"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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martedì 30 giugno 2015

마법 걸린 날 "Il giorno in cui viene la magia" in Corea del sud (#sfogo time)

NON è UN POST PER UOMINI! 








Sì, non sarà un argomento che i maschietti ameranno, ma OSTIA! Sfortuna vuole che non sia nata con un pene ma con una vagina e che automaticamente, in orario o meno, mi vengano le mie cose
Tappatevi gli occhi maschietti, se mi leggete, perché seguirà una marea di altri nomignoli con cui noi munite di tette come si deve, chiamiamo il nemico definito scientificamente con il nome di mestruazione









Sì, come da titolo 
마법 걸린 날  
*mabeob kollin nal
"Il giorno in cui viene la magia" 
o, per meglio dire, ci "becchiamo" la magia!
Non so se lo sapete, lo avevo già scritto nel post lungo quanto la muraglia cinese 
(ma interessante e divertente) 
in Corea molti chiamano le mestruo "magia/incanto/occulto" (마법)



Dicevamo, come molte di voi, anche io convivo ogni santo mese con il marchese rosso, che mi fa soffrire non poco. Come se non bastassero tutti i sintomi mestruali, ci si mettono anche le ajumma coreane a ricordarmi che sono nel giorno più scomodo e irritante per una donna.
Perché?
Ora ve lo spiego! 

Se per qualcuno di voi è imbarazzante comprare degli assorbenti al supermercato, lo diventerà ancora di più in Corea del sud. O almeno se avrete un'esperienza analoga alla mia.
Mi è capitato infatti, più di qualche volta, di andare al Daiso (dove gli assorbenti costano in teoria meno, poi dipende) o in un market a fare spesuccia pro ciclo
Arrivo alla cassa con fare noncurante, per me sono cose mensilmente naturali dopotutto, non ho comprato un pannolone assorbente da notte e nemmeno un sextoy, manco dei preservativi voglio dire! Stiamo parlando degli assorbenti gente! Una delle cose che in Corea, come in Italia è costosissima, quando invece dovrebbero venderla a pochi centesimi vista la vitale importanza della faccenda. 
Eppure ... c'è chi lo vede ancora come una cosa sporca (va beh, capitene il senso sù), vergognosa (che sono una ladra?), da nascondere agli occhi altrui (per modo di dire). 


La commessa prende le mie cose, tra cui il pacco Rines (non ricordo il nome della marca, ma visto che l/r qui è similare, da Lines, chiamiamoli Rines, coreanizziamoli và!), li fa passare alla cassa per il prezzo e poi? Mentre io metto in busta tutto, lei impacchetta i miei assorbenti con della carta di giornale, mi sorride come una nonnina che ha appena scoperto la nipote undicenne nascondere le mutandine rosse di quel che di rosso c'è, sogghignando compiaciuta dell'arrivo del mar rosso, simbolo di fertilità e di cambiamento del corpo femminile. 
Insomma qui l'impacchettano come se dovessero nascondere il "misfatto". 
"Ah! Sei una donna allora! Ce le hai quindi puoi rimanere incinta! Cagna!


No, va beh, non è proprio così la questione, sembrava voler fare più un favore a me che altro.
Ma io che ho fatto di male? Sono nata donna e per la grazia divina non sono ancora andata in menopausa (beh da li in poi niente assorbenti certo, ma gli salvaslip?), per disgrazia divina invece dovrò soffrire le pene dell'inferno e gli sbalzi umorali (pure chi mi sta accanto, ne sono consapevole) ancora per molto, si spera, almeno finché non avrò messo al mondo almeno uno e dico un pargolo. 

Quindi tolga quella carta che non mi vergogno, è la natura!



Non lo so, io la vedo forse in modo troppo critico, ma è come se avessero evidenziato lo "sporco" della faccenda. Quel nascondere all'altrui persona che si è ormai "signorina" (beh, voglio ben vedere a 29anni suonati), appunto come mi chiamò la nonna quella volta che mi scoprì in bagno con crampi alla pancia assurdi causa arrivo di Anna dai capelli rossi


Non tutti però sono così "pudici"(vogliamo chiamarla così?) e se ne fregano se stai comprando un pacco da 70 cm di arnesi o da 2 cm che proclama al mondo la venuta delle tue amichette. Non si scandalizzano, per cui non te li incartano nemmeno.
L'ultima volta nel market di fronte casa, comprai un pacchetto in offerta e non mi diedero nemmeno un sacchetto per conferirmi una certa privacy, CHE VERGOGNA! (ironia eh, se no cos'ho parlato a fare fino ad ora?)
Così io feci il percorso di strada fino alla mia dimora sfoggiandoli in mezzo al mercato di quartiere, dimostrando che non me ne frega assolutamente nulla.


Che qualche halmeoni abbia urlato allo scandalo? 
"Quella wegugin (외국인 straniera) vergognosa









PS: il post è fatto anche per riderci su della cosa, non prendetemi per pazza. 
                                                               Anche se dovessi esserlo veramente ... voi fate finta di niente.

martedì 23 giugno 2015

Disavventure in Corea (4°): vivere in un Goshiwon

"Vivere in un goshiwon è un pò come sentirsi un tonno pressato in una scatoletta di latta, un cetriolino in sottaceto, come se fosse la cuccia personale di noi esseri umani che viaggiamo per l'Asia. Una bara direbbero altri."
cit. improbabili della sottoscritta.
Visto il titolo del mio blog,
fa tanto Alice che mangia il fungo per diventare più grande,
sapendo che  la casa in cui si trova diverrà una sorta di indumento attillato.



