"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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venerdì 25 dicembre 2015

Natale in Corea

Mio Dio beato che oggi sei nato, con questo titolo possono prendermi per un cinepanettone italiano di quelli tutti nostri, con le tette al vento e i culi in spiaggia (o sulla neve, facciamola invernale). 
Per l`amor del cielo, potevo anche sforzarmi di scrivere qualcosa di più accattivante.

Ma di cosa parlerà questo post?


DI COME VIENE FESTEGGIATO IL NATALE DAI COREANI
E
DI COME LO PUO' VIVERE UN ITALIANO QUI 
PER LAVORO, STUDIO O VACANZA




Notando le molte domande che si pone la gente sul Natale in Corea del sud, ho voluto fare un post, dopo molto tempo di inattività, per racchiudere in un tutt'uno le informazioni già date su ask (a proposito, mi trovate qui: https://ask.fm/GiorgiaAlfonsoSeouland) e per rendervi partecipi della freddezza che un italiano medio può trovarsi a provare nel trascorrere il Natale da queste parti.


So che molti ora bestemmieranno, pensando: 
"a stronza! Che ti lamenti! Vorrei essere io al tuo posto! 
Vedere il romantico Natale a Seoul, passeggiare per quelle strade 
piene di addobbi e decorazioni straordinari che noi ci sogniamo".




Partiamo subito dalla questione degli addobbi: si, nella capitale coreana lo show e` tutto, attrarre e`un`arte e loro ne sono capaci. Ecco perché potreste trovarvi di fronte a luci e colori natalizie mai viste in vita in questa terra del Kimchi. Ma a volte sono pure pacchiane e accecanti, poco eleganti e chiassose tanto da stufare. Insomma esagerazioni pure. (ad esempio Myeongdong la parte del Lotte Plaza a me fa gran ... -ometto la parolaccia-)
Inoltre non e` del tutto vero che in Italia non vi sono decorazioni degne del nome stesso. 

Posso pero` anche capire un simil pensiero a quello esposto sopra, posso immaginare che un appassionato di Corea, che non ha ancora potuto fare esperienza lavorativa/di studio/o di una goduriosa vacanza che sia, lo concepisca e inveisca contro di me... Ma ... 
Ma d`altro canto: no, mi dispiace ma se pensate in questo modo vuol dire che forse per voi il Natale non è poi così importante. Alla fine dipende anche da come uno lo vede e lo vive. O ancora non avete mai provato a passarlo fuori dall'Italia. 
E` una vostra illusione quella del poter gioire nel festeggiare questa festa a Seoul, o meglio posso comprendere l`entusiasmo per coloro che passano il Natale qui per la prima volta, e che magari sono giunti da poco o per una breve vacanza soltanto. A casa ci si è stati fino a poco tempo fa in fondo, no? E tra poco ci si ritorna pure, quindi sì, chi decide di venire sotto le feste natalizie qui, che si godi pure la falsa atmosfera che Seoul concede. Falsa almeno per me, sotto molti aspetti.

Ma sappiate che è talmente poco sentita che, alcune persone del posto, ti ridono pure in faccia quando fai loro gli auguri di un "meri keuriseumaseu" (romaja del 메리 크리스마스 in hangul).


Diverso è per chi invece ha già passato altrettanti "Natali" in questa terra. 

Diverso è per lo studente che non può tornare a casa nemmeno in questo periodo, causa scuola o semplicemente risparmio dei soldi, perché qui la vita e sopratutto l`università costa un parecchio. 


Diverso è per il lavoratore in pianta stabile nella capitale del "calmo mattino", come amano chiamarla molti, cosa che io non sopporto, perché trattasi di un appellativo dato dagli americani e il cui significato non lo comprendo nemmeno del tutto. Troppe americanate da queste parti e troppo americanizzati i coreani. Non che gli italiani non lo siano, ma ... siamo meno intortillati da loro rispetto alla popolazione coreana. 

Riprendiamo il discorso vacanze di natale ... Quali? 
Molti lavoratori devono lavorare anche durante le belle feste gente! Anche se questo avviene anche in Italia, ma solamente per alcuni lavori "speciali", vedi chi opera in pronto soccorso o medici stessi.

Diverso e` per me, che passo per la seconda volta il Natale fuori casa, che a mia volta devo lavorare sotto Natale, e non mi lamento, anzi mi lamento del contrario visto che un periodo di pausa lo sto avendo pure io. Sinceramente? Meglio passare le vacanze a lavorare, che stare in panciolle a pensare a quanto mi manchi casa in questi momenti. 
Il secondo Natale che praticamente non vivo, lo salto proprio! E la malinconia si sente, questa parte dell`anno la considero la più bella, calorosa ed accogliente. Non per la nascita di Gesù, sia chiaro! Nemmeno per i regali, specie visto che vi è la fottuta crisi, sappiamo tutti che fare anche solo un semplice regalo diviene pesante, no? Ma non servono i pensieri sotto l`albero, nonostante provi piacere a farli in un modo incomprensibile, bruciando ogni sorpresa pero`, non riesco a mantenere il segreto per troppo tempo. 
Hahaha ... NO! 
A me basta la mia famiglia al completo, che non e` composta da chissà quante persone, ma solo da: mia madre, mio padre, le mie sorelle con i rispettivi moroso e marito, i nostri cani, le mie nonne e ... beh, volendo anche una testa di marmo di mia conoscenza (per ora sogniamo tutto ciò e vedremo il prossimo anno come si mette la faccenda).
Un cenone nemmeno tanto ricco, ma la presenza di tutti quelli che contano e poi? 
La visita di qualche amico!
Oggi ho potuto solo immaginarmelo: Sara e Stefano, la coppia scoppiata che mi suona al campanello e che mi portano in dono un qualche braccialetto, preso in estate al festival celtico; Michele ed Elisa dietro di loro, lei con un pancione immenso, visto che e` in attesa di Samuele. Claudia che mi presenta il nuovo fidanzato, Vava probabilmente non la vedrei comunque, super impegnata con i suoi bambini che attendono l`arrivo di "Santa Harabeoji" (Babbo Natale per i coreani 산타 하라버지) ecc ...
Immagino i giochi in famiglia: tra tombola, wii ed altro. Sì, da me si gioca tutti insieme a quiz vari o sport con la console hahaha ...


