"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

Vi aspetto su Facebook!

Dreaming of W. YouTube

martedì 25 agosto 2015

Disavventure (o avventura) in Corea (8): lavorare e aver grandi soddisfazioni

Ammetto le mie colpe: 

non ho più studiato da quando ho messo piede qua, 
ma tra lavoro e le girate con amici...  il tempo parte.
Non ho nemmeno più scritto il romanzo che volevo iniziare. 
Sono una testa di pigna.




Ma la lingua volente o nolente l'alleno ogni giorno. Ed è grazie a questa se ora posso lavorare "nel mio campo", metto tra virgolette perché si tratta sempre di un lavoro che in teoria purtroppo non da il visto, quindi finito il working holiday chi lo sa? 
Ma ho sempre a che fare con i bimbi e sono sempre considerata come tale: una maestra. 
Poter arrangiarmi e insegnare loro in lingua dovrebbe essere già una soddisfazione, ma ne giungono tante tantissime altre quando:


  • Non ti limiti a dare nozioni e basta, ma ci giochi con loro, li prendi in giro, li ascolti e alla fine li conquisti;
  • quando le insegnanti partecipano e sono soddisfatte, ti trattano come una di loro a tutti gli effetti o ti elevano su un piedistallo;
  • quando imparano le cose che proponi e la volta dopo sono lì attenti e belli ricettivi, pronti a mostrarti la loro sapienza;
  • quando i bimbi all'ultimo incontro si rattristano; 
  • quando le bimbe ti osservano, vogliono le tue attenzioni e ti dicono "선생님 예뻐요" *seonsaengnim yebbeoyo; (maestra sei carina)
  • quando i maschi se la ridono delle tue battute facendo ancora più bordello;
  • quando le mamme si dimostrano entusiaste della lezione svolta;
  • quando sono i tuoi superiori a inchinarsi appena ti vedono, complimentandosi con te dell'operato. 
 Il tanto nervoso che avevo mercoledì, è sfociato appena ho messo piede nella sala dove ho iniziato a spiegare ai ragazzi. 

Non sapevo l'età del gruppo di ragazzini a cui avrei dovuto insegnare, non avevo ancora visto il materiale a mia disposizione (organizzazione coreana), abituata a quello per la materna dell'asilo e avevo addosso un vestito da romano che, causa ciccia, non mi si chiudeva. 
Questa volta è stato insomma un pó un salto nel buio. Alla fine mi hanno mostrato il power point con il quale avrei lavorato e spiegato come erano suddivise le lezioni. L'età dei bimbi era da elementare sta volta e le gambe, al sol sentirlo, hanno preso a tremare.

Okay un conto é insegnare ai piccini un conto ai più grandini. Inoltre ci sarebbero state le loro mamme!
Ossignore!!!
Donne! 
Per di più coreane!!! 
E madri!!! 













Il sempre più imbarazzo, per quel vestito che non mi si chiudeva, mi distraeva dall'agitarmi per ció
che sarebbe successo poi. Quando vado in panico il mio cervello si chiude e balbetto anche in Italiano, figurarsi in coreano. 
Ma alla fine é andata bene!!! 
E ho potuto vedere anche le mamme entusiaste. Anzi mi sono presa delle iper leccate di culo da parte di una di queste. Io ci ho conversato tranquillamente, utilizzando il loro metodo, buon viso ... a ruffianata. Consigliando ricette italiane e quant'altro.

Alla fine salutai i ragazzi dicendo loro che é stato un piacere averli conosciuti. Loro hanno ringraziato e stop. Tranne una ragazzina, la più grandina e dolce, che si esponeva con una bella pronuncia inglese per chiedere cose semplici (mi ha fatto sorridere il fatto che ad un tratto, non sapendo dire la frase in inglese é passata al coreano, vergognandosi un pó. Finché erano paroline si esprimeva, così per farmi capire che era brava con la lingua estera ma poi è "cascato l'asino", come si suol dire. Peró era tanto dolcina), viene da me e mi abbraccia e mi dice "anche per me 샘 saem (contrazione di 선생님 seonsaengnim, tipo il nostro Proff) é stato un piacere. Mi sono divertita".








Sì sono soddisfazioni grandi che ripagano del nervosismo accumulato. E anche quando la referente mi ha comunicato che davvero sono andata molto bene mi sono rassicurata.
Ma la vera contentezza arrivò il pomeriggio successivo. La referente mi manda un messaggio dicendo che la lezione è stata davvero bellissima, che hanno chiamato le mamme per complimentarsi ancora e che faranno pubblicità, tra l'altro tra loro c'era una maestra di scuola elementare e anche lei ha trovato interessante la cosa. Poi l'ultima frase mi ha fatto gongolare lo ammetto "ed é tutto grazie a lei saem!

Sono in estasi per questa cosa. 
Forse esagero ma é così~ queste cose ripagano le ore di bus che faccio e mi fanno amare questo lavoro.


