"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

Vi aspetto su Facebook!

Dreaming of W. YouTube

martedì 28 luglio 2015

Intanto lasciatemi vivere così: col sole in fronte anche se ho quasi trent'anni!


E' da molto che non sentivo il bisogno di portare una parte dei miei sentimenti nel blog.
No, okay! In verità lo faccio sempre, in ogni post c'è il mio personale pensiero, anche se magari non è espresso chiaramente, lo si evince dal modo di scrivere, dalle battute ed altro ancora ...
Voi che mi leggete, ormai lo sapete.
No, questa volta parlo di quella parte di sentimenti che fa capolino dalla sua tana sicura di tanto in tanto, di quelli che spero rientrino subito a casuccia, e non mi tormentino per giorni e giorni. Insomma della parte più tetra di me, a cui sempre e comunque faccio fronte, senza lasciare che vinca sulla me stessa allegra e ... perché no, un pò menefreghista. 
Forse questa piccola parentesi delle avventure, delle lezioncine o delle curiosità culturali, a qualcuno annoierà immensamente, ma ... questo è il mio antro di scrittura e, perdonatemi se farò l'eccentrica blogger, ma se non vi aggrada siete liberi di tralasciare il post in sé e afferrare ciò che vi pare da questa pagina.

Di solito ci metto un pò di tempo a scrivere, oltre che scegliere meticolosamente le gif animate (che in questo post vi risparmio e MI risparmio). Dunque non andrà pubblicato in "diretta" lo sfogo, nonostante questo mi sento di parlare come se in effetti fossi davanti a voi in questo stesso momento.
E' mattina e mi sono appena svegliata. Lavata il viso con capelli annessi perché, pigra quale sono da appena alzata, dimentico volutamente di mettere la fascia per raccogliere i ciuffi ribelli quando mi insapono la faccia.
Per questo il mio aspetto in questo momento risulta un tantino orribile.
Sembro un ghiro con la faccia stropicciata e i segni del letargo. Magari fossi realmente in uno stato comatoso da inverno. Sapete quando ci si sveglia in quelle mattine freddolose, e mettere anche solo la punta del naso fuori dalle caldi coltri, equivale ad un'impresa eroica? La voglia di rimanere sotto, al buio, coccolati da quel tepore. Fuori fa troppo freddo per vivere.
BENE. In questo momento sogno quell'esatta sensazione! Invece, no! Si crepa dal caldo, si suda stando fermi e passo il tempo a dare dei nomi ad ogni singola goccia che sento cadere dalla fronte o dalla schiena. Rotolarsi nel letto è insopportabile anche se si ha un ventilatore funzionante. (io non ho l'aria condizionata).
Perciò il mio letargo è ben diverso da quello che avviene in inverno.
Dovrei mettere quelle cremine anti rughe, come consiglierebbe una persona qualunque del posto, ma non ho voglia di fare nemmeno quello. Anzi ... se dall'altro lato del ring i coreani sono pronti ad attaccare con il loro barattolo di creama idratante antirugante (????), io sono ben pronta a svignarmela consigliando a tutti di seguirmi.
Ma avete presente cosa vuol dire ungersi di quella roba con sta afa insopportabile? Già non respiro io di mio, il mio naso preleva aria apparentemente inesistente e i miei polmoni si riempiono di calore da sauna (oltre che smog vario), lasciate almeno che la mia pelle non muoia soffocata da quelle cose!
Insomma, fanculo! Che le rughe avanzino, signori e signore!
Sì ...
Faccio tanto la voce grossa, ma poi mi lamento perché vedo quelle "strisce" d'espressione sulla fronte che sembrano esser state disegnate col righello ... -.-''

A quanto pare il mio cervello oggi ha voglia di ragionare e rimuginare sulle cose passate e presenti. E, al diavolo, la cosa mi scoccia.
Credo e, lo ripeto, credo di essere una persona dal carattere piuttosto solare, che emana positività spesso e volentieri. Eppure fondamentalmente sono un essere negativo. Vedo spesso il bicchiere mezzo vuoto, ma solo per una personale visione, per me stessa. Per gli altri sono sempre disposta a vedere il lato positivo di qualunque faccenda, anche quando non c'è ... lo creo.
Perché mi voglio così male?
Vammi a capire.

Da quando sono in Corea la colazione è praticamente inesistente. Non c'è nulla che mi aggrada particolarmente. Il latte lo schifo abbastanza e poi è meglio evitarlo, fa solo che male. Quindi anche i cereali sono off limits. Nel senso che quando finisco una scatola, poi non ho voglia di andarne a comprarne un'altra. E se faccio la spesa grossa, chissà perché, dimentico sempre di preoccuparmi del primo pasto della giornata.
Lo so che fa male, lo so.
Quindi, un caffè di quelli orripilantemente in polvere solubile e via! 
Buongiorno mondo!




Ed eccomi dunque qui a scrivere, con il profumo dei ramyeon che mio cognato si sta cucinano come primo pasto della giornata, prima di andare al lavoro. Questo odore ricorda alla mia pancia che non ho ancora messo nulla di solido nello stomaco, procurandomi brontolii irritanti. 
Ma c'è la tazza del caffè Bene colma di caffeina a farmi compagnia, che però gioca anche un altro scherzetto alla mia memoria, ricordndomi quel passato amore non troppo lontano, iniziato proprio in quella caffetteria una volta tanto amata. 
Ora, per quale inconcepibile motivo, prediligo altro. Mah ... chissà perché mai.
Sto scrivendo nel mio blog per me stessa. 
Una me che si è svegliata con un pensiero fisso in testa: 






ho quasi trent'anni, non sono più una ragazzina.
Che ci faccio in Corea?


VIVO.
Semplicemente.

