capitale del "calmo mattino". Devo ammettere che non sopporto molto la definizione "The land of the morning calm", perché invenzione americana, preferisco l'originale "대한민국" *Daehanminguk!


Ad ogni modo, passiamo ai ringraziamenti, perché se ho sempre avuto voglia di continuare a scrivere qui, lo devo un pò anche a voi, lettori che mi seguite.
Ringrazio coloro che mi seguono tutt'ora, coloro che hanno provato piacere nel leggermi fin dall'inizio e che mi hanno sostenuto in questi tre anni. Insomma, grazie ai lettori di una vita, ma anche a quelli che mi hanno scoperta mano a mano durante questo lasso di tempo e coloro che invece hanno iniziato a leggere il blog solo in questi giorni.
Ringrazio coloro che stanno dietro alla mia chiacchiera logorroica, e non si fanno scoraggiare dalla lunghezza dei post, ma anche coloro che preferiscono leggere solo gli stati sulla pagina facebook. Ringrazio pure i lettori che non hanno ancora compreso che Dreaming Of Wonderland è un blog vero e proprio e non solo un antro in un qualche social network ( la pagina facebook serve solo per aggiornarvi e per postare qualcosa di veloce, come foto e anche caricare i video del canale youtube).
Ringrazio anche coloro che non stanno nemmeno a leggere, ma sfogliano solo foto o guardano i video, per mancanza di tempo o poco interesse che sia. Fa niente.
Ringrazio quelli che dal mio blog prendono, o hanno preso in passato, spunto. E' successo negli anni che dei miei lettori, una volta partiti per la Corea del sud, aprissero un blog tutto suo. Mi piace pensare che abbiano "imparato" dalla "maestra", ma in questo modo XD passerò certamente per arrogante. 
Se la vie~
Scherzi a parte, ringrazio quelli che commentano sempre, che commentano poco o che timidamente stanno nell'ombra, perché non amano magari esporsi. So che ci siete e qualcuno di voi ogni tanto si fa coraggio e lascia una sua traccia, come per dire "anche io ci sono, anche io ti seguo". Grazie.
Ringrazio perfino quelli che si interessano poco dei post in generale, spesso anche se di cultura, apprezzando meglio le mie stronzatine invece, o ancor di più foto dove appaiono coreani (cosa che posto di rado). Le poche volte che le ho pubblicate su fb i like sono fioccati! Hahahah ...
Ringrazio quelli che apprezzano meglio le mie disavventure ai post culturali (tralasciati in questi giorni, lo so e chiedo scusa), o le lezioncine di lingua, e coloro che invece al contrario amano più informarsi che star dietro a questa blogger e le sue disavventure (perciò chiedo venia se recentemente non ho più postato niente sulla cultura. Anche se a ben pensarci ... anche nelle mie disavventure possiamo trovare un pò di cultura coreana).
Un ringraziamento va anche a coloro che non sono lettori, ma semplicemente spioni pronti ad armarsi con ciò che io pubblico, per poter iniziare una polemica insensata in pagina dove l'anonimato da loro gran coraggio.
Si sa, quando scrivi pubblicamente, attiri consensi e dissensi comunque. 



Finiamola qui! 
Tanti auguri caro Blog, 
te che raccogli tre anni della mia esperienza, 
dei miei viaggi, dell'amore fin da subito provato per la Corea del sud e i suoi luoghi, 
la sua cultura, la sua gente e pure i suoi tanti difetti sociali. 


Cinque viaggi alle spalle andate e ritorno, 
sette mesi di vissuto continuo e ... andiamo avanti così, 
che non finisce qui! 


lunedì 16 novembre 2015

Disavventura in Corea (11): il trasloco

Non è che a traslocare si provi chissà quale emozione, no? 

Eppure io sono un tipo particolare, che si attira grane pazzesche qui meglio definite con il termine di Disavventure.


Ora potrebbe anche partire la sigla di SuperQuark con Angela junior che presenta una nuova specie umana:

"I disavventurati sono esseri risalenti sin dall'antico Egitto, obbligati a star distante dai faraoni per non infettar loro con la sfiga di cui vengono dotati dalla nascita.Questi esemplari però esistono ancora ai nostri tempi e li potete trovare in qualsiasi luogo di questa terra. La loro capacità é quella di trasformare qualsiasi situazione ordinaria, magari pure noiosa, in un'avventura a tratti spassosa, a tratti spaventosa o addirittura finire in pericolo. Se vi trovate di fronte a loro, mantenete la distanza di sicurezza, perché potrebbero coinvolgere anche chi li circonda."


Grazie dell'intro Pierangelino.
Io faccio parte di quella categoria, 
mi consola il fatto di non essere l'unica della mia specie a questo mondo. 
Hahaha... 