Ps: classe di 30 bambini delle elementari e tra le insegnanti due maestri stragnoccamente affascinanti, inutile dire che io ho sudato non poco dall'agitazione T.T 



giovedì 6 agosto 2015

Sfogo di una che in Corea ha trovato un modo per rigenerarsi e crescere: ho fatto tutto da sola!

La logorroica torna a parlare e a sfogarsi~ 

Che vi piacciano i miei sfoghi o che non li sopportiate ... non importa. XD Quando sento il bisogno io scrivo e tanto anche!


Un pó mi ha aiutato il destino, un pó mi hanno aiutato mia madre e mia sorella, perché senza la loro spinta (in termini di consigli/rassicurazioni, non in termini materiali), non sarei mai partita.
Ma per il reto...


ho fatto tutto da sola!

Dove puó portarti la buona volontà? 
A fare grandi cose. Anche se dovessero essere concretizzazioni del futuro o semplicemente momenti eccezionali. 
Abbiate tutti passione, perché senza quella non potete sperare di andare tanto lontano. 
Ci sono persone più appassionate e diligenti della sottoscritta, sia chiaro, ma in questo sfogo parlo di me, per cui lasciate che mi senta soddisfatta di me stessa al momento.

Perché io, come altri pochi, ho fatto tutto da sola.
Perché ho potuto farlo e perché mi sono impegnata per farlo.

Ho preso in mano i libri e ho iniziato a studiare una lingua lontana anni luce dalla mia, per amore certo, ma ben presto è diventato un vero interesse, lo sapete. E come vi dicevo: senza passione non si va da nessuna parte.
Ho studiato e studio da autodidatta tutt'ora e diciamo che, in concomitanza con l'anniversario del blog, vi sarà anche la ricorrenza del mio inizio studio. Stiamo andando verso i tre anni ... quanto tempo che è passato.
É vero che mi ci sono messa di impegno serio solo dall'inizio del 2013, ma a ottobre del 2012 c'é stata la mia introduzione all'hangul.

Non sono perfetta, non sono accademica, ho un'organizzazione tutta personale, potrei sapere particelle dei livelli avanzati, quando fino a poco fa ero ignorante su alcune particelle del beggining. Ho una pronuncia straniera, non sembro coreana quando parlo (e la cosa non mi dispiace, io ho una mia identità anche se volente o nolente cambia quando parlo un'altra lingua), a volte "imito" troppo i drama, ma in effetti come esempio di ascolto ho avuto più quello che altro. Vi ricordo che ho studiato in Italia e il mio ex con me parlava un inglese strambo, solo negli ultimi mesi della nostra relazione iniziò ad esprimersi nella sua lingua. (mio cognato ancora ora spesso parla un mix di inglese coreano con me invece -.-)
Sono carente proprio in ascolto o dovrei dire UDITO! Tanto che ho problemi anche in Italiano, perciò ... figuratevi! E traduco spesso troppo letterale alla mia lingua, perché penso a volte troppo in italiano. 

Eppure... 
Mi destreggio comunque nel parlato e chiacchiero molto. 
Parlo. 
Mi butto e lo faccio sbagliando, imparando dagli errori. Facendo a volte figure barbine che rimarranno nella storia (chiedere se si vuole mangiare spaghetti pomodoro e figa, al posto del tonno, causa pronuncia errata è una delle cose da affiggere al muro di casa, non credete? xD). 
Ma grazie a quanto ho imparato da sola, ora lavoro e alleno la linguaccia lunga che ho costantemente. I problemi di farsi capire e capire ci sono ancora ogni tanto, sono abbastanza sicura spesso, ma non sempre. Poi sono insicura di natura quindi...  fate un pó voi. 
Eppure mi confronto con gli altri, imparo nuove cose, conosco persone nuove, faccio esperienze nuove.
L'inglese si sta fottendo sempre di più, schiacciato dal coreano, anche in termini di pronuncia. Purtroppo questo succede se non alleni una delle sue lingue e volendo imparare quella coreana, ho dovuto resettare il mio cervello impostato sull'inglese. Così dovrebbero fare tutti, se no ci si appoggerà sempre alla lingua più conosciuta.
Una volta avevo una bellissima pronuncia americana, ora pure quella é perduta. Il resto é assopito, ma davvero ben addormentato manco avesse preso un super sonnifero. La pronuncia invece si è proprio andata a fottere temo.

Il mio pregio é che non mi arrendo. Per le cose che amo sono determinata e cocciuta. 
Se non so un vocabolo, lo spiego! Ovvero giro intorno al problema con la mia innata parlantina e mi faccio capire. Risolta la cosa, di solito mi dicono "Aaah! Intendi (vocabolo che non conoscevo)" trovando l'arcano. E non pensate che sia comunque un impedimento, il concetto arriva comunque veloce e chiaro per il 90 % delle volte.
Sarà che sono abituata a comunicare prendendo la gente per mano, come farei nel mio lavoro originario, con i bimbi. Sarà che parlo troppo, sempre e comunque. (Un nuovo amico coreano dopo solo due incontri mi ha già etichettata come "chiacchierona")

Oh, sono fatta così e mi piaccio! 
La parlantina é solo un mio pregio non un diffetto...  credo.