Questa è l'unica risposta che so darmi.
Amo stare qui, amo quel che faccio, amo la gente che incontro, amo parlare in coreano, amo le nuove esperienza, amo l'indipendenza, amo la sensazione di quando affronto le mie paure o ostacoli che pensavo insormontabili, amo mangiare quel che mi prepara mio cognato e amo quando mia sorella ha voglia di vedersi un film insieme e mi racconta qualcosa, perché la maggior parte delle volte invece è nervosa e intrattabile, inavvicinabile. Amo vivere con sti due brontoloni dal grugno più frequente del sorriso (si sono trovati) e amo il fatto che mi ricordino di trovarmi un compagno che, come me, sorrida la mattina presto e non mi guardi in cagnesco appena apro la bocca per un saluto mattutino. Che deve sorbirsi le mie chiacchiere, che non deve lamentarsi dei miei hobby, che deve avere la capacità inumana di seguire filo per segno ogni mio discorso e ogni mio passaggio di argomento quando dialoghiamo. Perché io raccontando, tocco tutti i punti del mondo.
Come ora ... tutto questo discorso cosa c'entra con quello di partenza?
Niente. Apparentemente.
Fa sempre parte della mia personalità, sono fatta così e mi dovete sopportare in questo modo.
So che non è facile, quindi chiedo scusa se spacco i maroni a molti, polemica e logorroica quale sono.
E so anche che "l'uomo che vorrei", non lo otterrei nemmeno se me lo facessi fabbricare da Banderas con l'impasto delle macine nel suo "mulino che vorrei". Probabilmente la persona che ho descritto sopra farebbe addirittura parte degli Advengers ... se esistesse.
Però dico, se non riesce a seguire i fili intrecciati dei miei discorsi, almeno uno che faccia finta di ascoltarmi, ma a quel punto deve essere un attore davvero formidabile.
Posso suggerire qualcuno? Vi faccio una lista se volete ... (partendo da So Ji Seob)

Il fulcro del mio strano umore mattutino, è che ogni tanto mi chiedo che cosa ne stia facendo della mia vita. Questo.
So che è un quesito che si faranno anche parecchi di voi.
Il mio problema è che il passato mi ha insegnato a non pensarci proprio al futuro. Quel che è stato è stato, dietro alle nostre spalle le cose successe ci hanno portato a scegliere la strada che stiamo percorrendo ora.
Non c'è un futuro, c'è solo un presente. 
Io vivo così e di questo ne sono cosciente.


Eppure c'è sempre quella clausola dell'età che mi spinge a chiedermi: non starò cazzeggiando troppo? E se sì, mi è permesso farlo?
Solo io vedo questi dubbi come barriere imposte dalla società? Alla fine non sta scritto da nessuna parte che io non possa far quel cazzo che mi pare anche alla veneranda età di ottant'anni, se solo volessi.
E' poco normale che una persona viva cercando la serenità e, non avendo obblighi alcuni se non verso se stessa, la gioia di vivere giorno dopo giorno, tentando di non pensar troppo al denaro, guadagnando quel tanto che basta per vivere il presente e sì, se ci si riesce, a mettere da parte per il futuro. Anche se quel futuro potrebbe non arrivare mai.
Certo, non ho una famiglia tutta mia, quindi un discorso contrari non potrei capirlo, solo immaginarlo. Lì vi sono altri obblighi, non possiamo avere tutto lo spazio per noi stessi quando si ha un marito e dei figli. E se mai io li avrò, allora sarò pronta a mettere da parte una parte di me per far fronte al gruppo. Gli hobby, sia ben chiaro, li manterrò comunque, solo che sarà doveroso da parte mia mettere un pò la testa a posto lavorativamente parlando. Rinunciando magari a ciò che mi piace fare, se non mi fa guadagnare bene. Immettendomi in altri impieghi pur di metter da parte un bel gruzzolo. Rinunciare ad un sogno anche ... se è talmente lontano da divenire quasi irrealizzabile.
Sto dicendo che anche in termini di luogo dovrà avvenire la stessa cosa.
Poi non sai mai cosa ti riserva la vita e dove ti porta ... se a stare qui o in Italia ... o in Burundi!

Intanto, lasciatemi vivere così, con il sole in fronte! Anche se ho quasi trent'anni! 
Lasciatemi eludere lo stress, alcune preoccupazioni, la depressione, l'insonnia, i capelli bianchi, i nervi a fior di pelle ...
Lasciatemi sfuggire da tutto questo. Per ripercorrere l'inferno ho tutto il tempo del mondo e se così non fosse, avrò vissuto bene fino al momento dell'addio.

이 길의 끝에 방황이 끝나면 부디 후회 없는 채로 두 눈 감을 수 있기
*(per una volta scrivo in pronuncia
i ghire keute banghwanghi kkeutnamyon budi hugwe obneun chero du nun cameul su ighi*

"Quando alla fine di questa strada, finirò il mio vagare, prego di poter chiudere gli occhi senza rimpianti"

Sì, è il testo dell'unico gruppo kpop che adoro e sembrerà scontato citare proprio loro, ma è una frase che mi ha toccata molto appena l'ho sentita. Anche la prima parte della strofa la sentIVO molto mia, per ora invece ho accantonato i sentimenti descritti in quella parte di testo. Sentimenti che tutti proviamo. (se siete curiosi vi posto il video con la traduzione di "Loser" dei Big Bang)




In definitiva: se me la sto vivendo troppo spensieratamente ... sono solo cazzi miei, diceva Raz Degan, mettendo però un fatti al posto di cazzi. Forse non tutti voi ricorderete quello spot e quella citazione divenuta famosa, d'altronde il blog viene letto da eonni/oppa (persone più grandi di me), ma anche da molti dongsaeng (più piccini). 
A me, gente, va bene vivere così: faccio esperienza, che mi serva o meno in futuro non ha importanza, continuo a percorrere una strada che un pò mi sono scelta, un pò me l'hanno assegnata, cerco di vivere davvero, non come se non lo stessi facendo. E lo faccio con il mio stile e non con quello che vorrebbe la collettività. Che volete farci?
Poi il libero arbitrio, sacrosanto, lo abbiamo tutti ma in misera parte, temo. A volte le cose ci capitano proprio per volere del "cielo" (o meglio denominato demone celeste), logicamente sta a noi saperle sfruttare o decidere comunque sul da farsi, se ignorare e passare ad altro o ...
Credo nel destino, ma anche nel potere della decisione umana. Faccio sempre un mix di tutti i pensieri o quasi, non scarto via mai niente.
Perché nessuno ha la risposta giusta, fondamentalmente.

A quasi trent'anni molti miei amici, conoscenti si stanno per sposare, se non lo sono già, o hanno il primogenito, se non il secondo. Io invece mi trastullo tra hobby, lavori che mi permettono comunque di avere i miei spazi, la mia libertà, allenando una lingua straniera e facendo conoscenza. Vivendo da quest'altra parte del mondo in modo indipendente e ... "scialla-lallallalà". 
Tutte cose che forse avrei dovuto fare a vent'anni, ma se mi sono svegliata tardi cosa ci posso fare?
Se me nono gavesse avuo le roe. (dialetto veneto)
Poi mi volto e osservo quel che facevo stando nel mio paese, stramasticato dalla crisi, e mi dico: se fossi in Italia cosa starei facendo esattamente?
Nulla o qualcosa che non mi completa.

