"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

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한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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martedì 26 maggio 2015

Lavorare a Seoul ...

... porta via tempo per altro!
È ormai un mese che sono tornata a Seoul, iniziando la mia nuova, lunga avventura e devo dire che, contrariamente ad ogni mia aspettativa, ho già mosso il culo ben bene per trovare lavoro e... udite e udite, scappare dal goshiwon~
Non che ci stessi male, anzi era un luogo molto confortevole e pulito, in una bella zona, con una goshiquilina speciale che ogni tanto mi cucinava manicaretti deliziosi (per la cronaca, è una ragazza italiana che ho conosciuto in un forum di drama anni e anni fa, primo incontro su skype, il mitico tentativo di studio della lingua insieme ad un'altra persona che non fosse mia sorella e poi il nostro incontro a Seoul. Lei è una studentessa della Yonsei che si sta facendo un culo altrettanto). Nonostante tutto ciò, non si può dire che sia un alloggio tanto comodo, specie nel mio caso che vivevo in una stanza molto ridotta e priva di finestra, per far economia il più possibile. (la stanza in questo modo costava meno)
E qualcuno potrebbe pensare: ma come? Appena giunta ti sei messa subito sotto a sgobbare? In un bel posto come Seoul?
Naturalmente sì. Non sono di ricca famiglia e i risparmi di una vita sono sfumati, in più la capitale coreana è talmente costosa che non si può perdere tempo se non si ha finanze cospicue o qualcuno che ti mantenga senza dire "A".
Bene, prima che vi facciate strane idee leggendo il titolo, questo non è un post su come cercare lavoro nella capitale coreano o chissà che altro, no mi dispiace, a parte il fatto che non è facile e non sarebbe una passeggiata spiegarne i motivi.
No, qui oggi "siamo riuniti cari fratelli", per un post un pò cazzeggio, un pò di sfogo, un pò di scusa.
Come al solito sono sparita, non è vero?












Ma vi assicuro che lavorare e vivere a Seoul porta via un sacco di tempo ed energie. Indi per cui potrei decidere di continuare sì a scrivere post del mio trascorso qui, curiosità sulla cultura o aiuto per i turisti inesperti, lezioni di coreano, ma solo quando avrò quei due secondi di tempo affiancati alla voglia di mettersi in gioco e fare la cose per bene.
Non so se avete notato, ma di blog con il concept: "la Corea vista con i miei occhi", ce ne sono ormai a bizzeffe, ogni individuo che parte, apre un suo blog personale oggi giorno, quindi sembra che non sia più una cosa tanto speciale. Siamo in troppi ragazzi, ma va bene così, il web è vasto in fondo e ogni blogger ha la sua personalità e il suo stile. Io infatti spero di averlo unico rispetto a tanti altri che son nati subito dopo di me, in questi ultimi mesi e che nasceranno in futuro. Sempre che non mi ferma prima e chiuda baracca e burattini.
No, credo che non brucerò mai le mie mura di pensiero e cultura. Lascerò aperto l'antro anche quando appenderò "le scarpe al chiodo" definitivamente. Nel mio caso il computer al chiodo. ㅋㅋㅋ

Oggi non è proprio una di quelle giornate in cui perdere tempo, ma va bene, lasciamo un post che manchiamo da troppo.

Sono già pronte diverse idee su cui mettere mano! Basta solo poter fare quel che si ha prefissato. Ultimamente devo dire che mi sfogo meglio sul mio profilo personale di facebook, quindi non sono
per nulla scomparsa per quell'elité di persone che mi segue (o spia e anche malignamente, lo so che ci siete arpie serpeggianti ㅎㅎㅎㅎ) e non per il web immenso, vasto e che a volte fa paura.
Recentemente poi, la considerazione che molte persone possano farsi i cazzi miei, grazie alla mia lingua lunga, che riesce solo a fare zigzag di pensieri vari (citiamo il detto coreano 말은 산으로 간다 "le parole vanno verso la montagna" che ormai mi identifica bene), mi mette un'angoscia tremenda. Eppure dall'altro lato mi piace scrivere di me, mi piace portare la mia personale esperienza, mi piace aiutare gli altri a volte anche fino allo sfinimento. E mi piace che gli altri me lo facciano sapere.
Non prendo soldi da questo blog, ve lo ribadisco, perché c'è stato anche un caso in cui una persona, inviperita verso il mondo, prendendosela con l'ennesima persona che faceva presente il suo pensiero, ha espresso il suo dubbio verso quel che scrivo e per guadagnarci cosa.
Non guadagno un cazzo, cazzo!!! Se ci avessi pensato bene prima, forse ...
Anzi, il mio guadagno è poter sentire un grazie sentito da parte degli altri. 
Rare volte è solo un'attira grane questo blog. Non scherzo gente, mi capita anche gente che scassa finché tu non ti presenti personalmente a casa loro, bussi alla porta e li accompagni a braccetto in ogni loro passo che fanno verso questo mondo, il loro desiderio. Che sia esso lavoro, vacanza, studio o pettinare le bambole qui a Seoul.
Io non so da dove prendo a volte la pazienza infinita ma... prima o poi esigerò che mi venga fatta una statua. 

