"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

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한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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giovedì 20 dicembre 2012

Incognita coreana


"Entrando nella metro la trovai molto affollata: numerose persone erano sedute nelle varie postazioni, altre ancora affiancate a queste o in mezzo al corridoio, "appesi" alle varie maniglie, ottime in caso si perdesse l'equilibrio durante la tratta. Timidamente mi trovai un angolino, nel quale poter stare senza urtare nessuno, facendo strada a mia sorella, che mi seguì.
I miei occhi spesso puntano verso terra, specie quando mi sento a disagio, in mezzo alla folla. Non amo molto i luoghi affollati, i quali, a Seoul, sono la normalità. 

Sollevai lo sguardo dai miei piedi cautamente, osservando la gente intorno a me educazione, senza fissare con presunzione o anche solo rimanere troppo incantata da qualcuno in particolare. Uno sguardo di troppo può irritare. Ma non sarebbe comunque importato il mondo con i quali li avrei osservati, perché nessuno dava attenzioni a ciò che accadeva, nel vagone della metro dove ci trovavamo. Tutti gli occhi a mandorla li presenti erano incollati sui vari cellulari. Nessuno sollevava lo sguardo durante la tratta, quasi non lo facevano nemmeno quando arrivava la loro fermata: qualcuno si alzava dalla postazione, si avvicinava alla porta della metro, uscendo sempre intento a puntare la visuale sul proprio apparecchio telefonico. Altri si scostavano un solo istante dall'attività, per controllare dove fosse l'uscita, immettercisi velocemente, per poi tornare ai loro affari telefonici, che questi fossero email di lavoro, drama da visionare, idols da "stalkerare". 
Non compresi bene il significato di quel comportamento, ma mi sentii a mio agio: nessuno faceva caso a nessuno. Che differenza dal mio paese, dove ognuno osservano criticamente l'altro. Pensai immediatamente che anche quello fosse una sorta di rispetto."
Questione telefonini in metro: ho interpretato la cosa a modo mio! Il loro atteggiamento in metro sembra essere quasi un modo per eludere gli altri! Si impegnano con la prima cosa che gli capita in mano, ovvero l'inseparabile galaxy o qualsiasi altro samsung. Un modo dunque per escludersi nel tratto di tempo che ci mette la metro per arrivare a destinazione. Come se si sentissero a disagio in mezzo ad estranei e l'unico modo per far passare il tempo, senza proferir parola, sia entrare nel mondo della musica, del cinema, della lettura o del lavoro.

Alcuni invece si portano dietro perfino una piccola televisione, leggermente più grossa di un cellulare e con l'antennina. Una ragazza davanti a me stava "sfogliando" la tastiera del suo cellulare di ultima generazione, leggendo delle news in merito a G Dragon dei Bigbang, almeno immaginai visto che osservai bene alcune immagini! XD

Questione di sguardi: è vero che l'essere straniere attrae sguardi, specie per le strade e meno nelle metro, ma è anche vero che a Seoul il modo di farlo è completamente diverso da quello nostro. Io detesto la folla numerosa anche per questo fattore. Dai noi gli sguardi possono essere: indifferenti, curiosi, cattivi, arroganti, puntigliosi, superficiali, maleducati, oppure gentili ... dipende. Il fatto è che mi sento perennemente controllata, squadrata, analizzata. Invece a Seoul (e forse in tutte le città, questo io non posso saperlo), le tipologie nell'osservazione dell'altrui persona sono solo due: curiosi o indifferenti, sempre che ti osservano. Perfino quando le loro attenzioni nei tuoi confronti sembrano cattive e pregiudizievoli, l'errore il più delle volte è tuo! In verità sono, come ho sempre detto, piuttosto diffidenti verso il forestiero, ma se ti avvicinerai con rispetto capirai che molto spesso è uno sguardo di curiosità diffidente, non di critica a causa della diffidenza.
Non è loro abitudine inoltre alzare gli occhi verso altre persone, se non sono rivolti a terra o sul proprio cellulare, li puntano il più delle volte davanti a sé. Dunque spesso gli sguardi incrociati con l'altrui solo per errore.

Poi, è logico che non tutti saranno come ho descritto, come per il fattore uomini, di mele marce è pieno il mondo, perciò ...


6 commenti:

  1. Non so se considerare questa cosa in maniera positiva o negativa. Nel senso, tutti occupati nei loro mondi, nei cellulari, che non si curano affatto del mondo esterno. Se da una parte è una cosa positiva, il fatto che anche se ti guardano non è mai per giudicarti, ma solo per curiosità; trovo anche negativo che ci sia... indifferenza, appunto. Ma credo che sia un problema del mondo di oggi. Io non ho un cellulare tecnologico per andare su internet, ma sempre ho con me il mio mp3 quando viaggio, mi infilo le cuffie e guai a chi mi disturba XD
    Oddio, parlo come una vecchia! °O°

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    1. Lo trovo anche io, la questione dei cellulari, assurda! E ti dico pure buffa, altamente strana per me ... Un modo di fare lontano anni luce XD

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  2. Se è questione di rispetto sono troppo rispettosiiii!!! Cioè io ad esempio quelle che ora sono le mie più grandi amiche le ho conosciute sul bus che mi portava a scuola... Noi dovremmo imparare da loro un pò di rispetto, ma loro dovrebbero imparare da noi (da notare quanto io mi stia allargabdo con questa affermazione) un pò di espansività, quel minimo che ti può servire per allargare le tue conoscenze, per conoscere persone che forse sono anche meglio di quelle conosciute fino ad ora..

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  3. C'è da dire che ormai ovunque tu vada vedi sempre qualcuno con lo sguardo puntato sul proprio cellulare di ultima generazione, incurante di ciò che succede intorno. Quindi questa scena sulla metro in corea non mi sorprende molto. Anzi, credo che per me sarebbe l'ideale. Sono una ragazza molto timida e non mi piace avere gli occhi di qualcuno puntati di addosso non mi piace per niente, non sono una a cui piace al centro dell'attenzione, al contrario. Però mi sembra una scena abbastanza triste, ognuno concentrato sul proprio mondo...boh...

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    1. Concordo come sempre su tutto!
      Triste ma allo stesso tempo un modo rispettoso e ancora al tempo stesso un modo per eludere, quasi li vedessi deboli in un certo senso! Non in grado di affrontare lo sguardo altrui!
      Il mio ragazzo, quando venne in Italia, mi spiegò che appunto non è bene osservare gli altri, non solo per rispetto, ma anche semplicemente perché potresti infastidire. Per noi è normale guardare gli altri, ma sai cosa? Ogni tanto lo beccavo fissarmi e io gli rispondevo sorridendogli, di questo fu molto sorpreso perché in verità se fissi qualcuno in Corea e questo se ne accorge potrebbe o mandarti a quel paese se testa calda o risponderti con "cosa vuoi?" come se gli stessi appunto mancando di rispetto, non è possibile che uno ti risponda con un sorriso come invece io feci con lui XD e ne rimase colpito!

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  4. Non mi meraviglia che ne sia rimasto sorpreso, dato che lì hanno un comportamento totalmente diverso xD E' sempre una differenza culturale ^^

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