Ma io mi ci sono trovata bene 
anche se tra alti e bassi! 
Sarò strana. Mah!




Nell'ultimo viaggio andata e ritorno (novembre 2014 - gennaio 2015), tra le tante nuove esperienze, alloggiai per la prima volta in un...  

buco di stanza
stanza di buco
di buco stanza, di stanza buco ...




Ero già a conoscenza dell'esistenza dei così detti 고시원 "GOSHIWON", o ormai tanto rinominati Goshitel~  perchè circa tre anni fa, per la prima vacanza Seouliana, avevo dato un'occhiata anche a questo tipo di alloggio tra le tante possibili scelte. Peccato che osservare, allora, quelle stanzette striminzite, dove a malapena entravi tu insieme alla valigia, mi rese alquanto dubbiosa e triste. 
Doveva essere un viaggio di piacere, gioia, mentre vivere tra  quelle strette mura, in solitaria solitudine diciamo che era ...  











Ora come ora, potrei dire che, all'epoca, mi sembrò una scelta 
deprimentissima, più deprimente delle ultime puntate 
di 별에서 온그대 (who you came from the stars).


Quindi, ma anche no.
Siccome non ci aveva entusiasmato granché l'idea, io, sister e la "compagna di merende", optammo per una Guesthouse anche se più dispendiosa.
Eppure i goshiwon non sono tutto quel male che pensavo, anche se a ben rifletterci credo dipenda anche dalla sopportazione individuale e dall'adattabilità.
Per chi si fosse perso il link degli alloggi a Seoul (qui: AAA cercasi un alloggio in Corea del sud) ribadiamo "velocementissimamente" il concetto di goshiwon:

si tratta di un edificio composto di stanze, molto strette e quasi isolanti, un tempo utilizzate dai coreani durante il periodo universitario. Sopratutto sotto esami e avevano lo scopo appunto di alloggiare sì, nella grande metropoli, ma vivere in un ambiente appunto tranquillo, dove poter ficcare la testa dentro ai libri senza che vi fossero altre distrazioni.
Ora invece i goshiwon sono usati un pò da tutti: stranieri in visita o che vivono lì per brevi periodi (un anno, due o meno) causa studio o che altro. Ma anche i lavoratori coreani che vengono dalla campagna, ergo fuori Seoul, recentemente optano per questo tipo di edificio, molto più economico di altri (specie per loro), privo di caparra e bollette varie, con in offerta pure la base dell'alimentazione coreana.
NB: in molti siti le foto sono tarocche, meglio mandare qualcuno a controllare il posto o andarci di persona è sempre la soluzione migliore.

E ora ricordiamo alcuni punti per capire come sono fatti questi edifici specifici
  • Stanza strettissima con lo stretto necessario (concetto generale)
  • Mini frigo (non sempre reperibile), 
  • scrivania ( non sempre reperibile), 
  • armadio piccolo, 
  • finestra (si può fare anche a meno, nel senso che non tutte le stanze ne sono munite e se non c'è costa meno), 
  • box doccia che fa da bagno, con dentro quindi i sanitari (non sempre reperibile, ma anche in questo caso il prezzo si abbassa. O a volte si trova solo il wc o solo la doccia, allegria~ Logicamente se manca uno o entrambi gli elementi in stanza, li si trova in un bagno in condivisione con il pianerottolo)
  • letto (logico)
  • cucina in comune (in molti casi sporca perché la gente non sa rispettare l'altrui persona)
  • riso gratis
  • acqua gratis
  • kimchi gratis
  • ramyeon gratis (non sempre reperibile)
  • lavanderia gratis (in alcuni altre volte a pagamento)
Il mio primo goshiwon era situato ad Hongdae
Ero un pò titubante non amando la zona ma sorprendentemente mi ci sono trovata benissimo, tanto che lo step successivo inizialmente era rimanere da quelle parti, ma per una serie di fattori, di cui ora vi racconterò, decisi di cambiare aria. 
Nonostante la mia adattabilità e pazienza, nonostante mi piacesse la zona e avessi fatto amicizia con alcune persone che lavoravano e vivevano la, devo ammettere che ho riscontrato parecchi problemi tecnici, i quali mi hanno spinto a prendere il volo verso altri luoghi.

Sarà stato il periodaccio o cosa ma... ora vi racconto la mia storia, e la possiamo intitolare:

Io, il goshiwon e il busanino.