Non comprendo perché l'Arcuri sì e io no!



Comunque, tornando a noi: sono talmente incasinata tra lavoro e trasloco, da dover scrivere qui, nel mio fb e rispondere ad amici, parenti, conoscenti, estranei...  quando sono al cesso. 
Non so cosa dirvi, più cristallina di così si muore! C'è chi legge sulla tavolozza e chi scrive. 
Dicevo, tutte le mie paure: "oddio e se non trovo lavoro? Mi toccherà tornare a casa"-"oddio e se non fossi abbastanza? Se fallissi?" Oddio, oddio, oddio, le mie solite pare mentali sono finalmente andate a farsi benedire. 
Ho preso il working holiday, okay. 
Sono partita, okay. 
Mi sono fatta una settimana di relax per mettermi in sesto nel nuovo goshiwon a Sinchon e la settimana dopo già avevo contatti lavorativi. A Seoul, se hai un visto in mano, hai voglia di fare e te la cavi con il coreano, puoi davvero trovare di tutto! Con l'inglese la cosa si ridurrebbe, ma cavarsela in entrambe le lingue e avere un buon curriculum ti permette di fare davvero tante esperienze.
Su quanto faccio e ho fatto diró poco! Voglio mantenere un pó di privacy, diciamo che lavoro nel mio capo e in più ho sperimentato ristorazione, partecipando ad un mercato internazionale con un ristorante italiano, rappresentando il buon cibo italiano, vendendo i prodotti e ho tentato pure il mestiere della doppiatrice. Accontentatevi di questo.
Fino ad ora la cosa che ho amato di più?
Lavorare durante il fastival a City Hall (시청) e attirare i coreani con sorriso e parlando la loro lingua.

Oltre al lavoro, la sorpresa è che dopo un mesetto che sono qui, dopo aver visto varie case e nessuna decente in quanto qualità prezzo, mia sorella e cognato hanno trovato casa e come volevano: per tutti e tre! Il 20 maggio mi sono ufficialmente trasferita!!! Da una stanzetta di goshiwon ad una casetta 3rooms con la mia famiglia! Due bagni, due stanze grandi, una piccola che fa da cabina armadio, due bagni e una veranda. Potevamo chiedere di più?
Certo se ci fosse la metro (siamo a nord di Seoul) contribuirebbe ad aumentare la comodità, ma con il bus si arriva ovunque e io lo prediligo alla metro, quindi ... no problem.  
Non male~ non male~ 
A Seoul le case costano un occhio della testa e non solo quelle. La caparra è l'ostacolo più alto, ma siamo stati fortunati e riguardo all'affitto ... si divide. Idem le spese, lavorando tutti e stringendo i denti ce la facciamo.
Ora mi servirebbe solo un uomo, ma io becco solo rincoglioniti o fidanzati, quindi mi sa che ho chiuso con i maschi. Almeno in questo versante del mondo. 



Chiudo lasciandovi una chicca: ho concluso il romanzo su efp, ambientato a Seoul~ quindi correte a leggerlo gratuitamente qui: (specie se amate i drama, potrebbe piacervi) The Stage Of Love

Qui vi lascio la trama:

"Lontano dagli occhi lontano dal cuore", un motto che potrebbe confermare Gemma Brizzi. Passare dalla piena felicità ad una voragine di sentimenti cupi, contrastanti e senso di perdita, ma non volersi arrendere nemmeno per un secondo. Nemmeno per un attimo di riposo. Eppure, colui che l'ha spinta dentro quel buco nero è l'uomo che un tempo avrebbe considerato la sua stessa vita. Tanti sacrifici buttati in aria, tanti viaggi affrontati solo per lui. E quel fato diabolico che sembra volerle dare un'altra possibilità, un'ultima partenza, un ultimo arrivo, un ultimo viaggio, un'ultima occasione ... per riprendersi quell'amore apparentemente perduto. 
Seoul, la grande città coreana che di primo acchitò la spaventò tanto, giungendo lì per una vacanza che, in teoria, doveva essere semplice relax. Invece si era rivelata una manna ... per lo meno inizialmente. Ora invece, tornare a calpestare quel suolo potrebbe portarla alla rovina più completa o ad un nuovo inizio.



Ah, potrei copia incollare alcuni sfoghi simpatici che postai nel mio profilo privato, ma credo che lo farò sulla pagina facebook del blog.

2 commenti:

  1. Aspettavo il tuo prossimo articolo dopo Shock<3Love!
    Leggere i tuoi articolo mi piace ancora tanto, tanto quanto ti ho scoperta qualche anno fa, quindi non azzardarti ad "appendere il pc al chiodo" se non vuoi vedermi morire ¢___¢
    Anche se di tanto in tanto, continua a scrivere qualche qualche articolo...
    Perché ho ancora tanti articoli da leggere e perché è grazie a questo blog se ho conosciuto una ragazza fantastica~ ;-)

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    Risposte
    1. T T ma tu mi vuoi far colare il trucco e far sembrare lo zio Fester! Ammettilo!
      T ______ T

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