Insomma se rivolgo la testa indietro, osservando tre anni esatti fa, quando ero appena giunta in una terra sconosciuta, vista solo in tv, non sapevo una MAZZA della lingua, non sapevo leggere l'hangul e mai avrei pensato di poter un giorno lavorare qui e viverci. Alla fine della vacanza, il mio, era solo un sogno che reputavo irrealizzabile. 
Fare esperienze simili io???? Già tanto che abbia fatto una vacanza! 
E con la lingua come faccio? Non mi sento sicura nemmeno con l'inglese!
E invece guarda un pó dove sono arrivata ...  e tutto per merito di me stessa.


Vorrei dirvi: dunque che aspettate? Muovete davvero i sederini, come spesso vi esorta a fare gente che magari arriva alla meta per merito altrui fondamentalmente. Perché nel mio vagare in Corea ho incontrato gente che etichettava gli altri come: codardi, privi di palle che non muovevano il culo per crearsi le proprie occasioni, che non si davano da fare nel realizzare un sogno, che non sapevano rapportarsi con il luogo, incapaci nella vita di star soli. Incapaci nell'affrontare situazioni sgradevoli ecc ecc ...  E ci sono davvero coloro che si ritroverebbero in questa descrizione, ma ... Spesso si scopre che tutto ciò che costoro dicono degli altri, altro non è che uno specchio di se stessi. Il riflesso della loro sconfitta e insoddisfazione, gettata però addosso agli altri per invidia e sfogo.
Insomma quando uno ti dice tutto ciò che ho scritto sopra, ma in effetti tu risulti il contrario di quel che pensa, logicamente il tipo non parlava di te, lo faceva apparentemente. In verità parlava di sé.
Ridere in faccia a certi poveretti è la sola soluzione. E pregare per loro che si sistemano nella coscienza e nella vita.
Io dico sempre che:

la Corea cambia le persone
o in meglio o, spesso, in peggio.

Tira fuori lati di noi che non conosciamo. Lati che ci piacciono o non ci piacciono. Che accettiamo o meno, oppure che facciamo finta di accettare.
A me è servita per tirare fuori le palle che avevo all'interno (metaforicamente parlando sia chiaro XD), a rendermi indipendente, a capire di star bene anche da sola, sebbene un pò di compagnia la gradisco eccome. Ma non è sempre così, alcuni giorni più sono lasciata in pace dagli altri e meglio è. Mi ha fatto comprendere che ho grandi capacità, basta solo metterle in atto, che sono una che non si perde in un bicchier d'acqua e non vado in panico per niente (come invece succedeva a casa). Mi ha resa più sensibile verso gli altri (lo sono già di mio ma ... ancor di più), più aperta verso un popolo, ma anche più ferma, decisa e severa quando devo. Specie con chi mi ringhia addosso le sue porcate facendole passare per le mie, allora lì sì che reagisco tirando fuori gli artigli. Bocche spalancate per incutere timore verso gli altri, dai finti denti di gomma, che sperano di sottomettere gli altri mostrando una forza del tutto falsa. Non per niente, davanti ai miei artigli, veri anche se retrattili, l'unica arma che gli rimane è dar fiato a quella bocca sdentata alle mie spalle e di fronte alla sottoscritta invece, mettersi in posizione di sottomissione, come dei cani a pancia all'aria.
Vergognosi esseri che si approfittano dei più deboli di carattere e ci giocano come marionette. Rendendosi pure conto della loro follia, credendo però che sia una cosa normale.
Gente che ora si sta mangiando il fegato, sapendo dove sono arrivata e che sono felice. Gente che vorrebbe fare la mia stessa esperienza, ma non hanno il coraggio e si lamentano pure. Gente che si crede adulta (e di età lo sono davvero), ma che sono rimasti con il cervello nell'epoca "bimbominchiana", e non intendo dire che sono infantili, anche, ma un comportamento infantile lo posso dimostrare anche io e lo faccio spesso. Solo che io ci gioco, amo il mio lato giocherellone ancora legato all'infanzia, costoro invece sono proprio fuori regola, fuori da ogni comportamento umanamente corretto e maturo. C'è differenza dall'essere infantile e l'essere immaturo. Una persona matura può fare l'infantile, ma uno immaturo infantile lo è e basta, pesantemente pure. Adultiminchia che si atteggiano tanto a indipendenti, quando il loro percorso glielo stanno pagando i genitori. E che continuerebbero così fino a 80 e passa anni. Gente che si piange addosso o da la colpa agli altri per i proprio insuccessi. Se non trovano lavoro ad esempio, ma nemmeno lo cercano. 
Insoddisfatti che recano dolore agli altri.
Non a me, sia ben chiaro, io ci piscio sopra ai loro comportamenti. Anzi, sarei una che forse provoca abbastanza in questi casi, attirandosi magari delle grane.