Arrivata la sera tardi, dopo aver mangiato un boccone con mio cognato e sister, giunta al goshiwon ebbi un calo improvviso della mia già poco di natura positività. Il mio umore si trasformò in due secondi da 행복음 haengbokeum (felicità) a 슬픔 seulpeum (infelicità). 
Avevo scelto quel posto sotto "consiglio" di amici e sul sito sembrava un bel luogo, pulito e dalle stanze soleggiate.
Quel che avevo visto forse risaliva al periodio di prima freschezza della struttura, appena aperta o forse non è mai stato così splendente, visto che prima di divenire un alloggio per studenti era stato un centro massaggi. O.O
Spero massaggi del genere innocentemente professionali ...
No. Dico ... sapete che tipo di massaggiatrici potete trovare in Asia no? Quindi sì, pure a Seoul.
Solo per farvi un esempio: camminando per Myeongdong incontrerete degli omini che ad ogni angolo popolato consegnano volantini di "spa" per massaggi. A volte sono un pò invadenti, ma spesso simpatici. Un giorno, distratta da altro, non mi venne subito di declinare l'invito da parte di uno di questi, ma presi il biglietto e quando compresi l'errore, cercai di rimediare, restituendo il depliant. Ammetto che la mia faccia era di "omg, no non lo voglio!", sgranai pure gli occhi e mi sentii tanto maliziosa per nulla. E invece l'uomo si mise a ridere notando che ero stizzita dalla cosa, sfoggiando un sorriso furbesco. Risi anche io di rimando, ma quella sua espressione sottolineò solamente l'erotica entità di quei presunti centri di massaggio. 
Logicamente la sua risata era dovuta al comprendere che io avevo compreso il doppio senso di quel che mi stava proponendo. 


Tralasciamo e andiamo avanti?
Aggiungo solo che ero convinta che fossero luoghi per soli maschietti, ma forse ci sono anche quelli adatti alle signore/ine.
Insomma non so dirvi se il mio ex alloggio fosse una casa per prostitute massaggiatrici o se fosse un vero centro estetico, fatto sta che all'interno ci sono ancora affissi i poster pubblicitari della vecchia occupazione svolta tra quelle mura. A vederli sono innocenti poster di estetica.

Buio, sporco e con il cesso che si intoppava appena vedeva la carta igienica.
Il bagno è stato davvero un pò un incubo sapete?
Credo di aver fatto pure un sogno dove lui mi parlava, in stile SENTI CHI PARLA, quando il bimbo ha le visioni del suo wc assatanato che vuole mangiare la pupù. No il mio esclamava "io non la ingoio quella!" riferendosi alla carta.


Specie quando arrivò un'amica a intasarmelo per bene quel dannato cess ... del tipo che tirando l'acqua ha zampillato come una cascata. Temevo di dover fare una merdosa figura, dovendo chiamare aiuto e a chi altri potevo richiedere soccorso se non al bel manager?
Pregai non so quante volte perché non succedesse e alla fine infatti il tutto si è concluso con un gorgoglio del wc e un risucchio improvviso di ogni cosa volesse fuoriuscire da lì.
Ho sfruttato troppo il busanino*, non volevo fargli fare anche l'idraulico sturacesso.



*busanino: parola che deriva dal latino Busanus saram,
un ragazzo che viene da Busan.
Trattasi di uomo, ma di età inferiore al parlante
da lì ragazzo di Busan, busanino.





Il primo giorno, ammetto di aver consumato un piantino appena chiusa la porta della stanza. 
Nonostante questo cambiai subito prospettiva, cercando di ripigliarmi. Non era solo dovuto al luogo dove mi trovavo, ma anche l'essere tornata lì dopo sei mesi, in una città che aveva fatto da sfondo alla mia passata storia d'amore, abituata a condividere i miei giorni nella metropoli con il mio ragazzo, mentre in quel momento dovevo iniziare tutto da capo, da sola e la cosa mi sembrava fin troppo difficile.
Cambiare stanza mi risollevò un pò il morale e cominciai davvero ad adattarmi. Farmi degli amici nella struttura mi rese più forte e positiva. Proprio il confronto e l'allenamento della lingua stessa.

Ma nel bel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva ... in costruzione
A quanto pare alcune stanze dell'edificio erano illegali e bisognava rimodellarlo al più presto. Quindi non ci cacciarono, no, non sia mai! Semplicemente dovemmo sopportare l'andirivieni di ajeossi carpentieri, muratori, operai (alcuni con sguardo da porci peggio dei proci), intenti a buttar giù muri, fare casino la mattina, lasciarci senza acqua calda fino a sera ...
Disagio nel vero senso della parola.
Ma se fosse stato solo per quello!
La pericolosità della cosa stava dal fatto che: 

  1. abbiamo avuto per tre giorni, dalla mattina a metà pomeriggio, le scale disseminate di cocci vari, chiodi, assi di legno e marmo. L'ascensore non andava ed io ero al quinto piano. Immaginate se cadevo per le scale e mi conficcavo un chiodo in testa, perdendo ogni disinibizione sessuale come la protagonista del film Accidental love, solo che poi avrei preteso il mio personale Jake Gyllenhal, purché figo come ai tempi di Prince of Persia.
    Oltre ai suoi capelli nella pellicola, di cagata c'è proprio il film stesso a mio dire.

    SCUSATE DA COSì                                                            

                       

    A COSì
           



    Quale preferireste?                                                  



                 

  2. potevo prendere la rincorsa dalla mia stanza, sempre dritta fino alla stella del mattino ... inteso come Paradiso. Le stanze di fronte alla mia si sgretolarono sotto ai colpi degli omaccioni attempati e in quello stato lasciarono il tutto per un paio di giorni: il vuoto, dirupo. Con buchi immensi, o meglio con la visuale sulla città senza finestra, muro protettivo o balaustra di qualche genere.
    Del tipo: "se sei un aspirante suicida che vive in quel piano, ti aiutiamo noi! Buttati, ora puoi! Hai la scusa per farlo".
    Io ci scherzo ma davvero eravamo in una condizione assurda.


