"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"

"한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다"
한국에 왔다 갔다 하는 이태리사람이다 Un'italiana che dalla Corea del sud va e viene.

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Dreaming of W. YouTube

venerdì 30 novembre 2012

Oppa YG Style!

Scusate momentaneo rincoglionimento per la vittoria ai Mama dei 

BIGBANG!!!!!

E pure per PSY che ci sta tutto dopo il giro del mondo con la sua song.

9 Premi per la YG Family!!! 
(1 G Dragon, 3 Bigbang, 4 Psy, 1 Epik High)

Non si capisce che sono i miei artisti preferiti? Alla veneranda età di 26 anni ho ancora degli artisti preferiti, eh sì!!! Questo è il Kpop, ti travolge non c'è niente da fare!!!

Ragazzi gioite con me o no?????

BigBang: 4 premi vinti tra cui best male artist G Dragon, il leader, Best male group, Best Artist of the year e Gurdian Angel Worldwilde performance (non chiedetemi cos'è) nella foto insieme a PSY, anche lui 4 premi tra cui Best dance solo e best song of the year ... eeeeh, Op Op Op Op Oppa Gangnam!

giovedì 29 novembre 2012

Op-op op-op ... Oppa Soju Style!



Affrontiamo il problema dell’alcolismo in Corea del Sud???

Passeggiando alle 4am a Hyehwa
Parlando della prima sera in Hyehwa mi venne in mente la lunga passeggiata, alle 3 o 4 di notte che io le ragazze facemmo perché il jet lag non ci permetteva di dormire. Cercammo di non perderci e osservammo la vita notturna di quelle strade. Qui riuscimmo ad incontrare il primo esemplare di “ubriacus benvestitos” … insomma un uomo vestito di tutto punto con in mano una bella ventiquattrore. Era seduto sul marciapiede, no diciamo che era pure disteso del tipo barbone Style. Fa un certo che vedere una persona agghindata in quella maniera riversa a terra. In Italia qualcuno si preoccuperebbe, magari pensando ad un malore. A Seoul invece a quanto pare è normale … a voi sembra giusto?

A me no! Per niente!!!

Passeggiata 4am a Hyehwa
Nonostante ciò quel esemplare ci sembrò per un istante proprio l’uomo della nostra vita, tanto che pensammo di andarlo a soccorrere per poi chiederlo in sposo …  ma lo abbiamo lasciato al suo destino di sbornia depressiva in quanto ci sarebbe toccato dividerlo in tre. Era bello, davvero un bellissimo uomo. Già la figura dalle gambe lunghe, in giacca e cravatta fa un certo ché, almeno a me, figuriamoci quando il soggetto detiene pure un bellissimo viso.
Eppure quel namja deprimente, ma meraviglioso era proprio accasciato sul marciapiede, intento a dormire dopo aver tracannato non so quante bottiglie di soju o che altro.

E prima ancora XD ci fu l’incontro con un ragazzone che ci diede un caloroso benvenuto: “Welcome to korea!” ma quello faceva anche allegria.

Insomma, Corea del Sud, patria della chirurgia estetica (quante pubblicità nelle metre in merito a questi centri di plastic surgery) e dell’alcolismo.

