"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

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한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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sabato 12 luglio 2014

Fiera-consulenza per le mogli straniere a Seoul? *결혼이민여성 취업 박람회 *Seoul Counseling Center for Migrant Woman

Foto dell'inviata al Citizen Hall di Seoul


Foto dell'inviata al Citizen Hall di Seoul


A Seoul qualche giorno fa si è svolto al 시민청 
*simincheong o Seoul Citizens Hall (comune), il convegno per le donne straniere sposate con uomini coreani e per questo migrate nella capitale coreana.



Foto dell'inviata al Citizen Hall di Seoul
 Ne parliamo per il fatto che la nostra inviata speciale (내sis Giulia), ha partecipato all'evento insieme a tante altre donne extracoreane ormai maritate, in cerca di un lavoro a Seoul. Un evento creato proprio per questo: aiutare coloro che non sono del luogo a trovare un posto lavorativo decente, in caso costoro non fossero in grado di farlo o in alcuni casi non siano riuscite ad ottenerlo fino ad ora a causa magari di una sorta di diffidenza in specie verso alcuni popoli. (in tutto il mondo vi sono queste problematiche in fondo)




결혼이민여성 취업박람회
*kyeorhon iminyeoseong chwieob bakramhoe

Volantino del meeting


Una fiera per le migranti sposate,
in cerca di lavoro.
Entrata del meeting -foto dell'inviata-



Altro volantino
결혼 *kyeorhon = matrimonio
이민 *imin = migranti
여성 *yeoseong = femminile
취업 *chwieob = lavoro
박람회 ^bakramhoe = fiera



 -foto dell'inviata-







Un meeting molto utile insomma, anche se ... forse non per tutti ... 
Ma prima di lasciarvi il parere di mia sorella, approfondiamo un pò la questione: cosa esponevano in quel specifico incontro, qual'era il programma?


Giulia ci racconta che l'evento era suddiviso in vari step:
  1. Iscrizione e consegna dei vari fogli informativi
  2. Foto per curriculum (gratis);
  3. Postazione per completamento Curriculum Vitae e bacheca con offerte lavorative (ma aggiunge: cercavano solo vietnamiti, cinesi e inglesi);
  4. Vari postazioni per il colloquio;
 -foto dell'inviata-



Colloqui per le donne straniere sposate
a Seoul  -foto dell'inviata-

Colloqui per le donne straniere sposate
a Seoul  -foto dell'inviata-




Creazione dei fiocchetti
 -foto dell'inviata-
Inoltre, allegramente dice: "c'erano postazioni dove creare, insieme ad un'insegnante, cerchietti o una forcina per capelli (gratuito) o farsi fare la manicure", ma sua sorella maggiore (io) si chiede il perché di questi sfizi poco incentrati sulla ricerca del lavoro. Mah, colpa forse della vanità femminile? Che sappiamo bene può essere anche maschile in Corea del sud. Insomma una sorta di rilassante distrazione dallo stress del dover cercare impiego?

Un servizio in più, non ci lamentiamo ... non ci lamentiamo!

Creazione dei fiocchetti
 -foto dell'inviata-


Fiocchetto creato da Giulia





Fiera per le donne sposate emigrate a Seoul -foto dell'inviata-
Per tutte queste offerte lavorative, mi spiegava, era d'obbligo saper parlare un coreano molto fluente (tanto, parlando con alcuni dell'evento, a quanto pare, molti delle partecipanti vivevano in Corea ormai da tre anni come minimo. Ma io mi chiedo: e nel frattempo non hanno mai trovato lavoro????) e riguardavano per lo più: colloqui per traduttrici cinese, vietnamiti e inglesi, personale d'ospedale, e banche, quindi rigorosamente super qualificati in questi settori. Nel suo caso: ristorazione/cucina, non trovò nulla di nulla ad esempio. E logicamente, essendo stata una fiera per donne sposate, i lavori proposti non permettevano un visto lavorativo. Il visa, come lo chiamano loro, doveva già averlo la sposa, in questo caso quello matrimoniale.