Poi c'erano i mitici proprietari.

Due ...
Come se uno non bastasse.
Personaggioni proprio, della stregua di Pinco e Panco: quello intelligente e furbo, aveva sempre appresso un cagnetto rompiscatole e l'altro suonava la fisarmonica.
Non sapeva fare altro.
Dalla mattina alla sera.
Il compare lavorava di certo più di lui, ma il grosso del lavoro veniva lasciato al manager.

Ecco. Qui volevo arrivare.
Tra le cose che apprezzavo: 

  • la mia stanza, anche se freddina come il resto del piano
  • il poter farmi degli amici coreani, giapponesi, cinesi, cosa che nel successivo goshiwon non sono riuscita per una questione di spazi
  • la cucina ampia, anche se sempre sporchissima
  • la zona, non nel fulcro del casino di Hongdae, ma a due passi da esso.
  • e il manager, con cui ho stretto amicizia (del tipo che: ci sentiamo ancora, è venuto a ridarmi il benvenuto in Corea direttamente sul posto di lavoro, quando c'è stato il mercato internazionale a Sicheong, facendo due giri per vedere se mi liberavo e finendo per andarsene sconsolato, non prima di avermi lasciato una bevanda energetica).
    Amorevole lui~




    Non pensateci nemmeno!E' fidanzato logicamente. 
A dir la verità credevo che i manager fossero due all'inizio.
Appena giunta mi venne incontro un ragazzetto bassino alla G Dragon ... e ora che ci penso il suo stile in generale spesso lo si potrebbe confrontare al cantante stesso, anche la fisicità e il sorriso direi.
Ecco chi mi ricordava!!!!

Felpa con cappuccio, occhiali di una grandezza decente. Era giovanissimo e cordiale, ma sembrava un pò timido.
La seconda volta non lo riconobbi. Lo vidi in ascensore con delle persone e senza occhiali, vestito bene, capello seghettato (classico capello "riccio" coreano a mò di frizé), aria totalmente differente, più sicura e ... boh. Continuava a sorridermi dolcemente.
Ammetto che nonostante la giovane età (non avevate dieci anni di differenza, ma solo un anno in meno del tuo ex Giorgia!), più di qualche volta le sue attenzioni non mi lasciavano indifferente.
Ma non vi racconterò tutto ciò che è accaduto~ (o non accaduto XD).

Alla fine quello stesso giorno finì per bussarmi in camera e chiedere se poteva mostrare la mia stanza a delle persone. Io da prima non compresi il senso e poi feci 2+2 = forse è un altro manager!
No.
Non avevo capito una mazza.
Ho acconsentito comunque, dimenticandomi tra l'altro il reggiseno bello penzolante giù dal letto, che sicuramente la coppia entrata avrà notato.
Come un fulmine a ciel sereno, compresi di aver qualche problema al cervello il giorno dopo o quello ancora dopo: quel ragazzo e il manager che mi venne incontro al mio arrivo, erano la stessa persona!


Ma a mia discolpa posso assicuravi 
che un paio di occhiali e una tuta fanno la differenza!
GIURO!

Tanto che lui stesso mi confuse con chissà chi qualche momento più tardi, quando per scrivere indossai i miei occhiali da lettura rosa shocking.
Quel giorno avevo notato che il suo saluto non era caloroso come al solito. 
Eppure ero io! T.T 
Ormai mi era sembrato che fossimo piuttosto in 친해요 *chinhaeyo (conoscenza, in amicizia).
Al suo ritorno mi guardò meglio, io con lo sguardo da cucciolo a cui non erano state date le dovute attenzioni.
"Ma sei tu? Con gli occhiali sembri diversa!"
Ecco, quindi o siamo due cretini e ci siamo proprio trovati. Tra cretini ci si capisce e apprezza, oppure seriamente la gente può cambiare fisionomia con poco. 



A voi la scelta!




Insomma parliamo di un amore di ragazzo proveniente da Busan. Non per niente dicono che siano i più calorosi, cordiali e dolci. Anche maschilisti in verità, ma concordo e sottoscrivo solo la prima parte, dopo aver conosciuto il busanino.  
Per ogni minimo problema lui c'era, lavorava come un mulo e in più se potevo scocciarlo con favori vari o problematiche o anche solo una chiacchierata mentre cucinavamo, uno sfogo, lui c'era. Diciamo che all'epoca avevo trovato seriamente un buon amico, che vorrei continuare a coltivare, purtroppo ora come ora sto a 45 minuti di distanza da lui e il ragazzo stesso è molto impegnato. Dovevamo pure vederci per una cena, ma tutto è saltato.
Hai ancora un bel pò di tempo Giorgia per ripigliare l'amico. (con fidanzata a presso temo)
Credo che il nostro avvicinarsi e la simpatia reciproca fosse in quanto entrambi "artisti" e anche perché io ho osato comunicare oltre quella proforma cliente e manager, cercando appunto di fare la sua conoscenza il tutto nella sua lingua madre. Un ragazzo in gamba che scrive testi musicali e io che mi cimento con i romanzi, non potevamo che fare amicizia!
Le cene italiane mi hanno confermato che lo adoro! Perché apprezza tutto ciò che preparo, pure il formaggio!!!! Non tutti i coreani riescono a farsi piacere un formaggio come la fontina!
Dopo aver conosciuto me ha cominciato a pensare pure di imparare l'italiano o quello o il francese. Tra l'altro ha studiato l'inglese da autodidatta come io con il coreano e sapeva parlarlo molto bene, quindi anche su quel fronte ci capivamo.
Alla fine si mise in mezzo la sua ragazza. Ogni volta che eravamo in cucina a conversare, arrivava lei e lui si irrigidiva. Tanto che pensavo di far qualcosa di sbagliato e invece no!
Dopo una serie di strane vicissitudini, ho imparato a conoscere pure lei. E sono diventata pur senza volerlo la sua eonni.