"Muovete il sederino", personalmente posso dare a questa cosa solo metà della
veridicità: sì, come me molti di voi possono farcela, anche da soli! Ma non tutti purtroppo.
E' comodo dire agli altri "datevi da fare se volete ottenere quella cosa" quando il culo lo si ha parato per un buon 50% o più. Quando non si ha problemi di soldi in famiglia o quando come me, si ha una certa età (sembro una nonna a parlar così), che mi ha permesso di uscire dalle superiori in un tempo ancora abbastanza ricco per l'Italia, immergendomi da subito nel mondo del lavoro, che mi ha concesso di mettere da parte soldi. Perché purtroppo anche chi vorrebbe lavorare o deve lavorare per realizzare un sogno, ora come ora parte svantaggiato rispetto ad anni fa.
Non facciamo gli splendidi, se il merito del nostro operato non è per lo meno dell'85% , e non provocate la gente che a differenza vostra, magari, non puó sperare nemmeno in un 10% di aiuto altrui. Gente che dovrebbe dare e sarebbe disposta a dare il 100% ma non puó comunque, perché schiacciati da una realtà diversa dalla vostra e dalla mia.

È errato dire che tutti ce la possono fare, anche nei confronti della lingua o dell'adattamento al vivere qui, perché ognuno ha la sua capoccia e il suo carattere, i suoi limiti e in molti sperano di poter avere un percorso similare al mio senza peró sapere realmente se saranno in grado di rivoluzionare la propria vita e in molti purtroppo falliranno. I viaggi cambiano le persone é vero, ma aspettarsi i miracoli é assurdo. Non aspettatevi nulla, perché é in base anche a voi stessi se le cose succedono o meno. Poi c'è chi ha pure la fortuna dalla loro.
Non cercate, vivete e attendete. Ma fatelo tirandovi su le maniche se potete. 
Se fallite nel tentare (per chi puó per lo meno tentare) sappiate che la colpa può essere imputabile a voi stessi. Perché forse avete avuto un atteggiamento sbagliato verso tutto; perché vi siete trastullati in cazzate al posto di migliorarvi o semplicemente perché non è il vostro momento. Anche se quest'ultima cosa sembra tanto una cazzata.
O perché semplicemente non siete adatti a questa parte del modo. Non a quello vero, di chi lavora e va avanti con le proprie forze.
Se davvero avete in mano il potere di ritagliarvi piccole o grandi possibilità, fatelo! E cercate di ottenerle, non lasciatevele sfuggire. 


Per il resto faighting! 

Che anche se non siete all'università non vuol dire che non ce la farete ad imparare una lingua e a venire a fare un pó di esperienza qui; che gli universitari spesso non sono che un cacio di cavallo, e il fatto che abbiano una borsa di studio a volte non vuol dir che siano a grandi livelli ( spererei bene di sì se l'hanno preso all'ultimo anno, ma per i primi anni di università ad esempio, il test per ottenerla è semplice). E nemmeno quelli che studiano direttamente qua sono dei geni (alcuni non mettono in pratica la lingua nemmeno dopo 2 anni, ma questo non vuol dire che sia super iper difficile, ma che loro hanno problemi con essa), datemi retta.
Se vi sentite inferiori o se non riuscite da soli, non é perché non siete seguiti da un tutore, da un prof. No, sarebbe lo stesso se voi frequentaste la scuola, credete a me.

E se per caso il vostro esperimento, il vostro tentativo appunto fallisse?
Non sentitevi dei perdenti! Finché non vivete qui non potete rapportarvi con questa parte del mondo e quindi comprendere davvero se la vostra indole è adatta a questo luogo o meno. Potreste scoprire che la Corea non fa per voi ed è più che normale. Tornerete a casa comunque arricchiti, non falliti, e sarete comunque migliori di gente che, nonostante abbiano le possibilità, non si butta per paura appunto di affrontare un fallimento.
Gente che magari vivrà per questo pure nel rimpianto.

Ognuno di noi deve trovare il proprio posto nella vita, che sia in Corea, in Burundi o in Italia. Un viaggio studio/lavoro può farvi capire che il posto giusto è qui dove sono io ora, non per questo però è automatico che ci rimaniate, come potrebbe invece farvi comprendere che il miglior posto del mondo è il vostro paese. Dove c'è realmente casa e famiglia.
La smetto di parlare, giuro!

Baci. 
Giorgia


domenica 2 agosto 2015

Cognomi e nomi coreani: ma sono davvero tutti uguali?

Altra domanda di ask che mi porta a creare un post!
Sarete felici no?????