Fiera per le donne sposate emigrate a Seoul -foto dell'inviata-
Lei era una delle rare occidentali (incontrò solo una signora russa, per il resto solo asiatiche), le altre presenti rimanevano sempre nell'aria Asiatica, tra Cina, Vietnam e forse Giappone.
Questo mi fece molto riflettere e tornare alla questione che sollevò una nostra amica coreana: è più facile che una coreana sposi un occidentale, invece questo avviene con meno frequenza se si parla di uomini coreani e donne occidentali. Non per niente, come vi ho sempre detto, vi sono poche coppie lui coreano e lei extra-Asia. Ve ne sono di più lui coreano e lei giapponese, cinese, vietnamita o filippina, ma specie per le ultime tre citate, il rischio che temono in Corea è che arrivino spose per convenienza. E' un dato di fatto che i matrimoni per interesse avvengano per lo più con donne di determinati paesi limitrofi alla Corea del sud.
Le donne coreane invece, oltre ai loro connazionali certo (ma questo ultimo punto è reciproco anche per gli uomini), sembrano apprezzare meglio l'uomo occidentale, americano, tedesco, italiano o francese che sia ... rispetto ad altri asiatici come giapponesi o cinesi. 
Insomma la frase: io sono coreano e sposerò un coreano, sarà anche antica, ma tra la popolazione sud coreana esiste tutt'ora come pensiero.





Concludiamo con il parere dell'inviata, dato che lei non era solamente una spettatrice dell'evento, ma vi partecipò come 결혼이민여성 *kyeorhon imin yeosong = donne migrante e sposata, nonché persona in cerca di un lavoro a Seoul. Quando chiesi le sue impressioni, lei rispose:

Creazione fototessera
«Negative! Nel senso che danno opportunità' a chi ovviamente sa il coreano, il ché, in fin dei conti, potrebbero cercarselo da sole il lavoro dato che sono avvantaggiate in questo. Inoltre non c'erano poi tanti settori, ad esempio non c'era niente della ristorazione o servizi vari, ma solo aziende grosse che cercavano traduttori per il Vietnam, Cina o giustamente inglesi. Poi l'unica occidentale ero io!!! Ho visto solo una russa, per il resto tante, ma tante cinesi, vietnamite. Tutti asiatici.

Pero' la cosa positiva e' che ti seguivano nella formazione del curriculum, mi hanno fatto 6 fototessere gratis proprio per il Cv, inoltre c'erano degli stand in aiuto per le emigrate, esempio per le donne incinta, e per il supporto nella lingua c'era pure lo stand della Seoul Global Center dove faccio i corsi io.»



Quindi la visita, alla fin fine, non è stata una vera perdita di tempo, per lei. Sicuramente alle altri moglie sarà andata meglio. Inoltre Giulia XD si beccò anche un' intervista coreana e la sua foto è stata scelta per rappresentare l'articolo riguardante questa fiera.
Un articolo mooolto XD povero che parla dell'opportunità che la capitale da a queste persone.
Tra l'altro, piccola parentesi ... seconda volta che intervistano Giulia, seconda volte che appare nei giornali coreani, ma in questo caso ... l'avranno scelta perché era uno dei rari volti privi di occhio a mandorla?
Foto dell'articolo coreano in merito
alla fiera


Trovate l'articolo Qui


Ci tengo a dire, che si parla pur sempre di un'unica esperienza, da parte di un'occidentale, un'italiana, e anche se la sua non è del tutto negativa, bisognerebbe sentire anche campane più positive in merito. 
Magari un'altra volta ... 



domenica 6 luglio 2014

애완동물 Animali domestici ... in famiglie coreane.

Più di qualche volta mi è capitato, sempre su ask, di ricevere domande a proposito dei nostri cari
animali domestici e al modo in cui sono visti in Corea del sud.
Oggi prendo l'ultima tra queste domande, per farne un post non solo di risposta, ma per creare un articolo che potrebbe interessare a molti.
Postiamo qui sotto la domanda di 무지개 (*mujikae = arcobaleno, è un nick logicamente):

"Ciao Giorgia! Mi chiedevo se c'è la cultura nelle famiglie coreane di tenere in casa un animale domestico come da noi ovvero mangime, cure veterinarie, vaccini annuali, insomma con dedizione e amore <3 e se viene percepito come un componente della famiglia a tutti gli effetti da rispettare e tenere in conto come una compagnia di vita e una creatura da amare oltre che "un semplice" animale che si nutre. "










애완동물
*aewan dongmul
(pronuncia: ewan donmul)



E' il termine per definire l'animale domestico, che si distingue dal normale 동물 *dongmul, ovvero animale in generale.
Premetto che la media dei coreani abitano in appartamenti abbastanza ristretti, quindi spesso la decisione di prendere o meno un animale in casa, si basa anche sulle possibilità riguardanti lo spazio, oltre che economiche.
I gatti sono una scelta più naturale da prendere se parliamo di persone impegnate per il gran tempo della giornata, ma sempre più cuccioli di cani vengono comprati o adottati dalle famiglie coreane.
Comprati più che adottati.
Qui c'è un business canino che non vi dico!
A Seoul non so nemmeno se ci siano i canili, ma di certo posso assicurarvi che ad ogni angolo della strada potreste trovare negozi di oggettistica varie per il vostro "Fufi" o "Toby" e addirittura alcune razze ben esposte alle vetrine.