Ad ogni modo avrei tanti altri racconti ambientati in quelle quattro mura, ma alcune cose è meglio che me le tenga per me. 
(e per quelli che in quel periodo leggevano la mia pagina privata di facebook)

Il secondo esperimento da goshiwon invece fu a Sinchon, poco tempo fa. Tornata per iniziare questa lunga avventura, mi sono stabilita per un mese in un altro buco, che sinceramente era ancora più buco. Senza finestra pure, per risparmiare.
Ecco, no. Non fatelo! Verso l''estate senza finestra proprio NO!
D'inverno ve lo concedo.
Eppure in quanto a prezzo e qualità era superiore.
Poi mi sono trasferita in un casina con la mia famiglia, prima di fare la muffa la dentro, ma questo ormai lo sapete e non serve che continui.
Nonostante la strettezza e la calura, era un goshiwon come si vive con tutti i confort, compreso: lavatrice, ramyeon, riso, kimchi, acqua gratuiti! (di quest'ultimo goshiwon potrete vedere il video preso su facebook)
La cosa triste è che eravamo un piano di sole ragazze e a causa di spazio, appunto mi è mancato il contatto con la gente.

Alla prossima!

giovedì 18 giugno 2015

Le 10 cose che ad un italiano possono mancare vivendo in Corea del sud


NB: i contenuti possono scatenare la memoria e il post potrebbe essere soggetto a modifiche o meglio aggiunte qualora venissero in mente altri punti importanti alla sottoscritta, blogger smemorina quanto la fata di Cenerentola, della quale non ha ancora compreso, nei suoi lunghi ventinove anni (quasi) di vita, perché diavolo la Disney abbia chiamato così quel tale personaggio.
Mica era una fata con l'alzheimer? 








Iniziamo:

Quando partiamo per una lunga vacanza, per ragioni di studio che ti portano via da casa per molto, o un vero trasferimento da "nazione nuova vita nuova", ci sono sempre delle cose che puntualmente tornano a solleticare il cuore italiano, creando un senso di mancanza, avvertito in maniera forte o debole a seconda degli individui.
Sono ricordi di persone, oggetti, cibo, profumi e odori, rumori e sensazioni, ciò che ci portiamo dietro dal nostro paese, un ricordo indelebile della nostra Italia.
Specie se si ha a che fare con un luogo molto lontano, come il continente asiatico nel nostro caso, vengono a mancare un sacco di abitudini di cui, apparentemente, noi italiani non possiamo fare a meno. Nel caso si trattasse di cibo ed oggetti vari, specie per chi non se la passa tanto bene finanziariamente e non può sopperire alla cosa comprando il made in Italy dal costo elevato che si recupera, l'assenza di alcune cose può diventare quasi astinenza. Ma ci rinunci per forza o compri di tanto in tanto per accontentare il desiderio, così non cadi nel nervosismo simil "voglie" da parto ... se si tratta di cibo ad esempio.

Ecco i punti che ho individuato io fino ad ora, ma credo di poter mettere mano in questo post ancora in futuro:








  1. Bidet
    Hahaha. Sì.
    Una delle cose che più manca alle persone uscendo dall'Italia è il "sia sempre lodato" bidet, che non esiste qui come nella maggior parte del resto del mondo, o c'è sotto forma di tazza del cesso tecnologica piena di pulsanti, un tipo di sanitario che in pochi possono vantarsi di avere.
    Io sinceramente ne faccio anche a meno, nel senso che il bidet me lo faccio lo stesso anche senza averlo fisicamente. I coreani stessi si fanno il bidet, o alcuni la doccia direttamente ogni volta che devono lavarsi sotto.
    Come?
    Scopritelo da soli venendo qui. La fantasia umana non ha limite, perciò fate girare le rotelline del cervello.
  2. Box doccia

    "아 뭐야 지금?"
    Leggiamo il labiale 


    A proposito di doccia!
    I box doccia sono ormai in via di estinzione. O meglio io ho visto solo un prototipo di questa specie rara: il box doccia contenente il cesso.
    Normalmente infatti, le docce sono lasciate libere di scorrere per le toilette delle case coreane e il bagno si allaga di conseguenza (insomma capiamoci: non ci sta il box, punto e stop! La doccia è appesa vicino al lavandino che sta vicino al cesso, o poco distante).
    Se invece nella vostra stanza avete appunto il tanto introvabile box, siete fortunati! Oppure è semplicemente perché vivete in un goshiwon/goshitel e la cabina fa da intero bagno.
  3. Il bagno non allagato
    Continuiamo un attimo sul filone cessi.
    Appunto perché privo di box doccia il bagno si allaga non poco, quindi per molti cambiarsi diventa una scocciatura se prima si ha utilizzato la doccia. E noi impariamo pose che nemmeno i contorsionisti saprebbero imitare.
  4. Sentire i giorni della settimana