Che male c'è a voler vivere giorno per giorno con un pizzico di serenità?
Le preoccupazioni ce le dobbiamo portare dietro comunque, da quelle non si può scappare al 100%, ma almeno mi risparmio lo stress. Per ora ...
Quando mi vorrò fermare, quando sentirò il bisogno di farlo, seguendo i canoni della maggioranza, allora solo allora lo farò.







Chiariamoci, se fossi coreana e non fossi insegnante, per il mio pensiero, sarei considerata la classica loser qui. 
E la cosa non mi disturba! Perché loser è un problema se ti ci senti, non se ti etichettano così gli altri. 
Lui è il mio compagno di letto ... ma il nostro amore è platonico.
Cessotoro è il suo nome, indovinate perché.

PS: per la mia mamma! Spero tu lo legga, perché so che ti manca la mia logorrofangia (termine inventato) XD
TU, che sei una pessima attrice, ma almeno ci metti la buona volontà per far finta di ascoltare quando voglio raccontarti le cose.

domenica 26 luglio 2015

In soli 3 anni la Corea sarà cambiata? (cosa noto io perlomeno)

Tutto parte da ...




Sì, lui lui lui ... 

Ultimamente sto in fissa, cosa volete farci?
Sono una matta che ha le manie! 

Sono coreana!
Non lo sapevate? Qui vanno tutti a mode maniacali: e prima l'honey in ogni dove, anche per sturare i cessi, e ora  ... e ora mi sfugge cosa c'è ora!
Se mi viene in mente ve lo dico XD





No, serietà! Momento serietà! (colorado Café)
Tutto parte da una domanda su Ask: 


Dalla prima volta che sei stata li fino ad ora secondo te la Corea di adesso è cambiata come mentalità? cioè adesso che circolano più stranieri che prendono sempre più confidenza secondo te ?


Se volete farmene anche voi, qui Dreaming of Wonderland -viaggi in Corea- Giorgia Ask





Qualche cambiamento ...

 c'è stato. 









Questo è impossibile negarlo se si vive qui, o se negli ultimi anni spesso si ha viaggiato da queste parti.
Ma sarò sincera, non ho ancora compreso se il cambiamento sia avvenuto davvero o se si tratta solo di qualcosa che è di passaggio, una moda che poi evaporerà con l'arrivo di nuove manie. Qui va così. In tutto il mondo va così, ma qui la moda detta ancor più legge, fidatevi!

Ciò che ho notato sono dei piccoli accenni di mutamento, iniziati forse dalla fine dell'anno scorso? O almeno io vedo diversità addirittura tra ora e un anno fa.



LevateGLI tutto ma non i baffetti mafioso style
a Kim Nam Gil. L'unico che sta bene
con quei peli alla Padrino.
Ad esempio più uomini con la barba, anche se per molti coreani fa sempre e
comunque "sporco", all'inizio di quest'anno ho notato un numero maggiore di uomini barbuti per le strade coreane. Eppure, già noto meno persone rispetto a questo inverno, sarà che fa caldo, sarà che loro hanno barbe assurde, spesso non ben omogenee ma a ciuffetti in stile epoca Josen ... Hahaha.





Più tatuati, non solo nelle zone di Hongdae, dove si possono trovare le persone che "trasgrediscono" di più. Qui il tattoo è ancora simbolo di "galeotto" (come alcuni penseranno anche in Italia, magari qualche anziano) per questo è meglio farsi tatuare nelle zone meno evidenti. Se no, puoi anche dire addio a molti lavori. A detta delle persone del posto: se hai tatuaggi vistosi in molti non ti danno lavoro.
Eppure recentemente vedo sempre più ragazzi (specie uomini) con vistosi tattoo sulle braccia o sulle gambe e intendo dire proprio in bella vista!
I tatuaggi sono censurati addirittura da alcune trasmissioni televisive, lo sapevate?
Questa è una delle mode che ... rimane? Insomma ... è un segno alquanto permanente! A differenza della barba, togliere un tatuaggio è più complicato. XD


Sempre più donne mangiano carboidrati.
Anche se incinta!
Prima era praticamente una cosa da evitare, specie se si aspettava un bambini, o si davano alla pazza gioia le signore dai 45 in sù, mandando al diavolo la linea. Ormai sono sposate, essere in forma, non serve più!
Di questo ne parlavo anche con un amico, che ha confermato la mia visione. Perfino i suoi genitori due annetti fa non toccavano pasta, pizza, ora invece non passa molto da una cenetta all'italiana all'altra.

Più anziane che si buttano sui cibi esotici. Quali fast food o appunto pizza, pasta, forse meno le cucine di altri paese, come l'indiano ad esempio.
Un tempo (e ancora ora molte) la trovavano una cosa assolutamente da evitare. Fa male il cibo altrui, è poco salutare, meglio rimanere in casa.



Più cicciotti e cosciotte in vista!
Stanno ingrassando!
Questo è inevitabile se pensiamo ai vari fast food e non solo, il pollo fritto, l'alcool di per sé che bevono tantissimo, pasta pizza a volontà ecc ecc ...
Infatti ora è meno difficile trovare taglie più morbide in alcuni negozi. Prima solo ad Itaewon si poteva sperare!
Sempre più ragazzi scelgono anche ragazze in carne. O almeno io ne sto vedendo molti. Se un anno fa era raro vedere una coppia dove uno dei due, specie donna, era grassa o robusta, ora è una cosa meno occasionale.
Sì, sì e pure bruttine con dei bei ragazzetti eh! Però ammetto che il contrario: uomini grassottelli accompagnati, visibilmente accompagnati, con donne magre ... no, ne ho visti veramente pochi, se non sposati. Vi sto parlando della fascia 20-30.


Non solo, più obesi veri e propri per le vie. Sì, questo non è un tasto simpatico e pure tanto delicato. (io comprendo)
Il punto è che in questi tre anni di viaggio, credo di aver visto solo una volta una ragazza che non fosse al massimo cicciottella. Di obesi obesi ne avrò visto uno solo prima del mio ritorno quest'anno. Ora li noto di più e non solo loro, anche i portatori di Handicap, gente in carrozzina, o spesso con la sindrome di Down.
Tre anni fa mi stupì la loro assenza, e me la giustificarono dicendomi che normalmente stanno in casa, non escono mai. E' ancora un argomento tabù come l'omosessualità, il cancro, gli abusi ecc ecc ...
Per lo meno è un sollievo vederne così tanti in giro in questi ultimi tempi, questo è davvero un cambiamento importante o almeno spero lo sia davvero!