No, non parlo di foto o un elenco da selezionare, parlo proprio di cuccioletti di pochi mesi messi in mostra in gabbiette di vetro, con tanto di cuccetta all'interno e abbeveratoio, per invogliare i clienti ad entrare e comprarne uno.

foto scattate da mia sorella davanti ad una vetrina.
foto scattate da mia sorella a Seoul davanti ad una vetrina, negozio di animali



Cani randagi ... altra cosa che non ho mai visto in questi due anni di viaggio nella capitale. E a dire il vero, fino all'anno scorso, vedevo anche pochi padroni con i loro piccoli botolini a passeggio o qualcuno comodamente dentro alla borsetta, mentre cagnoni di taglia media grande ... ancor più difficili da osservare fuori dalle abitazioni.
Negli ultimi viaggi mi è apparso che l'amore per le bestiole di casa sia aumentato. Nella zona Namsan vidi già più persone con il fedele fido accanto, in giro per una bella passeggiata, immagino dunque dipenda anche dalle zone che si frequenta, o forse semplicemente sottolinea il fatto che in questi anni sempre più persone optano per avere un compagno di vita a quattro zampe. Anche tra coloro che magari prima non lo consideravano affatto un amico, ma solo un animale.

Gatti randagi ... ecco ... Seoul pullula di gatti randagi e si solito hanno il manto rossastro, poi dipende, ma questi vanno per la ... maggiore?
Questo ci fa capire che potrebbero essere gatti abbandonati, scappati di casa, abituati a girare per le vie ma che inevitabilmente si sono persi o che hanno copulato con i randagi stessi, prolificando dunque a più non posso ...
Bisogna dirlo: nella capitale i gatti sono gli unici vagabondi della città ... 집없는사람 *jib eobsneun saram a parte (ovvero i senza tetto coreani).


Come da noi, anche in Corea c'è chi tiene molto al cane/gatto, anche troppo!
A volte questo rapporto diviene morboso, tanto che se vedete un cagnolino con la padrona: "è meglio prima chiedere il permesso alla padrona se lo si vuole accarezzare, lei potrebbe ingelosirsi", ci racconta la suocera di mia sorella, ma immagino sia comunque anche una forma di rispetto ... insomma è come se fosse un figlio o una cosa che gli appartiene, tu non vai a toccarlo così senza permesso ... non in Corea. Qui da noi è già più normale avvicinarsi subito al cucciolo per accarezzarlo ...









PIANO! 

Io ho sempre chiesto prima al padrone in effetti, non so voi. Anche perché se si tratta di un nanerottolo appena svezzato è un conto, se abbiamo un rottweiler di fronte ... dai! Vi sfido ad andargli incontro senza timore.
Non si può sapere come reagisce il cane di qualcun altro, giusto?


Mia foto scattata
un anno e mezzo fa
in un dogs café

O ancora il cagnetto taglia mini può diventare una moda a Seoul!
Ed ecco dunque spuntare le meches per il pelo canino, cosa che i coreani non si fanno sfuggire: cagnoline con le orecchie totalmente dipinte di viola o fuxia e .... se la cucciolina avesse un partner?
No problem no problem! Per lui un bel paio di orecchie blu, tanto per far pandant!
O meches a forma di cuoricini, stelline e chi più ne ha ne metta ...


Ed ecco il maritino
della cagnolina in rosa.
Sempre al dog's Café








-.-''
detestabile a mio dire 



Tutto ciò che vi serve per addobbare i vostri botolini tanto quanto un albero di Natale, lo trovate non solo nei negozi con tutto l'abbigliamento possibile e inimmaginabile, ma se fate un giro a Myeongdong vedrete bancherelle su bancherelle con tutine varie per i nostri amici pelosi e quant'altro ...
Qualcuno può trovarla una cosa carina ... ma a tutto c'è un limite gente!