    Si perché qui non si distingue mai la domenica o il sabato dal resto della settimana. Oddio anche nella metropoli coreana, come in Italia, il venerdì e sabato è segno di weekend alle porte e inoltrato, quindi in quelle sere specifiche i club sono stracolmi di gente che ha bisogno di sfogarsi e divertirsi. Ma a tutti gli effetti questo non cambia poi molto. Non solo a livello lavorativo ma in generale avviene il punto che ora seguirà:
  5. La domenica che non c'è!

    Anche a causa di ciò qui si raggiunge uno stato di "che giorno è oggi? Ma non era mercoledì?Perché è già lunedì? Ho saltato un pezzo.". Una sindrome che ti fa disconoscere il tempo settimanale scandagliato come lo scandagliamo noi italiani. Perché la domenica non è sentita come da noi, cattolici e non, intendiamoci.
    Suvvia! Ammettetelo, la domenica è domenica per tutti.
    Qui no, è un giorno come un altro.
  6. Alcuni lavoratori potrebbero aggiungere: le ore lavorative


    Non c'è molto da dire.
    Le nostre ore lavorative fanno gola. Anche se con la crisi immagino che vi siano ormai molti posti di lavoro dove ti sfruttano anche con orari impossibili. Beh qui lavorare 10 ore al giorno in sù è normale, non pazzescamente una cosa nuova e scioccante e non vuol dire che hai un capo stronzo e sfruttatore (beh, a volte a tutti gli effetti hai pure quello). E bisogna mettere in conto anche il tempo che ci impieghi a spostarti, in quando Seoul è grandissima e vi sono luoghi che distano anche 2 ore gli uni dagli altri.
  7. Il tempo libero

    Altro punto a sfavore dei lavoratori. 
    Lavorando 10 ore al giorno o poco più, sempre che voi siate sotto a coreani e non a italiani che mantengono il nostro stile di vita da 7/8 ore lavorative, calcolando appunto il tempo che ci si impiega per spostarsi qua e là, non si ha più il tempo libero che si vorrebbe. E non intendo i freeday, giorni in cui non si lavora e si è liberi di fare qual che si vuole. No, anche qui li concedono, magari pochi, ma esistono. Si chiamano 쉬는날 *swineun nal, ovvero 쉬다 *swida, dal verbo riposare, 날 *nal, giorno. 
    No intendo dire quel lasso di tempo tutto per voi o per la vostra famiglia tra l'uscita dal lavoro e il rientro a casa, seguendo la cena e poi tutti a nanna. Insomma lavorando molte ore in più, e piegandoci più tempo per andare e venire, anche il momento di starsene a casina con il proprio marito o la propria famiglia diminuisce radicalmente. Logico.
    Immagino però che vi siano persone che hanno uno stile di vita molto similare a quello della metropoli se pur vivendo in Italia.


  8. Il numero di scarpe al di sopra del 39


    questo però per noi donne. Al di sopra del 250 che corrisponde ad un nostro 39, è difficile per le signore trovare calzature.



  9. Verdura e frutta a buon prezzo


    Un cruccio dover andare al supermercato e storcere il naso, rinunciando alla frutta (o verdura se amate il genere, io no purtroppo) perché costa una cifra. Un cruccio decidere di puntare su qualche schifezza tipo ramyeon, che sai che potresti avere un cancro allo stomaco il giorno dopo, perché di costo meno elevato.

  10. Verdura e frutta che non abbia poteri paranormali
    Hahaha che burlona.





    No ... dico sul serio!
    La verdura e la frutta qui possono durare anche due mesi se messi frigorifero. Perché la maggior parte dei supermercati e market, vende alimenti trattati e imbottiti di medicinali. Così abbiamo carote giganti che farebbero gola a Bugs Bunny e che non si afflosciano dopo ben tre mesi (le ho testate, fanno qualche ciuffetto bianco che potete togliere e per il resto vi pappate tutto come se fosse appena comprata. Anzi ... appena strappata dalla terra. Ma vi assicuro che non è una cosa buona).
  11. Bere acqua dal rubinetto


    Più che una mancanza, si tratta di perdere l'abitudine, se a casa vostra fate come me. Ad ogni modo qui hanno le macchine apposite o i bollitori, quindi disabituiamoci che l'acqua dal rubinetto qui è davvero impossibile berla.

  12. Cessi funzionali


    Di quelli che ti permettono di buttare la carta igienica dentro e tirare lo sciacquone senza pregare gli Dei dell'intasamento di essere clementi.

  13. Lenzuola estive

    Ehmmm ... qui le trovate in internet e costano abbastanza. Di solito le vendono in completi con copri materasso e cuscini, ma in verità la trapunta estiva (sì, alla fine di trapunta parliamo) coreana è ben diversa dalle nostre coltri lisce e leggere. E' fatta di un materiale strano assai, seghettato ... fastidiosa. Nei grandi supermercati tipo Homeplus e altro non troverete lenzuola decenti, nemmeno nei negozietti di coltri delle ajumma.
    Bisognerebbe vedere a Dongdaemun, ma ho i miei dubbi.