Non potevo non fotografare una bella pubblicità
del G Market con TOP (c'era anche GD, ma siccome
c'è pure la mia faccia a rovinare la foto, ho preferito
lasciar perdere!
Vivendo lì per un mese ne vedemmo di tutti i colori: uomini dal passo incerto, traballante che tentavano di fermare un taxi buttandocisi praticamente sotto, il quale mezzo poi deviava appena vedeva lo stato della persona, ragazze sulle spalle dei propri amici o namja chingu, completamente assenti a causa dell’alcool (sulle spalle, sì! Tipo i drama). Uomini a torso nudo distesi in mezzo al marciapiede, donne che facevano scoppiare una rissa per niente, uomini in mutande nel tragitto per arrivare alla nostra guesthouse, ragazzine piagnucolanti trattenute dai fidanzatini, uomini che da ubriachi mettono da parte la loro timidezza e la loro educazione, pure la diffidenza verso lo straniero, avvicinandosi e provando anche solo ad ammiccare alla donna occidentale (almeno che non si vada ad Hongde, specie nei club, è difficile che uno ci provi spudoratamente in altre zone di Seoul. Come dicevano i nostri ragazzi ad Hongde, luogo must della movida Seouliana, ci sono i nappeunun namja, i bad guys XD … ma quali bad, sono solo rimorchioni. Invece il resto della popolazione è molto riservata e qualcuno tende anche a mascherare sguardi abbastanza interessati, per via della timidezza. XD Questo mi fa ricordare il sosia di TOPBigBang- pre-dimagrimento, della metro. A dire di mia sorella, ogni tanto mi lanciava qualche sguardo curioso e ammirante, mentre le due al mio fianco –le vere nappeunun jeoja- si spanzavano dal ridere vedendo il poverello arrossire come un pomodoro, quando io ricambiavo gli sguardi. Ma che dire? Era tenerissimo! Un orsacchiottone e poi quello sguardo era troppo simile a quello di TOP!)
Beh, qualcuno di ubriaco e appunto intraprendente lo si trova. Ad una nostra amica una sera successe di essere seguita fino in guesthouse da un tizio fuori come un balcone. Costui continuava a chiedere insistentemente alla nostra chingu di farsi un giro in macchina con lui.

Mi chiedo se non fosse per l’opinione che molti ragazzi asiatici hanno di noi occidentali. Forse qualcuno non lo sa, ma ne dubito, alcuni ci considerano, non voglio dire facili, ma … di certo più inibite delle donne asiatiche.
Mah … ci saranno di certo molti casi XD con i tempi che corrono, ma non tutte siamo così!

Il ragazzo di cui vi parlavo! La foto che lo documenta.
Per noi ci fu l’occasione anche di fare un’opera di bene: trovammo un ragazzo disteso tra marciapiede e strada. Le sue gambe rischiavano di essere maciullate dai taxi, che li non si fermano nemmeno di fronte ad un ragazzo bisognoso di aiuto. Rallentano, ma non si fermano. Uno di queste automobili rischiò davvero di colpirlo, facendo la curva stretta. Nemmeno i passanti si fermavano. Noi ci guardavamo attorno cercando aiuto. Io continuavo a dire che bisognava spostarlo, temevo il peggio, ma tutti continuavano a osservarlo, in modo sconcertato e pure un po’ beota, senza fare niente.
Così ci movemmo noi: avvicinandoci a lui sentimmo una melodia provenire dal suo ipod, che stava ancora andando. Era addormentato e penso che non si sia nemmeno accorto che qualcuno lo stava spostando. Per fortuna ad aiutarci arrivò qualche anima Pia. Finalmente!
Anche questo ragazzo vestiva elegantemente e la sua faccia era quella …

O_O di Daesung dei Bigbang! Molto, molto simile!

Seoul la terra dei sosia?
No, è che ci sono un sacco di bei ragazzi!

Bambi, alias Kim Hyun Soo
ci appariva in tutta la sua beltà
fanciullesca nelle strade di Hyehwa
-sponsor di ZioZia-
Il più figo tra gli ubriachi che incontrammo, dovrebbe prendere la coppa per il miglior danzatore acquatico della storia XD: 
durante un acquazzone di quelli Sud Coreani e pure estivi, dove la pioggia non viene giù a catinella ma a secchiate, dove la piccola discesa di Hyehwa non si trasforma in un rivolo di fiume, ma in una vera e propria cascata, dove nemmeno l’ombrello serve a proteggerti dallo scrosciare della pioggia, perché comunque ti inzuppi pantaloni e scarte da quanto scende a fiotti … un pazzo cominciò a ballare davanti a noi Oppa Gangnam Style (da noi è un tormentone da pochi mesi, ma la canzone è uscita prima di Agosto e in Corea in quel periodo imperversava!). La musica veniva trasmessa dalla Neoraebang (karaoke) vicina. XD Era pure bravissimo, alla parti con Psy, anzi penso pure più bravo! Il punto è che quasi ci centrò durante la mossa in cui si striscia il piede, perché lui si trovava esattamente dentro ad una pozzanghera profondissima, quindi l’ondata di rimando fu tremenda, XD ma noi riuscimmo a scansarci in tempo.