Sempre più donne single over 30! Per scelta intendo, perché
temono il matrimonio. Sarà per questo che, come da noi, sempre più coppie si sposano tardi? O non si sposano affatto certo.
Nonostante questo, non essere accasato oltre i trenta è ancora visto in modo critico. (non quanto in Giappone però)




Più cani!
Sì anche loro hanno cominciato a far parte del quotidiano coreano qualche annetto fa, sopratutto cani di piccola taglia, invece recentemente noto non solo pelosetti da borsetta, ma anche belle razze giganti come Samoiedo, Pastori e Golden!
Alani non ne ho ancora visti, però! XD





Le donne che si cimentano in lavori maschili. Autiste di bus ad esempio, ma già questo cambiamento lo avevo preannunciato l'anno scorso. Avevo beccato più di qualche volta una donna come autista, ebbene quest'anno mi toccò anche la vecchina in taxi.
Nonostante questo la Corea rimane fortemente maschilista in termini lavorativi.

E novità delle novità: giovani che fanno lavori "da vecchi"!
Ne avevamo già accennato nel post La Corea non è un paese per vecchi ... e donne.
Appunto parliamo di autista, perché è già la seconda volta in poche settimane che becco un bel autista giovane e aitante alla guida!
Fare l'autista solitamente è cosa da 45enni in su, uomini, e non credo di esser stata iper fortunata nell'aver beccato due baldi giovani di un'età compresa tra i trenta o massimo trentacinque anni, in questo caso portati bene.
No, penso che qualcosa stia cambiando anche in questo senso.


Quindi forse forse un minimo di cambiamento mentale sta avvenendo, è avvenuto ... per alcune cose per lo meno, ma è ancora troppo presto per affermarlo con sicurezza.
Per altre è sempre la stessa cara Corea e ho idea che non cambierà mai! (molto conservatrice)


Spero vi sia piaciuto il post.
Ringraziate l'omonima di ask.
Alla prossima~






IO STO ANCORA ASPETTANDO LETTORI!
Non ho ancora ricevuto quel che mi avete promesso nel precedente post ... ovvero in regalo questo qui sotto.


giovedì 23 luglio 2015

La Corea non è un paese per vecchi ... e donne!















Ma sarà vero?



Abbiamo già parlato in più di qualche occasione dell'enorme maschilismo che si ha nel campo lavorativo coreano e non solo, anche in famiglia per certi versi 
(per altri sapete che io ho un'altra opinione). 
Ebbene ecco il perché del fatto che la Corea 
non è un paese per donne.

PRIMO PUNTO.


Oddio, le donne stanno cambiando un pò rotta, ma non lo vedo come un ribellarsi vero e proprio al maschilismo coreano.
A parte sul discorso del matrimonio, a quanto pare. C'è sempre più gente non sposata anche per propria decisione. Donne che non si vogliono sposare, spesso a causa della suocera o che, nel caso del matrimonio, non vogliono comunque andare a vivere con lei (come darle torto, qui in Corea può essere peggio che in Italia) dopo le nozze, nemmeno se la cara 시어머니 *sieomeoni ci tenesse tanto ad avere il suo unico figlio maschio (o il maggiore) sotto lo stesso tetto.
(qui per le delucidazioni:Fare le nuore in Corea del sud )


E' vero che ci sono più lavoratrici part-time, ma all'arrivo del primo figlio, chi può, se ne sta ancora a casa.
E come darle torto: stipendi spesso inferiori a quelli dei colleghi, anche a quelli che vengono dopo si intende!
Del tipo: istruisci il novellino di turno e quello, perché è maschio, poco dopo inizia a prendere uno  stipendio superiore al tuo di 300/500 euro...
Che bella cosa eh?

E, logicamente, le donne sono ancora lontane dal fare alcuni lavori che in passato, anche da noi, erano prettamente maschili. (ancora oggi pure in Italia ci sono lavori dove il numero di maschi è maggiore a quello femminile, inutile dirlo, vero?)
Militari, autisti, taxisti, spazzini ecc ecc ...
Eppure recentemente (dall'anno scorso) vidi donne alla guida di bus e quest'anno pure del taxi. Oltre alle spazzine! 
Non sono molte comunque, il numero è ancora nettamente inferiore.


Dopo i trenta ... sei finito.
PUNTO SECONDO.
Sì parliamo adesso di età, visto l'inizio del titolo.










Cosa vuol dire che dopo i trenta sei finito? 
Vuol dire che dovresti aver raggiunto il tuo scopo nella vita:

  1. buon lavoro che ti dia abbastanza soldi per mantenere te e la tua famiglia; 
  2. appunto una bella famiglia con 
  3. dei pargoli magari, 
  4. di certo una moglie 
  5. e una bella casa.
Ergo tu non hai tempo per divertirti! 
Non lo hai nemmeno se sei single ... cioè, non dovresti!
Tu non puoi cambiare lavoro quando e come ti pare, seguendo le tue passioni! Tanto che di solito, ti indirizzano i tuoi genitori sulla strada da prendere. Se sei fortunato ti danno due o tre strade da scegliere, se sei iper mega fortunato ti lasciano fare quel che vuoi (la minoranza). Ma a quel punto, ci pensa la società a metterti in riga, facendoti etichettare dalla massa di menti agglomerate come "looser" qualora non seguissi i loro canoni di vita. Qualora usassi una mente indipendente dalla maggioranza del pensiero coreano.
A quell'età devi per lo meno essere accompagnato e in procinto di voler creare una vita insieme alla tua futura sposa, che deve avere il tuo stesso obbiettivo. 
E' vero che stanno cambiando anche in questo, ma la faccenda rimane quella che è.

Ed ecco dunque che Hongdae non fa più per te. 
Nelle disco non ti accettano passati di gran lunga i trenta (almeno che non ne dimostriate qualcuno o tanti in meno). Gangnam forse ha ancora disco fatte per te, oppure? 
Datti alla salsa. 






Quella che noi consideriamo erroneamente un pò per vecchi! (sì, erroneamente, perché alla fine sono gusti, ma in definitiva anche qui è una cosa molto over 35)
Potrebbero addirittura non volerti in certi locali, se la clientela normalmente non super i ventotto anni d'età. Cacciarti con una scusa (non scherzo e non parlo a vanvera) se hanno il coraggio e la sfrontatezza e spesso, credimi! Ce l'hanno!
Insomma: lavora e stai a casa a fare figli donna! 
Lavora e stai a casa a farti tua moglie uomo! 
Il ché non è non è del tutto positivo!
Insomma non dico che bisogna trascurare gli oneri coniugali e parentali per il divertimento. Lungi da me pensarlo, ma se uno non ha obblighi matrimoniali o in termini di prole, che male c'è se oltrepassati anche i quaranta, uno cerca un pò di sano e ripeto SANO (e non volgare, quindi non parliamo dei classici divertimenti extraconiugali di molti ajeossi ... avete capito no?) divertimento?
Oppure, per voi "vecchiarde-giovani", ci sono sempre gli appuntamenti con le amiche, per quello non c'è mai un'età prestabilita.
O gli appuntamenti di soju per gli uomini, con amici o colleghi.
Beh ... odorano di soju pure le donne spesso.