Ma in fin dei conti, abbiamo deciso noi dove stare, quindi sopportiamo. Tanto nel mio caso credo sia l`ultimo Natale che faro` qui, almeno per i prossimi due annetti forse. 
Eppure devo ammettere che fin dalla prima volta che provai il Natale in Corea, mi sembro` piatto, freddo, senza alcun significato. Qui ci starebbe bene la canzone dei BSB (i più piccini non li conosceranno, parlo dei backstreet boys, i ragazzi del retro strada-) con: "Incomplete" perché è così che mi sono sentita nel lontano 2012, quando tornai dopo quattro mesi a Seoul, per il mio ex ragazzo. 
Nonostante fossi con lui, nonostante finalmente fossimo vicini dopo mesi di attesa, non riuscii a
passare una buona vigilia e il Natale successivo idem con pandoro. Andammo perfino al Lotte World, ma ... ehmmm e tutto il resto è NOIAAAA! (il Lotte lo era)
Insomma, mi avvolse la stessa malinconia che provai nuovamente nello scorso Natale 2014 e ancora quella di quest'anno 2015. La stessa aria depressiva, "rinnovate" preoccupazione per l`anno imminente e la stessa mancanza della VERA aria Natalizia.
E si` che la concezione di Natale alla coreana, era fatta proprio apposta per quel momento della mia vita: un nuovo amore dagli occhi a mandorla, in una meravigliosa metropoli cittadina, che fa del Christmas la festa degli innamorati. 
NONE! 

Anche col fidanzato accanto, 'na schifezza unica! 
Ammetto che da single e` pure peggio, ma non si discosta di tanto, sono sincera.



Non voglio star sola col moroso a Natale e passeggiare per le vie di Seoul tra attività Natalizie del cazzo (scusate ma lo sono, seguite le mie parole e lo scoprirete): attività sdolcinate che rasentano lo stupido, come fare la fila per poter scattare una foto vicino a due poveri cristi in croce (pardon battutaccia), dentro il loro costume da renna e babbonatalone stile cartoon! 
O ancora mettersi SEMPRE in fila, perché si forma davvero da queste parti per 'ste stronzate, per una foto ricordo vicino a delle ali luminose o ad un cuore in stile ghiaccio delle nevi. 
Te prego Elsa tanto figa de Frozen (faccio la romanaccia ma non lo sono), scendi tra noi e ghiaccia tutte 'ste coppie in amore smieloso. Che appiccicano piu` del miele DEBOTO! ("quasi" nel mio veneto questa volta)









E non desidero nemmeno mostrare il mio partner al mondo, pavoneggiandomi di cotanta della sua melassosa dolcezza, mostrando il mio bel Christmas gift, logicamente un peluche per i giovani fino i 27 anni circa, portando in braccio per tutto il tempo quel grosso orso, coniglio, uicorno, stregatto, dodo o qualunque sia stata la scelta di lui, come se lo avessi appena partorito dal mio ventre, frutto del nostro amore, il nuovo pargolo, come se fosse un figlio vero e proprio  ... (non scherzo, ho perso il conto delle coppie dove lei aveva in mano un regalo simile e pure quello in cui entrambi i partner avevano lo stesso identico pupazzo.. Che acida che sono, spero possa farvi ridere pero`) .

NO! 
Che me ne faccio di tutto questo? 
Io il moroso me lo porterei in famiglia, lo farei riempire come un tacchino da mamma e far perdere i sensi a forza di bere con mio padre, che per la cronaca ha problemi al fegato e non puo` bere, ma facciamo finta che possa.



Si comunque avete capito bene, il Natale e` considerato un secondo San Valentino con il babbo barbuto al posto del bambinetto con ali, arco e frecce. E` una festa consumistica quanto da noi, intendiamoci, pure nella nostra terra ne facciamo un affare commerciale, in tutto il mondo è così, ma qui sono i fidanzatini a farsi i regali più che le famiglie. Anche se dipende, tra i coreani c'è chi lo festeggia alla nostra maniera, per lo meno con l'arrivo di Santa Clause per i bambini. Mentre per il cenone sono un altro paio di ciufoli, alla fine è una tradizione tutta italiana e italiana rimane. I credenti vanno in chiesa, ma la cosa poi finisce lì il più delle volte. 
Mentre i morosetti aspettano la prima neve che porta fortuna, attendono il 25 insieme per passeggiare mano nella mano e scambiarsi regali, come se non fosse abbastanza stare insieme tutti gli altri giorni dell`anno -'-. 


Dunque una domanda sorge spontanea: 
e chi non ha un compagno? 


Se non si è abbastanza menefreghisti:
ci si deprime!


Mi dicono che alcuni si chiudono in casa proprio per questo motivo e altri invece, meno coraggiosi e poco pronti per affrontare la festa in solitudine: fanno una ricerca stile caccia alla volpe i giorni precedenti, per trovare un compagno/a perfetto non per la vita eh! Basta per il Natale!


AAA CERCASI COMPAGNO NATALIZIO
(questo sottolineiamolo! Ci potrebbe servire)

Non sto scherzando! 
Ci si mette insieme per disperazione insomma.
Un amico coreano mio e della eonni ci chiese giusto due giorni fa se avessimo finalmente (finalmente ????? Come se avessimo fatto mai una ricerca nei meandri della fauna maschile) trovato un "chakhan namja" (bravo ragazzo 착한남자) per Natale. 
Come vi ho detto, loro si cercano poco prima del periodo considerato romantico, proprio per non rimanere soli. E sembra "bulssanghae" (pietoso/ triste/ miserabile 불쌍해) non poter essere in due in questo periodo di Frank Sinatra (adoro), Michael Bubble (che si sveglia a Natale) e Mariah Carey a manetta.


Riguardo alle vacanze di scuola e per i lavoratori, esistono eccome, ma la questione e` un po` diversa rispetto all`Italia.

Scuole: da quel che mi dicono, asili (sicuro, ci lavoro e quindi lo so), elementari, medie e credo anche superiori, si fermano per due settimane, precisamente le prime due del nuovo anno, ovvero Gennaio. Le università invece fanno vacanza a seconda di quel che decidono ognuna. Alla Sogang quest'anno fanno 8 giorni tra Natale e il primo dell`anno, ma so che non tutte optano per questa scelta (la Yonsei fa meno vacanza ad esempio). Le prime strutture citate oggi non so se siano state chiuse, ho i miei dubbi, ma ieri che era la vigilia non lo erano, io ho lavorato ad esempio.


Lavoratori: bisogna distinguere coloro che lavorano nel campo della ristorazione o negozianti vari, da quelli dietro ad una scrivania, gli uomini di compagnie importanti e non. I primi difficilmente hanno ferie durante l`anno. 
Nulla viene chiuso sotto Natale. Anzi e` la parte dell`anno dove si piglia più soldi in alcuni ambiti (pure da noi), ma riguardo a negozi aperti io vi parlo anche di ferramenta, non solo in settori come abbigliamento e cibo. 



Qua il Natale sta finendo (la mia eonni qui vicino a me aggiunge: "per grazia di Dio" e l'altra vicino a lei se la ride), perciò ....