La domanda è questa che segue:

E' uno strano caso il fatto che quasi tutti i cognomi coreani 
sono sempre quelli (ad esempio park, lee, kim, kang, jung ecc), 
o c'è dietro una motivazione? 
Potresti spiegare? 
Grazie mille :3


Non è un caso.
Da quel che mi è stato spiegato, tutto risalirebbe al passato, quando solo i nobili potevano scegliere il proprio cognome, rifacendosi all'alfabeto cinese. Ogni cognome coreano ha infatti il proprio 한자 hanja (carattere cinese) associato. 
Quando fu consentito anche alle persone normali di scegliere il cognome di famiglia, ecco che tutti presero spunto dalla nobiltà, appropriandosi dunque di nomi già in uso tra le grandi potenti famiglie. 
Se ci pensate era anche normale: volevano sfuggire da un'etichettatura data dalla società, e sottolineare l'importanza della propria famiglia con un nome nobile, era un riacquistare una sorta di orgoglio. 
Ma non per questo i nomi coreani, se ben ci appaiano tutti uguali, sono davvero identici. I vari cognomi che conoscete infatti sono suddivisi in clan a seconda della regione a cui risale il cognome stesso. 


I nomi più diffusi in Corea del sud sono: 


김 (Kim), 
이 (Lee), 
박 (Park), 
최 (Choi) 

seguiti poi da un buon numero di 

윤 (Yoon), 
강 (Kang), 
임 (Im), 
장 (Jang), 
신 (Shin)

altri ancora 

조 (Cho)
석 (Seok),
배 (Bae), 
소 (So), 
유 (Yoo), 
송 (Song) 

ecc ecc... 

*gli hanja purtroppo non li studio e quindi non posso scriverveli. 

Come ho detto prima, ogni cognome si divide in clan a seconda della regione di appartenenza, questa suddivisione viene chiamata 본관 bongwan. 

Quindi avremo i Park di tale regione, che sono diversi dai Park di altre regioni. Secondo il nostro punto di vista quindi sono tutti uguali questi cognomi coreani, ma non per loro. Addirittura, in passato era vietato alle persone di uno stesso clan di sposarsi tra di loro. 
Mentre in Corea del nord non considerano poi così tanto importante il clan di provenienza dei cognomi (uguali alla Corea del sud logicamente).

Questo risponderebbe già di per sé alla domanda del lettore,
 ma approfondiamo la cosa!

Vi va?






NO!
Non guardate lui!!!
Non vi distraete!
(non penso mai agli uomini, ne sono consapevole e me ne dispiace)




Chi conosce l'hangul, noterà che ogni cognome è formato da un'unica sillaba. 
Sì, per la maggiore vanno cognomi suddivisi in questo modo, ma vi sono anche cognomi formati da ben due sillabe come questo: 선우 (Sunwoo, ma letterale abbiamo la sillaba Seon "eo" sta per "o" aperta nella pronuncia + la sillaba "u" e non woo come scrivono gli americanazzi).
Appunto la doppia sillabe va per la minore e sinceramente io non ho mai incontrato nessuno con questa tipologia di cognome.

Dovete sapere anche che:


  • la donna, a differenza nostra, non acquisisce il cognome del marito,
  • il figlio logicamente sì, ANZI, una volta il cognome del padre determinava anche uno svantaggio per la madre in caso di divorzio e affidamento della prole,
  • il cognome va sempre prima del nome quando ci si presenta o lo si scrive,
  • potete rivolgervi ad una persona chiamandola per nome e cognome più suffisso di cortesia 씨 (ssi, pronuncia: sshi), per rendervi più cortesi ai suoi occhi, ma ...
  • non va mai chiamata una persona solo con il cognome, come da noi è scortese, anche se doveste mettere quel 씨 di cortesia, e
  • come per il cognome, anche chiamare l'altro solo con il nome, se non lo conoscete e non siete in confidenza, è considerato educato. Ripeto, nemmeno se vi è sempre quel 씨 di cortesia.

E ora, visto che ci siamo, parliamo un pò dei nomi invece.

Come vi ho detto in altre situazioni (e domande di ask), per scegliere il nome del nascituro, spesso le famiglie si affidano a veri e proprie esperti, siano essi una sorta di sciamani o grandi intenditori in fatto di hanja
Sì, c'è proprio il mestiere del "ricercatore del nome più glorioso", etichettiamo la cosa in questo modo.
Gli esperti di caratteri cinesi troveranno il nome perfetto per il bimbo in arrivo, un nome che lo porterà ad una vincita gloriosa nella vita che inizierà. 
Perché ogni nome ha un proprio carattere cinese (hanja), con un significato ben preciso. Certo, alcuni invece scelgono da sé in base al significato coreano stesso, basti pensare al nome 하늘 (Haneul), che sarebbe "cielo" letterale, da considerare quasi il nostro nome italiano "Celeste". 



Ma se il cognome coreano è formato spesso da una sillaba, il nome invece è composto da ben due! Non sono due nomi, è uno unico anche se sembra sdoppiato.
Come detto prima va dopo il cognome quindi vediamo l'esempio sotto:  

유 연 석 
Yoo Yeon Suk
*scusate la scelta ovvia di questi miei giorno di sbalzi di ormone per quest'uomo.