Non è un paese per vecchi perché, oltre al rispetto inculcato fin da giovani, sacrosantosempre che questo non autorizzi gli anziani a divenire uno stuolo di maleducati come a volte succede qui (spesso), non vi è altro che si possa fare per l'età elevata ...
Non sono granché tutelati gli anziani.
E meno male che dovrebbero essere i più rispettati.
La pensione, se la si ottiene, è al minimo da quel che mi dicono. Ci sarà un perché se i coreani lavorano fino a ottanta e passa anni, no?
Se si lavora nelle grandi aziende verso i cinquant'anni, si è già pronti per il pensionamento contribuito, devono lasciar spazio ai giovani (questo me lo raccontarono delle amiche che lavorano o lavoravano per aziende coreane. Ma loro essendo straniere rimangono sotto leggi italiane, quindi non cantate vittoria, noi stranieri non anche in Corea non andiamo in pensione tanto presto).
Se invece fai un lavoro come il manager di ristorante, cameriere, barista ... oddio no! A tutto c'è un limite di età, specie in Corea del sud! Ci sono appunto lavori che passato l'arco di Trionfo non si possono più fare oppure ancora, se decidessi di cambiare, non pretendere che ti prendano nel medesimo settore!
Come il barista!
Dopo i trenta se sei manager sei fortunato e, a quel punto, spera di non cambiare lavoro o che non chiuda il locale o che non ti licenzino, perché trovare un altro lavoro come barista sarà per te cosa ardua.
Quindi dopo una certa età, se non trovi di meglio passi a lavorare nei cantieri (ma fate conto dai 45 in questo caso), a fare lo spazzino ...
In quel caso la pensione sarà nulla o quasi. 
Ecco il perché degli ajeossi e delle ajumma che raccolgono la spazzatura, cartoni soprattutto, e con i carretti li trasportano a mano, in mezzo al traffico metropolitano, per pochi spiccioli.
O le ajumma con i chioschi del cibo, le ajumma che consegnano volantini (lo fanno anche i giovani però questo), le ajumma che vendono la verdura e frutta per strada ecc ecc ...
Sono espedienti per andare avanti.

Però come avete capito, ci sono anche occupazioni che possiamo definire con i titolo:

Non sono lavori per giovani! 


Se fai un certo tipo di lavoro, che normalmente farebbe solo un "ajeossi", non sai come potrebbero prenderla amici, parenti, la collettività. O ancora: sei looser già di tuo perché non hai un lavoro in azienda, vuoi anche metterti a fare un lavoro da vecchio?
Taxisti
Autisti
Spazzini ecc ...
Lavori che appunto qui fanno solo dopo i quarantacinque in sù.


Eppure io beccai un giovane autista di bus che non doveva avere più di trentacinque anni (ben portati a mio dire, credo che fosse anche più piccolo).


Qui si ha poca individualità di pensiero e troppa collettività a mio avviso.


CONCLUDO:
il post, come avrete capito, è stato scritto in termini ironici, ad indicare comunque anche il mio dissenso per alcune questioni e ideologie che a mio parere non fanno altro che limitarci profondamente.
Ma la questione è seria davvero e lo so anche io, quindi è inutile offendersi per il tono con cui è stato trattato l'argomento. Chi mi conosce sa che l'ironia la butto sempre e comunque, non lo faccio per deridere, screditare un paese che alla fine apprezzo a dismisura.
Apprezzare però non vuol dire indossare sempre e comunque i paraocchi dell'illusione.



Peace & Love
e questo ve lo piazzo pure bello in grande.



COMUNICAZIONE PER I LETTORI:
SE VOLETE BENE ALLA VOSTRA BLOGGER ... Il mio compleanno è passato da soli due giorni qui, siete ancora in tempo per regalarmi il tizio (a caso eh, un Yu Yeon Seok a caso eh!) qui sopra!
XOXO Gossip Gerl~ 

mercoledì 22 luglio 2015

"Lezione" 16 (십육과): verbo avere / esistere

Eccoci ad un nuovo imperdibile appuntamento, con le lezioncine del blog!
Fiorellini, come state?
Siete belli caldi?
Come state passando queste vacanze estive? (chi lavora non si incacchi, lavoro anche io dopotutto)

RICORDIAMO UN PO'
LE PASSATE LEZIONI
ALFABETO - è necessario saper leggere e scrivere l'hangul per imparare
realmente questa lingua, non vi affidate al romaji 
(sì non smetterò di ripeterlo, non mi stanco mai)

E poi il resto, entriamo nel vivo dello studio:










Dopo essere e i verbi irregolari, non poteva mancare il verbo 

AVERE / ESISTERE
있다 
*issda

e il suo corrispettivo negativo
없다 
*eobsda



Saprete ormai che io, quelle poche volte che scrivo in romaja, lo faccio secondo la romanizazione "fedele", quindi quel che leggete (se non sapete utilizzare questo tipo di romaji) non è come si pronuncia veramente la parola. Ma come la scriverei io se dovessi per forza trascriverla con le nostre lettere romane.

Anche qui, iniziamo subito con tanto di radice del verbo, quella bellissima 다 che verrà tolta per fare la coniugazione. E questa avverrà secondo i termini già descritti in una precedente lezioncina riguardante il Tempo presente (lezione 10) dei verbi regolari però.

Quindi se non ricordate, andate a ristudiare il tutto, se invece avete fatto pratica, già saprete la trasformazione del verbo 있다 / 없다.
Rivediamola insieme brevemente:

있다 verrà tolta la radice 있 rimanendo senza abbiamo 있 al quale però si aggiunge una vocale secondo appunto la regoletta.
L'ultima vocale della parola 있다 senza radice è 이 alla quale deve seguire la 어, quindi in definitiva diverrà 있어 + sempre il nostro 요 di cortesia (immancabile).