BUON NATALE A TUTTI! 
Davvero, di cuore, almeno voi festeggiatelo come si deve, mi raccomando!
(se volete eh XD non siete costretti)




sabato 21 novembre 2015

3° Anniversario del blog!!!! 축하해용~


Succedeva oggi, 21 Novembre 2012: 

COSA?????






Niente di brutto, non allarmatevi, semplicemente ...
Una ventiseienne poco esperta in viaggi e di cultura asiatica, apriva la sua prima pagina "sfogo" per inizierà a raccontare di quell'incredibile primo viaggio a Seoul, capitale della Corea del sud.
Oggi, 21 Novembre 2015, il blog compie ben ... 

3 ANNI!!!!



Creo questo posto per ringraziare tutti e per proclamare comunque il mio orgoglio! Perchè Dreming of Wonderland, sognando il paese delle meraviglie -viaggi in Corea del sud- è uno dei siti più longevi, tra quelli che trattano questo argomento.
Corea.it ci batte tutti, certo! Ma ricordo ancora che, quando aprii io questa pagina, di blog simili, diari di viaggio ed esperienze in Corea del sud, oltre al sito prima citato, non ve ne erano proprio. 

Il 21 novembre di tre anni fa, pubblicai così il mio primo post. Ben tre mesi dopo la conclusione di quella magnifica vacanza.
Beh, da allora, lo sapete lettori, di cose ne sono cambiate nella mia vita. Il mio percorso verso la felicità e tanto agognata vita in Corea, ha subito alti e bassi; l'amore trovato si è perso, ma nonostante questo ho continuato il mio cammino verso questa terra lontana 9000 km da casa. Non ho arrestato lo studio, la mia passione, la mia speranza e voglia di mettere radici qui, se pur sapendo bene che non è facile e che il fallimento è dietro l'angolo.
Naaa, non trattasi di fallimento, se si ha provato e portato comunque a casa buoni risultati, non si potrà mai definirlo fallimento.
Dopo l'amore, Seoul mi fece riscoprire me stessa: le mie capacità, il mio coraggio celato da mille paure infondate, che ancora adesso però tendono a fare capolino ogni tanto.
Anche la mia visione dell'ambiente che ora mi circonda, pian piano, è mutato. Il modo in cui i miei occhi vedono ora questa terra d'Asia è più critico, ma sempre pieno di passione e amore.
Diciamo che osservo le cose con meno ingenuità. Posso vedere benissimo le possibilità negate, le difficoltà, i difetti ... ed accetto tutto. Seguo il mio destino, semplicemente. Perché comunque amo vivere a Seoul. 
 Intanto sono qui, in un goshiwon di Sinchon, ormai sette mesi che vivo e lavoro nella capitale del "calmo mattino". Devo ammettere che non sopporto molto la definizione "The land of the morning calm", perché invenzione americana, preferisco l'originale "대한민국" *Daehanminguk!


Ad ogni modo, passiamo ai ringraziamenti, perché se ho sempre avuto voglia di continuare a scrivere qui, lo devo un pò anche a voi, lettori che mi seguite.
Ringrazio coloro che mi seguono tutt'ora, coloro che hanno provato piacere nel leggermi fin dall'inizio e che mi hanno sostenuto in questi tre anni. Insomma, grazie ai lettori di una vita, ma anche a quelli che mi hanno scoperta mano a mano durante questo lasso di tempo e coloro che invece hanno iniziato a leggere il blog solo in questi giorni.
Ringrazio coloro che stanno dietro alla mia chiacchiera logorroica, e non si fanno scoraggiare dalla lunghezza dei post, ma anche coloro che preferiscono leggere solo gli stati sulla pagina facebook. Ringrazio pure i lettori che non hanno ancora compreso che Dreaming Of Wonderland è un blog vero e proprio e non solo un antro in un qualche social network ( la pagina facebook serve solo per aggiornarvi e per postare qualcosa di veloce, come foto e anche caricare i video del canale youtube).
Ringrazio anche coloro che non stanno nemmeno a leggere, ma sfogliano solo foto o guardano i video, per mancanza di tempo o poco interesse che sia. Fa niente.
Ringrazio quelli che dal mio blog prendono, o hanno preso in passato, spunto. E' successo negli anni che dei miei lettori, una volta partiti per la Corea del sud, aprissero un blog tutto suo. Mi piace pensare che abbiano "imparato" dalla "maestra", ma in questo modo XD passerò certamente per arrogante. 
Se la vie~
Scherzi a parte, ringrazio quelli che commentano sempre, che commentano poco o che timidamente stanno nell'ombra, perché non amano magari esporsi. So che ci siete e qualcuno di voi ogni tanto si fa coraggio e lascia una sua traccia, come per dire "anche io ci sono, anche io ti seguo". Grazie.
Ringrazio perfino quelli che si interessano poco dei post in generale, spesso anche se di cultura, apprezzando meglio le mie stronzatine invece, o ancor di più foto dove appaiono coreani (cosa che posto di rado). Le poche volte che le ho pubblicate su fb i like sono fioccati! Hahahah ...
Ringrazio quelli che apprezzano meglio le mie disavventure ai post culturali (tralasciati in questi giorni, lo so e chiedo scusa), o le lezioncine di lingua, e coloro che invece al contrario amano più informarsi che star dietro a questa blogger e le sue disavventure (perciò chiedo venia se recentemente non ho più postato niente sulla cultura. Anche se a ben pensarci ... anche nelle mie disavventure possiamo trovare un pò di cultura coreana).
Un ringraziamento va anche a coloro che non sono lettori, ma semplicemente spioni pronti ad armarsi con ciò che io pubblico, per poter iniziare una polemica insensata in pagina dove l'anonimato da loro gran coraggio.
Si sa, quando scrivi pubblicamente, attiri consensi e dissensi comunque. 



Finiamola qui! 
Tanti auguri caro Blog, 
te che raccogli tre anni della mia esperienza, 
dei miei viaggi, dell'amore fin da subito provato per la Corea del sud e i suoi luoghi, 
la sua cultura, la sua gente e pure i suoi tanti difetti sociali. 


Cinque viaggi alle spalle andate e ritorno, 
sette mesi di vissuto continuo e ... andiamo avanti così, 
che non finisce qui! 


lunedì 16 novembre 2015

Disavventura in Corea (11): il trasloco

Non è che a traslocare si provi chissà quale emozione, no? 

Eppure io sono un tipo particolare, che si attira grane pazzesche qui meglio definite con il termine di Disavventure.