"Pensi sempre a me, eh?"
Sì, Seok, 인정!
Lo ammetto!
E intanto la schiera dietro a te si dispera per questo~ 



So Ji Subino













Song Rokkino












Song Junghino













To ... polino



















??????



E tanti altri ...








...








Ahmmm ... Kim Soo Hyun, caro ...
Perché piangi?
Non vorrei ferirti ma ... tu non sei nella lista
dei miei omaccioni.
Sappiscilo!



Non c'è fine alla sua traGGedia.




TORNIAMO SERI ...e scusate per il break cazzeggio

유 Yoo è il cognome
연석 Yeon Suk il nome, ma suddiviso nelle sillabe 연 Yeon e 석 Suk


Fin qui tutto chiaro no?
Eppure a Giorgia sta venendo la nausea a scrivere questa parte in particolare. E sì che il fanciullo mi piace molto, perché mai mi darebbe di stomaco scrivere il suo nome?
Effettivamente lui centra ben poco, poverino, se mai è la romanizzazione con cui sono COSTRETTA (quasi) a creare questo intero articolo a darmi i nervi.

Siete caldi? 
Perché vi dovrò spiegare il motivo del mio sfogo appena espresso, quindi preparatevi che ora arriva il bello! O il complicato, direbbero alcuni ...

Ebbene con la modernizzazione e gli scambi con l'America (e la loro mania dell'America), l'Europa, insomma l'inizio dell'apertura di questo popolo verso altri luoghi, continenti, i coreani ad un certo punto decisero di traslitterare il proprio nome e cognome in caratteri latini.
Immagino per facilitarci pure.
Purtroppo, e per fortuna solo nel caso di inizio studio (dell'hangul 한글 dunque, ovvero alfabeto coreano), questo volersi "occidentalizzare" portò alla creazione del, così definito, 로마자 romaja, ovvero la romanizzazione.
Il problema è che non ne abbiamo solo una, ma ben ... non so quantificarle sinceramente.
Le ufficiali in teoria sarebbero due (anche se alcuni dicono che siano addirittura tre): quella che prende spunto dalla pronuncia, e scrittura, inglese e quella che io definisco più "fedele" al vero hangul.
Logicamente, secondo voi, i coreani quale useranno di più? 
Quella che prende spunto dall'inglese, naturalmente! 
L'America contagia tutti, per non usare un altro verbo, meno simpatico.


Ma perché ti sale l'embolo, Gio?
Perché logicamente alcune popolazioni sono svantaggiate da questo tipo di romanizzazione. 
Come i coreani, noi italiani leggiamo letteralmente (lettera dopo lettera, come sta scritto insomma), perciò un nome come quello sopracitato Yoo Yeon Suk, lo leggeremo per quel che è 

Y.O.O
Y.E.O.N 
S.U.K


Cosa sbagliatissima, perché non combacia con il reale nome.
La sua vera pronuncia infatti sarebbe:
Yu Yon Sok. (con un particolare della "o" di Yon che vi spiego tra pochissimo)
Ecco il perché io, se proprio devo usare un romaja, prediligo la versione "fedele" (per modo di dire), che vede il nome scritto in questo modo: Yu Yeon Seok.

Chi conosce l'hangul mi capirà perfettamente, per tutto il resto degli interessati, c'è una spiegazione:
  1. COGNOME: 유 è formato da una sola vocale, anzi direi dittongo ㅠ "Yu" per l'appunto, che però essendo dittongo (idem se fosse vocale), secondo la regola grammaticale, non può essere scritto da solo, ecco il perché di quel pallino ㅇ, che in verità è un carattere privo di suono se utilizzato appunto con le vocali e i dittonghi solitari.
    유  è dunque Yu e la pronuncia è tale quale a come la leggete in questo momento.

  2. NOME prima sillaba: 연 è formato da due consonanti e un dittongo. Il dittongo ㅕ"Yeo", essendo da solo, non lo possiamo scrivere senza quel pallino privo di suono, ecco che dunque abbiamo 여. La pronuncia di questo dittongo è Yo, con una "o" aperta.
    Perché allora ho scritto Yeo e non Yo?
    Perché nell'alfabeto coreano vi sono due tipologie di "o", signori. Quella aperta e quella chiusa.
    ㅗ questa è la "o" chiusa e la scriveremo proprio "o", per ricordarci di quale delle due "o" si tratta.
    ㅓquesta è la "o" aperta, che scriveremo "eo" per ricordarci di quale suono di "o" si tratta.  (I corrispettivi dittonghi delle due "o" dal diverso suono, sono: ㅗ "o" = ㅛ "yo", ㅓ "eo" =ㅕ"yeo")
    Infine, sotto a 여 troviamo la ㄴ "n", ed ecco che abbiamo 연  Yeon (pronuncia Yon con "o" aperta).

  3. NOME seconda sillaba: 석 è formata anch'essa da due consonanti e, questa volta, da una vocale.
    ㅅ "s" + ㅓ "eo" (la "o" aperta, vedere la spiegazione sopra) + ㄱ "k". Quindi il nome non è Suk, ma Seok (pronuncia Sok con "o" aperta)

Un pò difficile da far entrare in testa?