Il trasloco é andato bene, se non fosse che:


  1. Avevo troppa roba da portare (due valigione e un trolley non bastava, nemmeno facendo traslocare le valigiette del lavoro, cosa che avevo già fatto graduatamente), QUINDI mi sono fatta un doppio giro.
  2.  Sono caduta dalle scale e per poco non mi ammazzavo.
  3. La polizia mi ha fatto cagare sotto, e con me le povere disagiate che mi hanno aiutato a traslocare.

Sì, in effetti non si tratta di un solo fatto.
Il primo giro vedeva il trasporto in solitaria di una valigia da 30 kg, il secondo step tornare indietro con le poracce delle chingu, che ho schiavizzato, e le loro valigione. Riempire tre valigie in tutto, fare una buona cena di carne insieme e alla fine partire per Sinchon.

Sennonché, scendendo le scale, 
salto uno scalino 

mi sfracello a terra!


Il risultato sono lividi viola e rossi su tutte e due le gambe e il dolore di primo impatto logicamente. 
Coloro che hanno assistito alla mia rovinosa scena, hanno preso tutti un grosso spavento, potevo storcermi una caviglia o alla peggio: spaccarmi la testa seriamente.

Mio cognato, preoccupato, ci pagò pure il taxi, dando all'ajeossi una mancia, affinché ci portasse proprio sotto al goshiwon, avendo mezza invalida a bordo. Lui parte e fino a qui tutto bene.
Arrivati a Sinchon il tipo non trova la strada per saltare la zona pedonale. Quindi va a caso e incrociando una volante della polizia, decide di chiedere a loro informazioni. La risposta fu: "è da queste parti ma torni indietro! Lei non può passare da qui, è vietato."
Il taxista, cosa normale per tutti gli esseri ordinari di questa terra, ignora l'avviso e va avanti in cerca del mio alloggio. Quando all'improvviso non sentiamo le sirene dietro di noi e l'autoparlante della polizia che intima l'arresto del mezzo.


Immaginate come abbia strabuzzato gli occhi io in quel momento e come abbia iniziato a sudare quando un poliziotto, con fare da incazzato e pronto all'arresto delle persone a bordo (non scherzo, faceva paura), ha esclamato all'autista: "한국사람야?" *hanguk saram ya?" (Sei coreano?) 
Come per dire: "non hai capito quel che ti abbiamo detto poco fa?
L'ajeossi gli rise in faccia, ma non per scherno, temo si fosse cagato addosso sopratutto lui e quello dunque era un modo involontario di reagire. 
Pericoloso peró eh... 

"FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO", immagino lo possiamo tradurre così l'ordine successivo. 
Il taxista spiega che deve accompagnarci al goshiwon, che nemmeno noi sappiamo dov'é (bugia), spingendo il poliziotto a passare dalla mia parte della portiera, per chiedere alla cliente dove fosse diretta.

Puntualizziamo: 
arrivate a metà strada abbiamo pensato di scendere e arrangiarci, ma sorellina testona al telefono comandò di non scendere, perché: "Rain ha pagato piu del dovuto!!!

E quindi eccoci nella cacca!




L'uomo in divisa mi fissa come se volesse intimorirmi, sguardo corrucciato da stronzo e mi dice  in coreano: "voglio...  aiutarla...  dove...  deve andare?", con estrema calma e pausa tra le parole.
Ma cazzo con quella faccia come faccio a non agitarmi????
Io sapevo dove andare, conoscevo il posto ma...
Ormai avevamo scomodato gli sbirri cappero salato!!!







Quindi feci la gnorri!
Avevo mio cognato al telefono, dunque passai a loro il cellulare, dicendogli di parlare con lui, che aveva il reale indirizzo. Mio cognato riferì infatti la via e il collega in divisa cercò il posto.

Intanto tutti i giovani nottambuli di Sinchon, passando, ci fissano ridendo.
Ma.andate.a cagare vah







La polizia insomma, alla fine, ci ha scortate fino al goshiwon e una volta arrivati controllarono anche che il taxista non avesse fatto una truffa ai nostri danni. Mi sentii preoccupata per lui, perché causa cognato non aveva messo il tassometro, ma ricevuto 20.000 verdoni, così! A fuffo.
Ma sembrò non preoccupare il poliziotto, che concluse il nostro incontro con: "siete arrivate! E a lei ajeossi buon lavoro!" Con un sorriso smagliante.



Ma kimchi fermentato un sorriso sin dall'inizio no?
Bisognava proprio recitare la parte del cattivo?
Vi siete divertiti a spaventarci, ne sono convinta!