Ora potrebbe anche partire la sigla di SuperQuark con Angela junior che presenta una nuova specie umana:

"I disavventurati sono esseri risalenti sin dall'antico Egitto, obbligati a star distante dai faraoni per non infettar loro con la sfiga di cui vengono dotati dalla nascita.Questi esemplari però esistono ancora ai nostri tempi e li potete trovare in qualsiasi luogo di questa terra. La loro capacità é quella di trasformare qualsiasi situazione ordinaria, magari pure noiosa, in un'avventura a tratti spassosa, a tratti spaventosa o addirittura finire in pericolo. Se vi trovate di fronte a loro, mantenete la distanza di sicurezza, perché potrebbero coinvolgere anche chi li circonda."


Grazie dell'intro Pierangelino.
Io faccio parte di quella categoria, 
mi consola il fatto di non essere l'unica della mia specie a questo mondo. 
Hahaha... 


Il trasloco é andato bene, se non fosse che:


  1. Avevo troppa roba da portare (due valigione e un trolley non bastava, nemmeno facendo traslocare le valigiette del lavoro, cosa che avevo già fatto graduatamente), QUINDI mi sono fatta un doppio giro.
  2.  Sono caduta dalle scale e per poco non mi ammazzavo.
  3. La polizia mi ha fatto cagare sotto, e con me le povere disagiate che mi hanno aiutato a traslocare.

Sì, in effetti non si tratta di un solo fatto.
Il primo giro vedeva il trasporto in solitaria di una valigia da 30 kg, il secondo step tornare indietro con le poracce delle chingu, che ho schiavizzato, e le loro valigione. Riempire tre valigie in tutto, fare una buona cena di carne insieme e alla fine partire per Sinchon.

Sennonché, scendendo le scale, 
salto uno scalino 

mi sfracello a terra!


Il risultato sono lividi viola e rossi su tutte e due le gambe e il dolore di primo impatto logicamente. 
Coloro che hanno assistito alla mia rovinosa scena, hanno preso tutti un grosso spavento, potevo storcermi una caviglia o alla peggio: spaccarmi la testa seriamente.

Mio cognato, preoccupato, ci pagò pure il taxi, dando all'ajeossi una mancia, affinché ci portasse proprio sotto al goshiwon, avendo mezza invalida a bordo. Lui parte e fino a qui tutto bene.
Arrivati a Sinchon il tipo non trova la strada per saltare la zona pedonale. Quindi va a caso e incrociando una volante della polizia, decide di chiedere a loro informazioni. La risposta fu: "è da queste parti ma torni indietro! Lei non può passare da qui, è vietato."
Il taxista, cosa normale per tutti gli esseri ordinari di questa terra, ignora l'avviso e va avanti in cerca del mio alloggio. Quando all'improvviso non sentiamo le sirene dietro di noi e l'autoparlante della polizia che intima l'arresto del mezzo.


Immaginate come abbia strabuzzato gli occhi io in quel momento e come abbia iniziato a sudare quando un poliziotto, con fare da incazzato e pronto all'arresto delle persone a bordo (non scherzo, faceva paura), ha esclamato all'autista: "한국사람야?" *hanguk saram ya?" (Sei coreano?) 
Come per dire: "non hai capito quel che ti abbiamo detto poco fa?
L'ajeossi gli rise in faccia, ma non per scherno, temo si fosse cagato addosso sopratutto lui e quello dunque era un modo involontario di reagire. 
Pericoloso peró eh... 

"FAVORISCA PATENTE E LIBRETTO", immagino lo possiamo tradurre così l'ordine successivo. 
Il taxista spiega che deve accompagnarci al goshiwon, che nemmeno noi sappiamo dov'é (bugia), spingendo il poliziotto a passare dalla mia parte della portiera, per chiedere alla cliente dove fosse diretta.

Puntualizziamo: 
arrivate a metà strada abbiamo pensato di scendere e arrangiarci, ma sorellina testona al telefono comandò di non scendere, perché: "Rain ha pagato piu del dovuto!!!

E quindi eccoci nella cacca!




L'uomo in divisa mi fissa come se volesse intimorirmi, sguardo corrucciato da stronzo e mi dice  in coreano: "voglio...  aiutarla...  dove...  deve andare?", con estrema calma e pausa tra le parole.
Ma cazzo con quella faccia come faccio a non agitarmi????
Io sapevo dove andare, conoscevo il posto ma...
Ormai avevamo scomodato gli sbirri cappero salato!!!







Quindi feci la gnorri!
Avevo mio cognato al telefono, dunque passai a loro il cellulare, dicendogli di parlare con lui, che aveva il reale indirizzo. Mio cognato riferì infatti la via e il collega in divisa cercò il posto.

Intanto tutti i giovani nottambuli di Sinchon, passando, ci fissano ridendo.
Ma.andate.a cagare vah







La polizia insomma, alla fine, ci ha scortate fino al goshiwon e una volta arrivati controllarono anche che il taxista non avesse fatto una truffa ai nostri danni. Mi sentii preoccupata per lui, perché causa cognato non aveva messo il tassometro, ma ricevuto 20.000 verdoni, così! A fuffo.
Ma sembrò non preoccupare il poliziotto, che concluse il nostro incontro con: "siete arrivate! E a lei ajeossi buon lavoro!" Con un sorriso smagliante.



Ma kimchi fermentato un sorriso sin dall'inizio no?
Bisognava proprio recitare la parte del cattivo?
Vi siete divertiti a spaventarci, ne sono convinta!



domenica 25 ottobre 2015

Disavventure in Corea (10): giornata lavorativa a Gimpo

WELL Well well ...
















Bene.
Ieri ho provato l'ebrezza del lavorare come e quanto, se non di più, un coreano. 
Con i lavori che faccio normalmente non raggiungo le 10 ore, in verità solo una volta mi è capitato, ma direi che è stata più leggera, come esperienza, rispetto a quella di ieri. 
Quindi no! 
Non ho lavorato quanto un coreano, ma più o meno come una schiava. 
Per fortuna questi momenti non sono numerosi.

Ho attaccato alle 10 della mattina e concluso alle 11 e mezza di sera. Ma il bello è che bisogna metterci anche il viaggio di 2 ore per arrivare a destinazione: 김포 Gimpo, fuori Seoul, dove c'era lo "smog in val padana", e il fatto che la sveglia fosse perciò puntata alle 6 della mattina. 

Smog in val padana





















In più il viaggio di ritorno a Seoul e quello di come back home!
Certo! Ho avuto anche delle pause, i coreani non sempre le hanno sul posto di lavoro, specie nella ristorazione. Mi devo reputare perciò fortunata?
Una era il pranzo, di una ventina di minuti, dove ho mangiato con le insegnanti al "buffet" della mensa. Tra l'altro kimchi a parte che non lo amo, gamberetti terribili in un angolo, ho assaporato un Dalg bokkeumyon (pollo con patate in salsa piccante) da leccarsi i baffi. Brava la cuoca della scuola!