  14. Latte fresco

    Si trova, si trova e proprio quello italiano, ma certo costicchia rispetto alle altre tipologie di latte e comunque non sempre è reperibile e non in tutti i supermercati.
    Quello dietro casa vostra, state sicuri che non ce l'ha.

  15. Carta igienica che non sia fatta d'oro

    A proposito della carta, ebbene sì, avete già capito il senso dl punto 13, ma ne abbiamo anceh già parlato del fatto che qui costicchia (50 cent a rotolo, a rotolo gente).
    In generale i costi italiani ormai non mi fanno più tanto ribrezzo, sapete?

  16. Asciugamani belli ampi

    La maggior parte dei coreani usa asciugamani da faccia o da asciuga sederino~
    No dico sul serio, si fa fatica a trovare asciugamani belli ampi. Perfino se andare in una Jingjjilbang vi verrà dato un miniasciugamano che non vi potrà coprire affatto.

  17. Le estetiste

    Mi dicono che ci sono ... non è estinta come razza, ma costano un botto, non le trovi facilmente e solitamente la ceretta te la fanno a laser. Insomma devi cercare pure quella che te la faccia a strappo.

  18. Biscotti come il Dio della gola comanda


    Ce ne sono di buoni, ma volete mettere le gocciole? I pan di stelle? Le macine? I galletti? Gli abbracci?
    Alcuni di questi (pochi) sono certamente reperibili se si ha fortuna negli store dei dolcetti che vengono assaliti dai cinesi. XD E anche li il costo è vario e spesso altino.


  19. Profumi come il Dio dell'odore comanda (Dio dell'odore???)


    Se vuoi un profumo abbastanza conveniente avrai acqua profumata, se lo vuoi decente sborsare quattrini prego~

  20. Parmigiano



    Qui se ne trova di tutti i tipi: 
    • bonetto, 
    • insipido, 
    • polvere di calcestruzzo ... 
    • e il parmigiano reggiano che ti permetti di comprare una volta ogni due, tre mesi, cercando di fartelo durare, per non dover vendere un pezzo di rene ogni volta che ti viene voglia.
      Un pezzo sia chiaro, ne abbiamo solo due a persona

  21. Patate

    Sì, per fare gli gnocchi!
    Oh! Sentite a me mancano eh!!!
    Ma anche fare delle semplici patate al forno buone come quelle che si facevano la domenica pranzo è difficile sapete? 




  22. A proposito di patate: vogliamo parlare di quelle in sacchetto???

    Di buone marche non è che se ne trovino molte. §
    No, per nulla. O meglio, diciamo che non sono patate in sacchetto come le concepiamo noi.

  23. Formaggi in generale

    Se amate il formaggio ... tra quelli che si trovano, buonetti ma costosi, e quelli privi di sapore o addirittura dal gusto di plasticume ... sì, vi mancherà, vi mancherà.
    Avete mai provato a mangiare la plastiletta? (Sottiletta che sa da plastica, bleah)

  24. La famiglia

    Ehmbé ... se siete una famiglia molto unita, le vicende famigliari positive e pure quelle negative vi mancheranno di certo.
    Siamo comunque un popolo caloroso, molto legato ai nostri cari, al nostro nido famigliare. Alle nostre liti e discussioni. Al nostro far pace o tirarci bottiglie d'acqua e cocomeri in faccia.
    (spiegazione: mia nonna paterna tirava cocomeri a mio nonno paterno. Ho avuto un'infanzia problematica -ma anche no-)


  25. Parlare italiano (grazie Simone per avermelo ricordato)


    un punto che sembra una cazzata, ma non lo è. La nostra lingua, quando si è all'estero e non si ha amici connazionali o non li si frequenta molto, manca e tanto anche. Ci manca proprio l'esprimersi all'italiana, il suono del nostro parlato e i nostri concetti e modi di pensare, che sono diversi da quelli delle altre popolazioni.


  26. La pasta fatta in casa

    Se eravate abituate a mangiare pasta fatta in casa alla Domenica come la sottoscritta ... sì, vi mancherà parecchio.
    Direte voi: puoi farla tu personalmente! No, non viene mai uguale e poi ricordatevi che le case coreane sono molto ristrette confronto a quelle italiane.
    Non abbiamo spazio e non abbiamo buoni mezzi per farlo.

  27. La casa in sé e i suoi spazi

    Appunto!
    Io mi ci trovo bene a vivere in buchetti, già sperimentato con i due goshiwon dei mesi scorsi, ed ora mi sento decisamente meglio a stare in una casa con tre stanze e cucina. Meraviglioso fare le pulizie, visto che c'è poco da pulire hahaha ...
    Ma diciamocelo: la casa come la consideriamo noi qui non viene proprio minimamente pensata. Anche a livello di arredamento e tenuta. Qui è poco importante avere una bella casetta pulita e curata. Qui si vive fuori di casa non dentro.
    E il giardino ... niente giardino se non siete super ricconi che dispongono di un pezzo di prato.