Per 없다 avviene lo stesso: 없 via la radice rimaniamo con 없 che termina con la vocale 어 (termina sì in consonanti ma dovete guardare l'ultima vocale, come vi ho spiegato nel post del tempo presente verbi regolari), che vuole la stessa vocale 어 a seguire, quindi 없어 + 요 cortesia.







Semplice vero????

Al futuro e passato la cosa non cambia (qui la regola Passato e Passato remoto (lezione 11)Alcuni tipi di futuro (lezione 13)) e diverrà:
  • 있었다 privata di radice 있었어 +요 e 없었다 privata di radice 없었어요 per il passato,
  •  mentre il futuro 있겠다 privata di radice 있겠어요 e 없겠다 privata di radice 없겠어요. 



Questo verbo significa "avere", ma anche "esserci" il nostro "c'è / ci sono" per intenderci, il corrispettivo negativo è appunto "non avere" "non esserci".



C'è però una regola in più da utilizzare con questo verbo! 
Ovvero che non vuole il complemento oggetto, ma solo il soggetto! 
Quindi niente 을 / 를 ma 이 / 가. 
Dunque si vi sono due soggetti, come nel caso di avere, ricordatevi che è possibile utilizzare due volte 이 / 가 SOLO se si tratta di soggetto animato e inanimato. Se entrambi i soggetti sono animati, allora il principale (appunto tema) dovrà avere 은 / 는.



Esempi:

저는 강아지가 있어요 
"io ho un cane", qui abbiamo due soggetti, ho messo "io" come tema perché i due soggetti sono entrambi animati, "io" e il "cagnolino".
내가 돈이 없어요  
"io non ho soldi", in questo caso ho preferito mostrarvi la possibilità di avere due soggetti con 이 / 가, mi è permesso in questo caso perché i "soldi" sono inanimati.

나비가 있었어요 
"c'era la farfalla" oppure, se il principale soggetto è omesso, potrebbe anche essere "avevo una farfalla", in questo caso lo si deve comprendere dal contesto.

Ora provate voi a tradurre queste altre tre frasette:
야채가 없어요 
그릇이 없었어요
너는 공책이 이겠어요?



Per oggi è tutto.



domenica 19 luglio 2015

Disavventure in Corea (7°): abbordaggi improbabili nei bus

Partiamo dal presupposto che, chiedere indicazioni ad uno straniero, da parte di un coreano, non é una consuetudine. 





È già tanto che, se proprio devono o vogliono curiosare nelle nostre vite, si rivolgano a noi in inglese quando prendono coraggio, figurarsi dunque approcciarsi con l'utilizzo della loro stessa lingua, se non hanno ben presente quale tipo di straniero hanno davanti:
studente di coreano?
E lo parlerà coreano?
Turista?
Sicuramente non sa il coreano!
Lavoratore?
E lo saprà il coreano?


Anche se, devo dire che io ho un amico a cui succede spesso invece di essere fermato da coreani persi per strada, per richieste di aiuto nel ritrovamento della via. xD (Disavventure in Corea (6°): l'orientamento coreano )
Ad ogni modo, se un ragazzo vi si rivolge in coreano, sì proprio a voi straniere, che non avete dato modo di far capire che parlate e comprendete abbastanza bene la sua stessa lingua, per domandare se il bus dove vi trovate, porta nella destinazione da lui agognata ... 

... fate le ingenue, 
se non lo siete già  come la sottoscritta.


Chiaramente potrebbe essere un modo per agganciare bottone e mettere alla prova una cosa che per molti conta più di altro (ci credo): possiamo parlare con la stessa lingua? Posso comunicare con questa ragazza?
Io personalmente non ci ho visto un abbordaggio vero e  proprio, non da subito, ma ... quel che é successo successivamente lo era eccome.

Visto che per arrivare dove voleva stava facendo un giro del lupo, a mio dire aveva davvero sbagliato mezzo. 
Alla domanda "questo porta ad Itewon?" io da prima risposi che non lo sapevo, poi riflettendo: so che il 110A va fino ad Hannamdong che é vicino Itewon quindi forse... E anche se stiamo andando nella direzione opposta, questo bus fa sempre il "girotondo", per cui... dovrebbe anche... 

Nel frattempo mi fa i complimenti per il coreano e nella conversazione si mette in mezzo un gentile anziano che, a sua volta, si incuriosisce e mi chiede come faccia a parlare la lingua, da quanto sto in Corea ecc ecc... le solite cose.

Va via l'anziano e io mi preoccupo nuovamente per quel ragazzo che, apparentemente, non doveva avere più di 24 anni. Controllo la mappa e gli faccio sapere che sì, va ad Itewon ma ci metterà un'ora se non cambia bus e va dalla parte opposta della strada a riprenderne uno del medesimo numero. (Sì, essendo coreano poteva controllare da sé e forse lo aveva fatto e io sono stata davvero troppo ingenuotta credendo alla sua scusa)
Lui dice che non fa nulla e mi fa cenno di sedermi, quando la signora dietro di me si alza per andarsene.

Da quel momento, LUI non ha fatto altro che fissarmi. Lo vedevo con la coda dell'occhio.
Questo suo atteggiamento mi ha ricordato il vecchio porcone di qualche minuto prima.
Sì, Ieri emanavo evidentemente puzzette di fascino, perché da quando sono uscita dalla caffetteria non ho fatto altro che attirare "grane": aspettando il bus un anziano che mi fissava, addirittura mi ha cercata quando mi sono spostata per sfuggire alla sua personale tac, con "sguardo da porco" come affermò l'amica che era con me. E costui poi ha continuato a fissarmi e fare gesti strani mentre eravamo in bus, perché sfiga vuole che anche lui dovesse prendere il mio stesso mezzo. Dopo l'anziano con sguardo da maiale, a quanto pare, doveva toccare ad un giovane... 

Oddio la modalità dello sguardo è cambiata si intende, passata da porca a tenera titubante nel caso del ragazzetto. A dir la verità era pure carino se non fosse che ... si era truccato peggio di
Platinette, con pelle scura da quanta bb cream aveva (o fondotinta) e matita agli angoli degli occhi ormai sfumata dal sudore della giornata.
Il "pretendente" si sedette improvvisamente nel posto davanti a me, girandosi per avere un  contatto visivo con la sottoscritta. Lo ottenne e mi sorrise, io a mia volta, di rimando. Poco dopo si rigira e con fare da cucciolo (giuro) mi chiede l'età. 

Sì, deve essere molto giovane, pensai, perché quando ha sentito ventinove xD ha risposto 그렇구나 (keureohguna~ "ah é così") e si è girato senza più rivolgermi la parola hahahaha...