E lo spostamento con il bus stesso lo possiamo definire una pausa? 
Non lo so, tra stress, cambi e altro, pure la stanchezza che ti cala ... non credo proprio.
Oltretutto, al mio ritorno nella capitale, per andare a fare il lavoro che normalmente faccio al sabato sera, ovvero la babysitter, ci ho messo non due ma ben due ore e mezza a causa di una manifestazione a 신청 Sincheong (city hall).
Quindi, concluso di lavorare alle 4 del pomeriggio, ho riattaccato alle 7 meno qualcosa della sera e concluso alle 23:30. Più i successivi 50 minuti di bus per raggiungere il mio lettino, si intende. 
Mica dormo la!








Se dovessi dunque fare uno schema riassuntivo della giornata, sarebbe questo:
  • 6:00 am: una dolce e melodica, bellissima canzone dei 10 cm, "October's weather" mi sveglia.
  • 7:30 am: pronta per la partenza.
  • 7:45 am: preso il primo bus
  • 8:45 am: scendere e prendere il successivo bus
  • 9:00 am: preso il secondo bus
  • 9:55 am: arrivata a Gimpo, dirigersi verso la scuola.
  • 10:00 am: chiamata del supervisore "dove sei? Sei giunta? L'asilo vuole iniziare alle 10 non più alle 10:15" -.- "okay Ssaem! Ma non sono wonderwoman eh"
  • 10:05 am: arrivata correndo, dimezzando gli 8 minuti a piedi in cinque.
  • 10:10 am: inizio attività
  • 12:45 pm: pausa pranzo
  • 12:05 pm: fine pranzo
  • 12:10 pm: si prepara il tutto
  • 12:30 pm: riavvio attività
  • 4:00 pm: fine lavoro
  • 4:15 pm: camminata per attendere il bus
  • 4:30 pm: preso il bus
  • 6:00 pm: cambio bus
  • 6:30 pm: arrivata nella zona del secondo lavoro
  • 6:45 pm: inizio lavoro
  • 11:30 pm: finito lavoro
  • 11:50 pm: preso il bus, in viaggio verso il letto
  • 12: 35 pm: arrivo a casa
  • 01:30 pm: buona notte!
Dalla finestra della scuola.
Gimpo.


Fatto sta che ho avuto i nervosi a mille a causa dell'organizzazione della scuola e...  per i comandi che mi sono stati dati. 
Oltre a riconfermare il fatto che il ragionamento qui a volte è un lusso. Cadono in errori che potrebbero evitare se mettessero in funzione la ragione, ma no. Fanno le cose in fretta e male. Io cercavo di aiutare mostrando di tanto in tanto le "carenze", ma non in modo arrogante si intende. Cercavo di aiutare! 



Eppure, quando mi hanno messo all'angolo, ho smesso. Che si arrangino!
A parte che il mio appuntamento era alle 10:15 e loro hanno preteso di iniziare alle 10. Il tutto mentre io stavo scendendo dal bus, dopo le due ore e due cambi di mezzo. Erano le 9:55, avevo 8 minuti a piedi, tutto calcolato ce l'avrei fatta! 
Se appunto fossero stati di parola. 
Ma si sono stupiti tutti quando ho detto dove abito. Manco a Seoul, proprio a nord! Più distante ancora. Dunque ho compreso che il loro immaginario era quello dell'arrivo di una maestra di italiano dei d'intorni. 


NONE!


Oddio di solito io arrivo anche 30 minuti prima se é una nuova scuola, ma ragazzi io 30 minuti prima sono partita, è il secondo bus che, tra una cosa e l'altra, ci ha messo una vita a partire! 

Tra l'altro mi ha fatto prendere un colpo il tabellone degli orari quando, con il suo neon verde indicava che l'8600, il mio per Gimpo, sarebbe arrivato in 35 minuti!!!!
Siamo impazziti? 
A quel punto sì che ci sarebbe stato da mettersi le mani nei capelli e strapparseli! In ritardo di mezz'ora e passa? Non si può! 
Ma in cinque minuti eccolo che sfreccia! Sì, lo giuro! Non correva, sfrecciava! Tanto che poi compresi perchè: io entro e l'autista esce...  esce
E ora do cazzo va? Ho fretta! 
Povero aveva un'urgente bisogno del bagno, e ci ha messo davvero troppo, dieci minuti sono indice di solido e non liquido ... almeno immagino eh.












Simpatico lui che ha cominciato a chiacchierare con me dopo che, chiedendo un'informazione, ha capito che la straniera parla la sua lingua. 
"Come fai a saperlo così bene? Da quanto sei qui? Solo sei mesi? Ma come fai allora a parlare coreano?" Ecc ecc ... con differenze annesse tra il lavoro italiano e coreano e il perché andassi in un asilo di sabato visto che normalmente sono chiusi.
A quanto pare hanno organizzato un giorno speciale ajeossi! E io sono compresa nel prezzo!


Infatti era il giorno in cui i bimbi portavano i padri a scuola e dunque, con loro, si facevano cinque differenti attività~ tutte multi culturali. C'era un'australiana (filippina in verità -.- ), un sud Africano e l'italiana ... gli altri due non ho capito chi fossero e dove fossero. A pranzo eravamo solo in tre non coreani
Forse, come hanno spacciato la filippina per real original australian, hanno spacciato una coreana per cinese e una per giapponese secondo voi?




Ma ora parte il mio sfogo- time sulla giornata lavorativa di ieri. 

Preparatevi ad allacciare la cintura:




Abbastanza da dimenticare direi. 
Anzi no, mi servirà di certo da lezione! 
A parte il fatto che mi hanno presa da parte e chiesto di non parlare in coreano, ma solo inglese. Mai successo fino ad ora e spero non capiti più. 
Ma questo secondo voi, perché? 
Eh bisogna far vedere ai genitori che l'asilo é multi language, no? 
Ma vaffan ...











Dalle "sfere (del drago) alte" nessuno me lo aveva detto, primo! 
Non riesco ad essere giocosa come quando insegno in italiano e coreano, l'inglese non mi viene così naturale, secondo! 
Terzo: come c**** faccio anche solo a provare ad interagire durante la lezione, se ho una maestra non maestra (era li per aiutare) che mi mette il bastone, si quello della vecchiaia, tra le ruote? 
Per carità sembrava tenerci a me, una volta terminata ogni lezione mi prendeva le mani, mi ringraziava della presenza, si complimentava, ma ... doveva darmi comandi e pure dirigere le mie parole!!! 
Fare lei tutto lei, insomma voleva farsi vedere laboriosa agli occhi dei papà. 
Perché abbiamo lavorato con 12 classi con padri annessi. 