Concludo dicendo che di romanizzazioni ve ne sono a iosa purtroppo, Ecco perché io non comprendo una parola se scritta in romaja, devo vedere l'hangul e i coreani peggio che peggio perché ... sul serio credete che possano capire dai caratteri latini?
E' come se loro mostrassero il nome "Maria" scritto in hangul ad uno che non conosce i caratteri coreani. Voglio dire ... dovrebbe essere nella logica di ognuno pensare che non possano capire. (almeno che non siano nomi particolarmente facili da decifrare)
C'è chi utilizza la traslitterazione "fedele", chi quella inglese, chi addirittura si basa sulla pronuncia che sente e chi fa un mix tra le tre.
Chi vuole il polpettone di caos per cena? 







Ma vediamo un pò di nomi di Star coreane!
Come si scrivono e pronunciano davvero?????
Siete curiosi?
[intanto qui su facebook c'è un piccolo album apposta creato per questo: Sinceramente ... qual'è il tuo nome? 솔직히 ... 이름이 뭐예요? (facebook)]

Stelle della televisione:

  • 송중기 = Song Joong Ki, normalmente lo vediamo scritto così, ma è Song Jung Ki (pronuncia come la vedete, tranne quel Ki che è più simile ad un Ghi)
  • 신성록 = Shin Sung Rok, invece andrebbe scritto Sin (in effetti l'h non esiste, ma nella pronuncia si sente come se ci fosse) Seong Rok (ma  la pronuncia è Shin Sonllok con la "o" iniziale aperta e la "g"+"r/s" creano quasi una doppia "l")
  • 문채원 = Moon Chae Won, invece andrebbe scritto Mun Chae Weon (la "ae" è una "e" aperta, "eo" sta per "o" aperta, quindi Mun Che Won)
  • 이승기 = Lee Seung Gi, andrebbe scritto I Seung Gi, perché in effetti non c'è nessuna "l" davanti alla vocale "i". ("eu" è quel suono che noi non abbiamo, tipo u a denti stretti)
  • 윤아 = Yoona, andrebbe scritta Yuna e pronunciata come tale.
  • 이종석 = Lee Jong Suk, andrebbe scritto I Jung Seok ("eo" è una "o" aperta I Jung Sok)
  • 김우빈 = Kim Woo Bin, andrebbe scritto Kim U Bin e pronunciato come tale
  • 김수현 = Kim Soo Hyun, andrebbe scritto Kim Su Hyeon ("eo" è una "o" aperta Kim Su Hyon)

Passiamo agli idol?

  • 강대성 = Kang Daesung dei Bigbang, andrebbe scritto Kang Dae Seong ("eo" è una "o" aperta Kang Dae Song)
  • 김영운 = Kim Young Woo dei SuperJunior, andrebbe scritto Kim Yeong Un ("eo" è una "o" aperta Kim Yong Un)
  • 윤두준 = Yoon Doo Joon dei Beast, andrebbe scritto Yun Du Jun e pronunciato come tale
  • 종현 = Jong Hyun degli Shinee, andrebbe scritto Jong Hyeon ("eo" è una "o" aperta Jong Hyon)

La finisco qui con i nomi, che se no mi vanno in cancrena le dita e mi si incrociando gli occhi.
Puntualizzo solo che anche le parole vengono stravolte (per noi) dalla romanizzazione americana o dall'orecchio di molti (pronuncia). 
Ed ecco che:

누나 Nuna (pronuncia come la leggete), diventa noona

아저씨 Ajeossi (pronuncia ajossi con la "o" aperta anche se a volte lo sentite ajussi), diventa ajusshi oppure ajhussi o ancora ajeosshi ecc ecc ecc...

Addirittura c'è chi ha creduto che vi fossero tre modi per dire "sì", un terzo modo oltre a 네 *Ne e 그래 *Keurae (keure), perché il "ne" spesso lo pronunciano con una consonante molto dura, quasi da farlo sembrare "d".
Quindi se leggete in giro che oltre a quei due tipi vi è anche 데 *de, ignorate la cosa, perché è sbagliata.


Ecco spiegato perché odio il romaja 
e perché vi rompo sempre le scatole dicendo 
di non basarsi su quello per lo studio. 
Memorizzate l'hangul prima!!!!


Ricordate che scrivere i nomi in rosso porta male~ 
Per il resto, spero che il tutto vi sia stato d'interesse! 
Alla prossima!



















Dei cognomi scritti in fila all'inizio dell'articolo quale sarà la vera struttura?