Avere un cane costa qui da noi e ... costa anche in Corea del sud. 
Il veterinario non è gratuito logicamente ed è abbastanza dispendioso, tralasciando la routine del vaccini, a seconda se avete fortuna con il vostro animale domestico o meno.
Certo, se avete i soldi, in un certo senso potete stare anche più tranquilli di qui! Se dovesse star male, esistono appositamente per lui i

동물병원 
*dongmul byeonweon, 
동물 dongmul = animale, 
병원 byeonweon = ospedale; 




gli ospedali per animali sono comuni nella capitale sud Coreana e dipendentemente dalle varie tasche (comunque
tasche ben cucite e piene), si può scegliere da una struttura di bassa o altissima qualità, più similare ad un albergo e non ad una struttura ospedaliero-veterinaria, dove i nostri cuccioli possono avere confort inimmaginabili.
Sinceramente sarei molto curiosa un giorno di entrare in uno di questi lussuosi Pets hospital, per controllare ciò che propongono. Ne vidi giusto uno davvero interessante, da fuori logicamente, con un'entrata degna di un grand Hotel di lusso e in lontananza delle cucce similari a piccole casette, mezze regge insomma.

Delle vere e proprie cliniche specializzate.
Inoltre il semplice veterinario (sempliciotto povero lui XD) in Corea farà un controllo annuale al vostro animale domestico: raggi, esami del sangue, tac e altro ancora ... proprio per controllare che non vi siano eventuali malattie silenziose quali alcuni tipi di tumore per esempio.






Quindi, cosa possiamo chiedere di più dalla nazione che tutt'ora (in pochissimi e tra gli anziani) mangiano il cane?
Oddio, mettiamo ancora una volta i puntini sulle i: il cane in questione non è di razza Carlino, Maremmano o qualunque razza va bene tanto ce li mangiamo tutti ... NO!
Errate se pensate ciò, ed errare è umano, certo, se non vi intestardite diventando dei grandi bigotti però!!!
Il cane è uno solo ... non so bene di che razza sia, ma è un cane coreano specifico per la prelibatezza (eh lo so è brutto dirlo) della sua carne. Altre razze canine ...

NON VENGONO MANGIATE!

Oltretutto sempre più coreani inorridiscono pensando di poter mangiare la carne di cane, non solo perché sempre più famiglie o single adottano un cucciolo in casa, ma anche per una questione di morale e... perdita della tradizione. Ma di ristoranti ne esistono ancora, ben inboscati, difficili da trovare e solo i coreani potrebbero portarvici o ... potreste capitare di fronte ad uno di questi per errore, com'è capitato a me. (nella zona nord di Seoul, molto nascosto devo dire)
Ma gli animalisti coreani e non solo, anche una buona fetta della popolazione chiedono come sempre l'abolizione di tale pietanza.

Che altro posso dire?
La popolazione si divide in: 
  • amanti degli animali, inteneriti da essi ma ... non posso permetterlo per soldi o spazio, 
  • incuriositi sull'argomento, 
  • indifferenti, 
  • chi li considera appunto ... animali e basta, da non poter tenere in casa (menti anziane sopratutto), 
  • chi li considera una seccatura (anche da noi qualcuno lo pensa), 
  • chi animali e perciò gli sembra di fare loro un torto relegandoli in casa (specie con gli spazi alla coreana, molto ristretti), 
  • chi li utilizza come una moda da sfoggiare, 
  • chi lo adotta per casualità e si trova un amico fedele di cui prendersi cura,
  • chi li considera come dei figli.

Insomma, un pò come qui in Italia, con l'unica differenza che ormai da noi quattro famiglie su cinque hanno un gatto o un cane, un uccellino o anche solo un pesce in casa, mentre ancora ora molti coreani preferiscono farne a meno. Inoltre, per quanto possano amare il loro amico a quattro zampe, credo (parere mio, ma è da quel che ho potuto osservare) che comunque in pochi abbiano la nostra visione di animale similare ad un uomo, ovvero in pochi lo considerano alla pari di un figlio ad esempio, non vanno oltre ad un certo limite, mentre a noi spesso succede.
Un animale domestico non diventa solo parte della famiglia ma a volte pareggia con i figli stessi sia per l'affetto sia per le cure.

Per stare in tema vi consiglio questi articoli del blog:


Ed è così che vi lascio!!!


      

         Alla prossima!