Però mi sono consolata nel vedere che non ero l'unica a cui rompeva i coioni
Ad un tratto mi trattenni nell' urlarle: "ma vuoi lasciar fare le cose da soli a sti putini???" (Bambini in veneto) 
Al massimo ci penserà il padre no? 
No crediamo impediti pure loro! Le attività sono state create per sta tipa insomma. 
Che poi lo stile castiga suore la rendeva pure spaventosa, ma non lo era affatto ... Signorina Rottermaier,  maga magò e morticia in un mix perfetto.


Il bello é che la direttrice, sui cinquanta...  con i capelli blu ... si, con i capelli blu elettrico, un'altra rompina, mi diceva una cosa e l'altra mi riferiva l'inverso. 
E io che diavolo dovevo fare? 
La direttrice, fata turchina, puntava su di me: "fai amicizia, avvicinati a loro, parla con loro. In inglese certo."

Ahmbé, a parte il fatto che, se vuoi catturare le prede, devi lasciarmi libera di fare il mio lavoro come meglio credo, ergo parlare nella lingua con cui mi trovo meglio, guarda caso la tua e quella dei clienti, poi ... 
Sai azzurrina, è proprio stupendo parlare con gente che
 ti guarda come per dire: "한국말 못해요?" 
**"hanguk mal mot haeyo?" 
(Non puoi parlare in coreano?
Eh ... non ho il permesso papino bello. 
Molto poco imbarazzante direi.


Una mi spingeva vicino, mentre l'altra mi spingeva lontano!!! 
Mi sentivo uno yoyo impotente. 
"NO, tu stai la e spiega, non ti muovere!
A volte so che lo faceva per me: da insegnante non dovevo "sporcarmi" le mani e aiutare lei, le inservienti, i genitori, i bimbi mmmmmmA che c**** di noia!
Dicono che la lezione è piaciuta comunque, si ... ma se mi avessero permesso di parlare la loro lingua sarebbe stato meglio. Avrei intrattenuto molto di più i bimbi e i cari papà.



NOTA POSITIVA DELLA GIORNATA: 
Mr. Sud Africa uscito dal grembo di Charlize Theron
Biondo, alto, occhi azzurri  ... e non so cosa ci trovasse di interessante in me, tanto da attirare il suo sguardo dalla sala opposta, dove faceva la lezione di inglese-ginnastica. 
Avevo notato il tipetto all'australiana (convinta che lo fosse, vorrei dire che era alla Chirs Hemsworth ma li esageriamo), che mi guardava iniziare la lezione, ma immaginavo fosse semplicemente curioso. 
Okay, guarda! Togliti la novità e ignorami please, che sono già nervosa di mio qui e mi tocca reggere una maschera sorridente che pesa una tonnellata. E invece appena poteva si avvicinava al vetro e mi fissava sorridente, mah. 
Mi sono detta: e mo questo, alla prima scusa, si avvicina! 
E infatti ben presto storsi il naso: venne a farsi due chiacchiere durante la pausa pranzo. Che poi dovrei star zitta, perché uno così il naso non te lo storce nemmeno se puzzasse!!!
Insomma, voglio dire: simpatico, bellino, dolcino, solare, socievole ... uno da pigliare al volo! 







SI SIWON-no, 
anche se sei la Star delle mie gif oggi, 
grazie al tuo personaggio in She was pretty, 
super eccentrico e simpatico, 
comunque il ragazzo era forse più bello di te ai miei occhi.
Forse eh.



Sai che figli vengono fuori da uno così?
Se più ci aggiungete i miei occhioni verdi, prole bionda e occhio chiaro garantito!
Bellezza anche hehehe ... scusate la franchezza (scherza)









MA! C'è sempre un ma .... Sono nella fase: i not need a man! (o per meglio confessare: non uno qualsiasi manco se più bello
Dato che non mi ha detto il suo nome -.- lo chiameremo: "il collega carino e simpatico, circondato da bellissime insegnanti coreane". 
Già, circondato da belline bamboline dagli occhi a mandorla, ma ... no! Lui appunto si soffermava sulla pasticciona italiana in cucina. 
Io~
Non sono una che crede di piacere tanto agli uomini eh, ma cazzo alzavo il volto e lui era alla vetrina che mi sorrideva, mettevo in bocca un chicco di uva spostando lo sgurdo verso  la sua classe e lui era li che mi faceva il verso "ti ho beccato a rubare l'uva" no, me l'hanno offerta caro. 
Avrò una faccia simpatica, poco ma sicuro.
Oppure diciamo che ha gusti strani assai, punto.


(chi vuole vederci una lamentela o vittimismo ci veda quel cavolo che gli pare, io scrivo per sfogarmi e faccio del mio sfogo intrattenimento, i polemici rompono e basta)

Concludiamo qui.
Alla prossima!





sabato 10 ottobre 2015

Lezione 19 (십구관): esortativo di ogni genere

Saaaaaaaaaaalve!
Vi sono mancate le mie lezioncine?
Sembrerebbe di no!




E allora, visto che ieri è stato l'hangul day, 한글날, eccomi qui pronta a lasciarvi un'altra tipologie di frase! Sì parliamo sempre di grammatica coreana ragazza e suffissi vari, quindi prendete il vostro quaderno degli appunti e iniziamo!

RICORDIAMO UN PO'
LE PASSATE LEZIONI
ALFABETO - è necessario saper leggere e scrivere l'hangul per imparare
realmente questa lingua, non vi affidate al romaji 
(sì non smetterò di ripeterlo, non mi stanco mai)

E poi il resto, entriamo nel vivo dello studio:


"Vai a quel paese!"
Sì, sarà utile per voi imparare questa tipologia di frase. 
Logicamente io scherzo, non vi tradurrò il concetto di mandare a qualcuno a farsi benedire, bensì vi introdurrò la richiesta del far e non far qualcosa, che sia da solo o insieme.
In poche parole stiamo parlando di:


ESORTARE QUALCUNO


Immagino che questa parola, qualsiasi italiano madrelingua, la possa comprendere più che bene. Esortare qualcuno nel far qualcosa o non farla o anche farla insieme.
Volete comunque degli esempi in italiano per capire meglio?


"Vai in ospedale domani!"

"Mangia!"

"Non parlare!"

"Beviamo insieme!"

"Prendiamo un taxi?"


"Non rompermi i cogli-" 
la finisco qui.