  28. Animali!!!!

    E qui io soffro scrivendo ...
    Anche qui dipende da come vivete voi nel vostro nucleo famigliare. Io sono nata circondata da animali e ora non averne uno che mi scorrazza in casa ... è dura. Sembra una sciocchezza ma è così. E i miei botoli li ho lasciati due mesi fa, non tanto, immaginate mia sorella che ha vissuto un anno senza averli tra i piedi.

  29. Le pasticcerie

    No comment ... okay?
    Credo di aver detto tutto, no?
    Continuo?
    Mai vista una pasticceria a Seoul?
    No?
    E' perché non esiste!
    E guai se vi azzardate a chiamare pasticcerie le Backery, vi scomunico come italiani!

  30. Il profumo del caffé alla mattina

    Qui ti svegli con la puzza di kimchi sotto il naso, o di zuppa di pesce o di aglio ... non c'è paragone dai.

  31. La pizza

    Trovabilissima, ma a differenza dell'Italia, che ogni sabato sera, o venerdì, è buono per mangiarsi una pizza dai 4 ai 7 euro, qui ... o ti accontenti di quella americana da pochi soldi (lasciando perdere domino's pizza e altre catene costose per il cazz) o ti limiti ad andare a mangiare nei locali italiani (o di coreani che hanno studiato in Italia) una volta ogni due mesi.

  32. Cucina italiana in generale

    Stesso ragionamento della pizza ragazzi, ma c'è un tipo di cucina italiana che non potete trovare in nessuna parte del mondo se non a casa vostra: la cucina di mamma e nonna. (o papà se avete padri che si dilettano, io no.)

  33. Le lucertole

    ...
    ......
    ...
    ...Le lucertole?

    Il mio ex non aveva mai visto una lucertola in vita sua. O_O
    No, non è cresciuto confinato in una casa di cemento armato, ma nella capitale coreana. Oddio penso che nella sua infanzia abitasse anche in campagna ma ... le lucertole esisteranno?
    A Seoul non le ho mai viste. E lui, tanto per ribadire il concetto, vedendole in Italia si meravigliò perché "oddio avete dei piccoli draghi".
    XD OMG
  34. Taglie forti/morbide


    Ciccetti e ciccette belle come me, scordatevi i vestiti! Da qui in poi ci si veste di sola pelle umana. Non nel senso che a Seoul si può scuoiare vivo un uomo e metterselo addosso, ma che vi costringeranno ad andare via nudi.
    Sto scherzando logicamente, il problema è che tante volte nemmeno H&M sa soddisfare le aspettative delle più rotondette, figurarsi palline come me. Anche se bisogna dire che fortunatamente si può beccare taglie pro curvette e ciccette varie in questi ultimi tempi di "mettiamo all'ingrasso i coreani con i fastfood e la pasta". (basta che non ci diano la colpa a noi italiani se mangiano i carboidrati pure con un bel pancione segnale che ci sta un pupo in arrivo. Coreane incinta che mangiano pasta siete STUPENDE!)
    L'anno scorso ad esempio solo a Namdaemun si poteva trovare qualcosa (forse anche Dongdaemun), ma un conto è vestirsi bene se pur si è taglia forte, un conto è sentirsi delle ajumma (아줌마 signora e non "zietta" come dicono molti) che stanno per tramontare ad halmeoni (할머니 nonna) prima di aver compiuto trent'anni!
    In internet trovate qualcosa di meglio invece.
    Insomma: good luck, che la ricerca abbia inizio!

  35. Mutande a portata di sederone

    Hahaah ... idem se non peggio. Non continuiamo questa solfa su.

  36. Bei tessuti

    Eh, anche questo è un problema. Capi dai tessuti abbastanza buoni da farti ben trasudare neanche a pagarli a peso d'oro.
    Se non potete vestirvi con le grandi marche, allora accontentatevi di tessuti che non fanno respirare. Ma forse anche quelli dei brand coreani sono fatti con gli stessi materiali.

  37. Il mare

    Qui è orribile. Mi dicono ...
    Io non sono un'amante della salsedine e della spiaggia in generale, ma posso dirvi che è meglio evitare di farsi un tuffetto nel fiume Han (Hangang, Han river), se non volete fare il morto in mezzo a teste mozzate e galleggianti di pesci vari. (parola di Tanya, la mia amica che ha avuto l'ardire di farlo e se ne è un pochino pentita)

  38. Il panettiere e il suo profumo

    Un classico!
    Qui andiamo sull'olfattivo ragazzi. Si sa che gli odori sprigionano i ricordi. E chi è che non pensa alla propria infanzia sentendo il profumo del pane?
    Ci saranno pure le Backery qui, ma non profumano di pane. Se mai di aglio. (troppo pane all'aglio fa questo effetto sapete?)




    E per ora concludiamo con:
  39. La mamma

    La mamma è sempre la mamma e qui entriamo in fascia pubblicitaria inneggiando a comprare la Simmental. Che in Corea giustamente non esiste.
    Quindi compratela voi per me!


    Sì, tra queste cose, alcune se ne può fare a meno e così avviene, per le altre c'è sempre skype!


    CIAO MAMMA TI VOGLIO UN MONDO DI BENE! 


PS:  e a voi cosa manca di più del nostro paese quando siete all'estero per un periodo medio-lungo o in pianta stabile?Scrivetemelo nel commenti.