김 (Kim) = Kim
이 (Lee) = I
박 (Park) = Bak (b un pò dura) 
최 (Choi) = Chwe
윤 (Yoon) = Yun
강 (Kang) = Kang
임 (Im) = Im 
장 (Jang) = Jang
신 (Shin) = Sin
조 (Cho) = Jo
석 (Seok) = Seok
배 (Bae) = Bae
소 (So) = So
유 (Yoo) = Yu
송 (Song) = Song

sabato 1 agosto 2015

"Lezione" 17 (십칠과): negazione


Sapete tutti che io mi diverto a lasciarvi piccole lezioncine, ma che non voglio vestire i panni di un vero e proprio insegnante di lingua. Ci mancherebbe.
Questi post possono essere delle aggiunte al vostro studio autodidatta, magari posso anche io, nel mio piccolo, darvi una mano, popolo che studia in solitaria. 
Perché davvero! Studiare il coreano senza l'aiuto di un tutore non è impossibile! 
E nemmeno arrivare a parlarlo. 

Abbiamo affrontato tanti punti importanti fino ad ora, tanto che, se uno che inizia da zero, si fa aiutare un pò anche da me, dovrebbe essere in grado ora di fare piccolissime frasi perfino in futuro e passato. Ricordatevi che il verbo va sempre all'ultimo posto, non come in inglese o da noi nelle prime posizioni. In lingua coreana l'ultima cosa che chiuderà la frase sarà il verbo. 
Credo di non averlo mai specificato, ma ripeto: dovreste comunque avere altri aiuti oltre al mio per continuare ad imparare questo magnifico linguaggio





RICORDIAMO UN PO'
LE PASSATE LEZIONI
ALFABETO - è necessario saper leggere e scrivere l'hangul per imparare
realmente questa lingua, non vi affidate al romaji 
(sì non smetterò di ripeterlo, non mi stanco mai)

E poi il resto, entriamo nel vivo dello studio:






Però, ora come ora abbiamo affrontato solo frasi positive, non 'è così?
E' giunto il momento di dar voce alla NEGAZIONE

Fondamentalmente troviamo quattro modi per trasformare una frase da positiva a negativa e ora vi illustrerò il tutto, con tanto di regoletta annessa per ogni tipologia:


  • *mo(s) viene messo di fronte al verbo per renderlo negativo (non). 못가요 "non vado", già coniugato nel tempo presente, togliendo la radice, ma dovreste saperlo se siete arrivati fino a qui.
    Questo modo viene usato quando siamo di fronte ad un'impossibilità di fare quell'azione. Infatti non viene usato con i verbi descrittivi (aggettivi).

    Esempi:
    학교에 안갔어요?   "non sei andato a scuola?" (passato che abbiamo affrontato già)
    - 아니요, 못갔어요  "no, non sono andato", ma è inteso come "non sono potuto andare", vuol dire che la ragione c'è.

    왜 학교 못갔어요?  "Perché non sei potuto andare a scuola?"
    아파서 못갔어요      qui ci mettiamo anche il motivo, visto che lo chiedono (ma la particella ve la spiegherò più avanti), "Siccome stavo male, non sono andato"

  • *an viene messo di fronte al verbo, per renderlo negativo (non). 안가요 "non vado".
    Questo modo però viene usato spesso per dare un dissenso non esplicito, una sorta di "non voler fare quella cosa".

    Esempi:
    학교에 갈거예요?   "andrai a scuola?" (uno dei futuri che abbiamo già visto)
    - 아니요, 안가요     "no, non ci vado" ma non è come per 못 un'impossibilità, se mai quasi una scelta.

    왜 학교에 안가요?  "perché non vai a scuola"
    그냥 안가요             "Così, non vado"

Queste sono le forme brevi, 
che vanno davanti al verbo appunto, 
ora passiamo a quelle più lunghe, 
che non fanno altro che mettersi dopo il verbo, 
togliendo la radice, allungando la parola stessa. 

  • 지 않다 *ji anhda è similare al 안 un "non fare" qualcosa, MA è la sua forma più cortese oltre che lunga. A volte io lo trovo anche piuttosto neutrale.
    Si usa in questo modo: 먹다 si toglie la radice e si aggiunge 지 않다 = 먹지 않다 che logicamente dovremmo coniugare togliendo sempre la radice 먹지 않아요 come un qualunque verbo regolare.

    Esempio:
    집에 돌아갈래요? "torni a casa?" (futuro visto, quasi una richiesta, come "vuoi tornare a casa?")
    - 집에 돌아가지 않아요 "non torno a casa".

  • 지 못하다 *ji mo(s)hada, un "non poter fare" con quel 못하다 finale. Questo è come appunto il 못 ovvero un'impossibilità
    Si usa in questo modo: 먹다 si toglie la radice e si aggiunge 지 못하다 = 먹지 못하다 che si dovrà coniugare e togliere la radice. 하다 tolta la radice diventa da una 아 una 애 quindi 못해 + l'immancabile 요.
    In definitiva: 먹지 못해요.

    Esempio:
    집에 돌아갈래요?
    - 아니요, 돌아가지 못해요 "no, non posso tornare a casa" e qui c'è un motivo del perché non può tornare.


E mi fermo qua!
Provate ad esercitarvi da soli!