Di esortative ne abbiamo tante:
  • positiva, 
  • negativa, 
  • negativa + positiva
  • cooperativa
Sappiate che hanno tutte vari livelli di cortesia, e qui ve li dovrò esporre uno ad uno! Tanto la prossima lezione ho già deciso che tratterà dei vari modi, formale e informale, in cui ci possiamo esprimere in coreano. Quindi questa lezione di oggi cade a fagIUolo.
Inoltre le esortazioni sono tutte affermative, sotto forma di richiesta non esiste, abbiamo solo le formule di proposta, ripescate la lezione sul futuro e guardate quello propositivo ad esempio, ovvero 을 까요? Che in prima persona, ricordiamolo ora insieme, è un proporre all'altro di far qualcosa insieme. Ma a tutti gli effetti non la possiamo considerare un'esortazione.

Ma vediamo di iniziare insieme quel che ci siamo prefissati oggi!

시각합시다!
*iniziamo!





Esortazione positiva 

Parliamo di frasi del tipo "vai!", "mangia!", "vieni!" 
Insomma ti esorto a FARE qualcosa e da solo. 
Qui sotto i vari livelli di cortesia:

  • Assenza di cortesia: "먹어!" "mangia!", "가!" "Vai!", "빨리 와!" "sbrigati vieni!", "공부해!"  "studia".
    Insomma, vi basta coniugare il verbo al presente e omettere lo 요 cortese. Logicamente questa frase è poco rispettosa, quindi da usare solo se si ha una grande confidenza e sopratutto se la persona è più piccola di voi. Spesso risulta mooolto rude come cosa.
  • Assenza di cortesia seconda evoluzione: "먹어라", "가라",  "빨리 와라", "공부해라".
    Insomma, vi basta togliere la radice e coniugare sempre il verbo al presente e aggiungere 라. Facile facile.
  • Cortesia: qui dobbiamo invece usare sia lo 요 , per fare la nostra esortazione positiva cortese, sia il 시 che forse non tutti conoscono. Fa parte dei tanti modi per rendere una frase gentile e dar rispetto all'altra persona. In questo caso il 시 è come se si "coniugasse", passatemi il termine, e diventasse 세요, sicuramente un suono che avrete sentito tante e tante volte nella lingua coreana.
    읽으세요 (legga), 가세요 (vada), 빨리 오세요 (preso venga), 공부하세요 (studi).
    E qui ci fermiamo, perché devo spiegarvi come si trasforma la parola, anche se potete intuirlo dagli esempi.
    Intanto, si toglie la radice e si aggiunge il 시 di cortesia coniugato, più lo 요, quindi 세요
    *Ma se la parola termina in consonante, ci va la famosa vocale 으 + successivamente il 세요 (읽으세요, 들으세요 -ascolti-), e mi raccomando! State attenti ai verbi se sono regolari o irregolari, a seconda cambiano! (rivedere qui la lezione: Verbi irregolari (lezione 15))
    *Se invece termina in vocale avrete subito il suffisso prima citato. (가세요, 마시세요 -beva-, 사세요 -compra-)
    Se abbiamo un verbo che termina con 하다 togliamo sempre la radice e aggiungiamo il suffisso tranquillamente (공부하세요, 하세요 -faccia-, 말하세요 -parli-)

    PICCOLA ANNOTAZIONE: 먹다 diverrebbe 먹으세요 vero? Sì, ma in verità non viene usata questa espressione in coreano, perché preferiscono 드세요, per dire a qualcuno di mangiare qualcosa.
    Giorgia sbaglia sempre in questo! 
  • Alta cortesia: in questo caso abbiamo la stessa regola sopra citata, solo che al nostro 시 cortese, dobbiamo porre una modifica ancor più formale (quando date rispetto, siete ad un livello più basso della persona con cui parlate o non avete la confidenza), facendolo divenire 십시오.
    먹으십시오, è corretto come alla fine il 먹으세요 ma non suona naturale quanto un 드십시요 (드세요) quindi usate questi ultimi.
    Come vedete, se termina in consonante, abbiamo sempre la nostra vocale 으 da aggiungere per dare uno stacco. 읽으십시오, 들으십시오.
    Se termina in vocale invece 가십시오, 마십시오 ecc ecc ...
    Con 하다 è sempre uguale 하십시오 공부하십시오 ecc ecc...

    Possiamo definirlo il nostro: "la prego mangi/ la prego legga / la prego vada" ecc ...
    E' davvero moolto formale, ma il 세요 come formula cortese basta e avanza. Il 십시오  si sente spesso per strada, quando la vocina del semaforo invita a passare le strisce pedonali. Insomma con i clienti ad esempio, in ambito lavorativo va più che bene usarlo, per il resto c'è sempre mastercard 세요.
CURIOSITA' UTILE: quando dovete chiedere che vi sia dato qualcosa, ad esempio al ristorante, vi basterà dire il nome della cosa che volete, più il verbo "dare" 주다 con formula esortativa positiva cortese. Dunque? 주세요 "mi dia"
물 주세요! 
"mi dia l'acqua per favore". 

카라멜 마끼아또 한잔 주세요!
"Mi dia una tazza di caramel macchiato per favore!"

소주 한병 주세요!
"Mi dia una bottiglia di soju per favore!"


소지섭 주세요~
"mi dia So Ji Sub per favore~"


"Puoi dirlo quanto vuoi, ma non mi avrai mai"



Esortativa negativa (la mia preferita)

Parliamo di frasi del tipo "non andare", "non mangiare" ...
Insomma vi esortano a NON FARE qualcosa.

Per questa formula si usa il 말다 suffisso esortativo negativo "non fare". Ricordandoci che spesso quella ㄹ che vedete sotto la parola, cambia posizione quando togliete la radice e coniugate il suffisso stesso, divenendo 마라, anche se spesso lo si vede scritto anche così 말아요, ma è per via della presenza dello 요 cortesia (l'ultima song dei Bigbang ad esempio 우리 사랑하지 말아요).

Per fare questo tipo di frase dunque abbiamo bisogno del verbo, l'assenza di radice e l'aggiunta della negazione 지 + 말다 = 지마라 ma dipende anche dai livelli di cortesia.
Vediamoli uno ad uno:

  • Assenza di cortesia, quindi confidenziale: 가지마라! "non andare!", 먹지마라! "non mangiare!", 공부하지마라! "non studiare!". O potete anche usare la formula abbreviata 가지마 molto più sentita.
    Abbiamo appunto preso il verbo, 가다, tolto la radice e aggiunto 지 말다 e ottenuto 가지마라 o la sua formula corta 가지마. Non serve nemmeno coniugare il verbo, nulla. Solo fare un'operazione di taglio e cuci come spesso accade. (occhio però sempre agli irregolari, allenatevi bene con quelli)

    Schemetto riassuntivo:
    가다 togliere la radice 가  aggiungere 지 말다 esortativo negativo, 가지 말다 e togliere di nuovo la radice 가지 말 quindi coniugarlo 가지 마라 la ㄹ finisce di fronte alla sillaba 마 oppure togliete del tutto la 라 = 가지마
  • Confidenziale ma più cortese: basta aggiungerci lo 요
    가지말아요! oppure contrazione 가지마요!
    먹지말아요! contrazione 먹지마요!
    공부하지말아요! contrazione 공부하지마요!
    La consonante ㄹ torna sotto alla sillaba 마  in questo caso a causa della presenza dello 요.