E meno male che non ho detto l'età coreana! (30)
Eppure, proprio quando pensavo di essermelo tolto con la scusa degli anni di troppo, eccolo che mi chiede: 
"Quindi stai studiando. In quale scuola?"
"No, costa troppo studio da sola"
"Cosa?"
"Coreano.
Nel frangente di tempo tra l'aver compreso la mia reale età e il nostro successivo dialogo, deve aver
ponderato bene se provarci con una quasi trentenne o meno.
Fatto sta che alla fine se ne esce fuori con: "Sai che sei nuna? Io ho venticinque anni, per cui ti devo chiamare nuna"
Venticinque anni il che vuol dire che in verità ne ha ventiquattro MASSIMO, visto che i venticinque sono alla coreana, ma potrebbero esser stati anche ventitré.  
Continua con la domanda fatidica: "Hai il ragazzo?"

Ossignore...  in bus??? 
Può mai succedere in bus???????





















I drama insegnano male ... almeno che non si tratti del vostro ragazzo certo. Quello spero bene sia sempre pronto a sostenervi da una caduta in bus!
Ma al massimo se è uno sconosciuti può succedervi questo:

Sì, sì, ma non sarà mica quel fiorellino a starvi accanto.
Se avesse potuto, anche il ragazzetto che ha cercato di abbordarmi si sarebbe seduto vicino a me. Ma ero in un sedile di quelli unici. HAhaha peccato ... (mica tanto)





Per non dargli speranze rispondo sinceramente con "no" ma aggiungendo:  "non posso pensare agli uomini ora".
Bugia bugia~ ma non volevo agevolare la sua improvvisa cotta.



Capire un coreano che parla a bassa voce in bus, con tutto il frastuono, per me è un'impresa epica. Cominciai infatti a non seguire più il discorso, perdendomi parole dal rumore e lo feci presente: "non sento!"
Non era una scusa per troncare giuro!!!! 
Ma nemmeno per attirarlo vicino a me!
Eppure, come volevasi dimostrare, eccolo che si alza e si avvicina.
Ammetto che un pó si fece figo quando si accovacció per non costringermi ad alzare lo sguardo nell'intento di guardarlo perlomeno in faccia. 
Ma é stato solo un momento. Un unico abbaglio.

Parliamo ancora un pó del nulla, finché non mi spiega che ha iniziato a parlarmi perché "nuna é ibbeuda" (carina). 
Ringraziai ridendo "si ma sono appunto nuna" (non è quello il problema è che hai troppo trucco in faccia!)
"Non importa nuna" riferisce. 
Cerco di cambiare argomento e torno a dirgli che ha parecchia strada, mentre io devo scendere a breve.
"Che dici scendo anche io e cambio bus per Itewon?"
Diamine!
"Ormai noi siamo qui vedi?" Gli rispondo indicando la cartina "da qui a itewon ci vuole un'ora. Se scendi e cambi o rimani, ormai é lo stesso. Ti conviene rimanere é più comodo".
Lo convinsi e si rimise al suo posto. Lo salutai quando mi alzai per dirigermi verso l'uscita, aspettando la mia fermata e lui da lontano mi mostró degli occhi da cucciolo, truccati forse per accentuarne i lineamenti come le star, ma avendo quasi un effetto Drag-queen e, sempre stando distante mi mostrò delle gomme, chiedendo a gesti se ne volessi una.
Declinai e salutai prima di andarmene sotto gli occhi bastonati del cucciolo.





Fine del racconto.






MORALE del racconto: 
Sempre io i più normali~ 
Peró 
c'é un però!
Devo dire che ho apprezzato il CORAGGIO che normalmente manca alla maggior parte degli uomini coreani. Ovvero farsi avanti per PRIMI!

Cucciolo, se ci rincontreremo ti regalerò l'ID kakao di nuna, okay? 
Ma per conversare da amici xD 
Almeno che non smetti di truccarti come Ursola.



PS: però il nome potevi chiedermelo! Tante chiacchiere ma quello non lo hai chiesto.

martedì 14 luglio 2015

Disavventure in Corea (6°): Il senso dell'orientamento dei coreani

Non fidatevi dei coreani in termini di indicazioni stradali!!! 
nemmeno in termini amorosi o lavorativi.

No, scherzi a parte (qui sopra in piccolo) è vero, promettono promettono e non mantengono.
Ma tralasciamo










Il punto è:
nemmeno loro sanno dove andare! 
Mettetevelo bene in testa!



I taxisti:
La foto è "indicativa"
ma se trovate un taxista così
avvisatemi.
Un consiglio serissimo è quello di non mostrare al taxista la via scritta in romaja (o romaji dal giapponese, parlo della traslitterazione dei caratteri hangul in romani. Insomma scritto con a b c d ...), perché effettivamente non comprenderanno la via (almeno che non sia molto semplice tipo "Insadong", ma quello basta pronunciarglielo).
Se ci provate e rimanete 30 minuti a parlottare per cercare di farvi capire o lui vi pianta e vi dice "no no no", non è colpa loro ma ... udite udite: VOSTRA.
Sì, dai! Non potete pretendere che loro sappiano come si scrive la loro lingua in romanizzazione. E' come dire ad un qualunque italiano di scrivere una qualsiasi parola italiana in coreano (hangul). Suvvia! Ragioniamo.
Inoltre i taxisti hanno il navigatore per un motivo: potrebbero non trovare la strada nemmeno se gli date l'indirizzo scritto in hangul. O impiegarci un pò.

Per quanto riguarda i pedoni:
anche loro girano con i nasi su google maps o altre applicazioni del cellulare.
Oddio, capiamoli! Vivono in una città vasta, dove i palazzi ospitano nei loro piani negozi o uffici di diverso genere. Anche i ristornati sono impilati in quegli edifici spesso e volentieri, e solo le insegne ti illuminano quando perdi la retta via nella ricerca.
Peccato che 10 insegne messe la una sotto l'altra, vicine vicine, accostate, ammucchiate ... facciano un caos assoluto.
Dunque non è nemmeno da imputare a loro la colpa.



Ma dicevamo ... 
... mai fidarsi di un coreano, giovane o anziano.
Specie se giovane in realtà. 




  1. Si perdono con nulla, 
  2. non ragionano se gli mostri la mappa con il percorso e 
  3. fanno i sicuri spedendoti dall'altra parte del globo con le loro dritte (storte).