    Schemetto riassuntivo:
    가다 togliere la radice 가  aggiungere 지 말다 esortativo negativo, 가지 말다 e togliere di nuovo la radice 가지 말 quindi coniugarlo 가지 말아 coniugato + 요.
  • Cortese: anche qui si usa 시 coniugato 세요.
    가지 마세요 "non andare per favore" possiamo definirlo così noi, 먹지 마세요, 공부하지마세요, Sempre la stessa regola di togliere la radice dal verbo e aggiungere il negativo esortativo 지 말다 togliendo anche in questo caso la radice e aggiungendo 세요.
    Solo che 말다 è un verbo irregolare e di fronte ad alcune consonanti come appunto la ㅅ (ㅂ ㄴ anche), vede la ㄹ scomparire nel nulla. (se non ricordate, di nuovo andare a studiare i verbi irregolari)

    Quindi qui mi sa che avete bisogno di uno schemetto più che mai:
    가다 togliere la radice 가  aggiungere 지 말다 esortativo negativo, otterrete 가지 말다 a cui dovete togliere di nuovo la radice 가지 말 e aggiungere 세요 ma davanti alla ㅅ il verbo irregolare che finisce in ㄹ fa cadere la ㄹ stessa, quindi 가지 마 la consonante scompare +세요 = 가지 마세요
    E questo avviene sia che la parola termini in vocale, sia in consonante sia con il particolare 하다.

    CURIOSITA' sui verbi che finiscono in 하다: anche se non so se definirla davvero tale. Hahah~
     Con essi, possiamo avere una contrazione del verbo esortativo negativo, omettendo una parte della particella, ovvero proprio il nostro 하지.
    Esempi che lo spiegano meglio: 공부하다 si toglie la radice come tutti, 공부하지 말다 si aggiunge l'esortativa negativa, che deve essere coniugata a sua volta, togliendo la radice anche lei e finendo nel prodotto: 공부하지 마세요, ma se vogliamo abbreviare il tutto basterà togliere la parte citata prima 공부하지 마세요 finendo con un 공부마세요
    Altri esempi:
    걱정하다 "preoccuparsi"  = 걱정하지 마세요  "non preoccuparti per favore" o abbreviato 걱정마세요,
    사랑하다 "amare" =  사랑하지 마세요 "non amare per favore" oppure 사랑마세요
    말하다 "parlare" = 말하지 마세요  "non parlare per favore" oppure 말마세요 (ma io questo non l'ho mai sentito XD secondo me sono più in uso alcuni rispetto ad altri)
  • Super livello formale (cortesia extra cruch hahha): e qui usiamo il 십시오 usato anche nell'esortativa positiva, ricordate?
    가지 마십시오 "la prego di non andare", potremmo tradurre noi. 공부하지 마십시오, 먹지 마십시오.
    La ㄹ cade sempre perché di fronte abbiamo ancora la ㅅ per il resto la regola è sempre la stessa.

    Schema riassuntivo:
    가다 togli la radice (metti la cera togli la cera) 가, aggiungi l'esortativo negativo 가지 말다 toglia anche qui la radice e coniuga il verbo, facendo cadere la ㄹ perché diviene irregolare 가지 마 + 십시오 prodotto finale = 가지 마십시오 

Esortativa negativa positiva.

Sì, qui abbiamo entrambe, perché parliamo di frasi tipo: "non fare questo, fai quello" sostanzialmente.
Quindi un invito a non fare una cosa, ma farne un'altra.
E qui io vi do lo schema base, poi dovrete voi impegnarvi ed esercitarvi nelle varie formule formali e informali (con o senza cortesia):

La struttura della frase è: esortativa negativa + 고 + esortativa positiva.

그 친구를 전화하지 말고 공부하세요
"Non chiamare quel tuo amico, studia!"

"Non fare questa cosa, fai quella" in poche parole. Ma vediamo insieme la struttura del punto che ci interessa: 전화하지 말고 공부하세요
Schematizziamolo così: 천화하지 말다 esortazione negativa seguita da 공부하세요 esortazione  cortese (ma può essere di qualsiasi entità, anche confidenziale) positiva.
La prima parte della frase, che deve essere esortativa negativa, non cambia la sua conformazione, Possiamo solo abbreviare con 전화 말다 volendo, ma altri suffissi non ci stanno.
Dovete però aggiungere il 고  che stacca, quindi 전화하지 말 togliere la radice e aggiungere 고 = 전화하지 말고  e poi farlo seguire dalla seconda parte della frase, esortativa positiva, utilizzando la cortesia o meno a seconda di chi avete di fronte.

Altri esempi?
  • 그를 사랑하지 말고 미우세요  (cortese) "Non amarlo, odialo" occhio che "odiare" è irregolare 밉다 se avete studiato gli irregolari capirete, se no filate a impararli!
  • 공부 말고 영화를 보러 가! (senza cortesia e abbreviato l'esortativo negativo) "Non studiare, vai a guardare un film" .... che consiglio maturo.
  • 그것을 보지 말고 여기 빨리 와라! (senza cortesia) "Non guardare quello, sbrigati vieni qui!"
  • 이탈리아어 배우지 말고 한국어를 배우십시오  (alta cortesia) "La prego di non imparare l'italiano, impari il coreano"
Sarebbe una sorta di "al posto di fare quello, fai questo".

Esortazione cooperativa

Parliamo di frasi tipo: "mangiamo!", "studiamo!".
Insomma "facciamolo insieme!"

Molto semplice questa, abbiamo una regola: verbo privato di radice + 자 se confidenziale, ㅂ시다 / 읍시다 se cortese.
  • Confidenziale: 가다 togli la radice 가 e ci aggiungi l'esortativo cooperativo confidenziale 가 + 자 semplice 가자
    공부하자 "studiamo!", 먹자 "mangiamo!", 읽자 "leggiamo!", 하자 "facciamo!".
  • Cortese: 가다 togliamo la radice 가 aggiungiamo l'esortativo cooperativo cortese 가 + ㅂ시다 perché finisce in vocale (se in consonante 읍시다) quindi = 갑시다
    공부합시다, 먹읍시다 (finisce in consonante quindi 읍시다), 읽읍시다, 합시다.


E con questa era l'ultima!!!! 
Ora studiate ed esercitatevi!

"Ma come! Anche i compiti a casa dai?"