Giusto qualche giorno fa, mi è venuto in mente di scrivere questo post a causa dell'incontro del secolo, con un ragazzetto del posto, a quanto pare, sperduto quanto me. 
No, che dico? 
Più di me!
Se fossi stata sveglia quel giorno, avrei intuito subito di aver sbagliato screenshot della mappa, e che stavo guardando il ritorno dal luogo dove in quel momento ero diretta. Se lo avessi capito prima, con la mappa giusta, avrei trovato il punto prestabilito in un batter d'occhio.

E invece il fato ha voluto il nostro incontro!



Tranquilli, non mi sono innamorata.
Lo fermai per chiedere dove fosse la strada tal dei tali, dovevo prendere il bus di cambio. 
Lui guarda la mappa perso, poi mi richiede il punto dove devo andare e alla fine mi dice: "aspetta, chiediamo a quel signore" e lo seguo. 
Chiede ad un uomo sui 40 anni e questo sicuro ci indica la via oltre le strisce pedonali.
Bene.
Ringrazio entrambi, anche se il ragazzo non mi ha saputo rispondere, è stato gentilissimo. Ma noto che costui rimane al mio fianco.




Okay, andiamo nella stessa direzione forse per qualche metro, poi giri nevvero? 
Non può essere che tu debba andare dove vado io, no?




Infatti lui mi supera. 
Beh vuoi ben vedere? 1,85 sicuro contro un 1,58 poco sicuro. Quasi, quasi non lo vedo più di fronte a me. 
Nel frattempo, preoccupata che anche il quarantenne mi stesse giocando un brutto scherzo, fermo la classica ajumma dall'espressione perennemente incazzosa. Lei mi indica sicurissima la via e io l'ascolto. Poco dopo, scema, mi rendo conto del mio errore, prendo la mappa giusta, notando che in effetti siamo vicini alla meta.

Quando arrivo butto l'occhio di fronte a me. 
Dall'altro lato della strada chi c'è?
IL RAGAZZETTO AL QUALE AVEVO CHIESTO AIUTO E CHE NON SAPEVA INDICARMI LA VIA.
Rendiamoci conto!
Non lo fanno apposta, proprio non sanno dove stanno andando. Vanno ad intuito e a mappa. Come noi stranieri.




Ma perché mi trovo ad essere così diffidente riguardo al senso di orientamento coreano?
Perché non è la prima volta che mi capita di chiedere aiuto e ricevere dritte sbagliate. E parlandone con amici che stanno qui, non sono nemmeno l'unica.
Una volta addirittura dovevo raggiungere degli amici al mercato di Namdaemun e quindi da Hongdae prendere la metro. Avevo la mappa, dovevo solo capire bene se il mezzo in cui mi stavo per infilare fosse giusto o meno. Non riuscivo a capire bene dalle indicazioni (a volte succede), dunque domandai ad un ragazzo li vicino (becco sempre giovani e uomini, heheh ... no a volte anche le donne e di solito loro sono più sveglie).
Lui sicuro mi dice che è giusto il mezzo e mi chiede dove devo andare di preciso. Io gli dico Namdaemun e lui mi risponde che anche lui stava andando lì.
Sembrava voler dire: andiamoci insieme. 
Solo che poco dopo lo vedo sbiancare, indietreggiare, lo sguardo preoccupato, impegnato ad osservare il suo cellulare. Solleva l'attenzione verso di me imbarazzato e mi dice: "scusa, no. Non è questa la metro che devi prendere. Scusa" e va via borbottando tra sé e sé un "aisshi jinjja" frustrato per aver fatto una pessima figura con la straniera di turno.



Non mi ha nemmeno detto, "vieni che insieme cerchiamo" oppure "devi andare dall'altra parte" no. 
Okay che non serviva un genio e ci sono arrivata da me, aiutando pure una coppia di giapponesi in crisi assoluta. (non spaventatevi, non è così incasinata la metro, era quel punto ad essere particolare)
Giungo dalla parte opposta e vedo che in effetti il treno porta a Seoul Station, che è tra le mie fermate. Ma non comprendo una cosa ... la mappa dice che la linea azzurrina che sto per prendere poi va avanti verso Namdaemun, appunto dove sono diretta, mentre dalle indicazioni che vedo nel vetro del pannello di fronte a me si capisce che Seoul Station altro non è che il capolinea. 
Di nuovo fermo il primo tipo a caso.
Di nuovo uomo. 
Di nuovo giovane.
E gli faccio presente il mio dubbio. Lui osserva la mappa dal mio cellulare e poi mi chiede: "ma dove devi andare?" (e daghela)
"Namdaemun"
"Aaaaah, allora noooo, non devi prenderla qui la metro" tira fuori la sua di mappa e mi fa vedere "devi andare verso Sinchon e poi ..." e con il dito fa un giro indefinito "fare così così", senza davvero indicarmi un fico secco. 
Io alzo la testa e lo fisso con la classica espressione "ma che cazzo stai a di?" e invece pronuncio un "aaah, ho capito" per nulla convinto. Chiaramente non aveva ben presente come arrivare a Namdaemun e voleva fare il bello bellino o ... non me lo spiego.
Poi nel mezzo controllai di nuovo il percorso che aveva tentato di consigliarmi, quello per Shinchon. Sì ci si poteva arrivare anche da lì, ma avrei incasinato ulteriormente il percorso cambiando due volte.

Fatto sta che se ne andò velocemente, dandomi appunto l'idea di uno che se la voleva defilare prima che partisse la domanda lecita: "mi ripeti per favore?"
Tanto non lo avrei fermato per nulla al mondo. Piuttosto ho deciso di ricontrollare la mappa di nuovo e di decretare Seoul Station come lo stop da fare per il cambio verso poi Namdaemun. Non poteva che essere così.
Ed era così. Infatti poi compresi di essere un tantino daltonica (forse) perché nella mappa il colore della linea di Seoul Station era un azzurrino sì, ma di una tonalità diversa rispetto a quella di Namdaemun e le due erano linee della metro diverse.
Insomma cavolo!!! 
Usare colori meno similari???


Però morale della favola: 
se entri nel bosco non fidarti del coreano, hai la mappa? 
Bene arrivaci da sola con quella alla casa della nonna Cappuccetto. 
Ce la puoi fare. 
Se ascolti lui ... sei perso!




Ah! E gli ajeossi autisti di bus a volte non sono da meno: 
-"scusi va a (posto a caso)
-"No. E' dall'altra parte della strada"
-"Grazie mille ajeossi" un paio di ciufoli!!! 
Fare tremila scalini per passare dall'altra parte e scoprire che il lato precedente era invece quello giusto!!!

E MO BASTA PERO'!!!








Spero vi siate fatti qualche risata.
Purtroppo i fatti sono realmente accaduti e continueranno ad accadere.