Però la medaglia d’oro la dò agli Ajusshi. Entrammo in un pub attirate non dagli alcolici ma da un frappé al cioccolato, con panna montata, che mi sembrò quasi paradisiaco. All’interno però c’era una festa.
 Insomma ci imbucammo ad un compleanno.
I baristi erano sensazionali, cominciarono a fare i mangia fuoco, giocando con l’elemento e pure i giocolieri, facendo roteare in aria le bottiglie colme d’alcool. La musica risuonava facendo vibrare i tavoli e a ritmo ballavano e lanciavano per aria bicchieri e quanto altro. Baristi anche piuttosto carini, a parte Sbirulino, che in verità era una donna XD … Lei venne attirata subito dall’esuberanza di mia sorella e la coinvolse in alcuni giochi, come quello di lanciare le freccette, o chissà che altro, nei bicchieri che loro tenevano in bilico sulla testa … Visto che fece pure centro le regalarono il drink flambè che preparano al momento, mostrando al pubblico abilissime mosse freestyle. Erano folli!
Un giovane ragazzo, pure lui molto carino ma apparentemente bipolare, che se ne stava al banco a chiacchierare con i suoi amici baristi (o chi lo sà! Forse erano colleghi e lui aveva finito il turno), ogni tanto si voltava verso di noi urlando come un folle, incitando sister. O.O Se ne stava calmo, calmetto un momento prima e quello seguente sbraitava a più non posso. Costui mi ricordò molto di viso l’attore Kim Ji Suk (Personal Preference, Chuno …)

Comunque tutto questo clamore attirò …

GLI AJEOSHIIIIIIII …


Si salvi chi può quando vi sono determinati elementi coreani. -_- In poche parole erano coloro che avevano organizzato la festa. In tre in tutto. Ma che bel gruppo numeroso … e per fortuna che non erano di più! Come ratti attirati dal formaggio, gli “Soju Ajeoshi” (erano mooolto alticci, ma proprio tanto) si avvicinarono con fare gioioso e pure goffo. In verità prima, la compagnia “dell’anello”, spedirono il festeggiato al nostro tavolo (chi Frodo? No, un 50 enne … -_- insomma si parla di veri ajeoshi capite?) poi vedendo che lui aveva sondato il terreno e si era seduto a chiacchierare con le due straniere (beote, che non riuscivano a scollarseli, sopportando tutto ciò che avvenne successivamente), anche la restante parte “dell’alticcia family” prese coraggio.
Ci chiesero di tutto: perché siete qua, da dove venite, cosa amavamo della Corea e via dicendo ...

Ci scambiarono per Russe, tenete bene a mente questo particolare, perché più avanti vi aprirò, forse, un mondo …

Altri negozi dalle enormi insegne.

Ci proposero pure un tour tutti insieme: a Jeju … a quanto pare il festeggiato, che per la cronaca mio padre ha gli stessi anni, aveva amici e casa laggiù.

Sarebbe stato bello visitare l’isola di Jeju, ma … di certo non con uomini sconosciuti dell’età di nostro abeoji! Ci assicurarono che avremmo avuto vitto e alloggio … sì, in cambio di cosa, avrei voluto chiedergli. Mia sorella se la rideva, mostrandogli come il suo solito un sorriso smagliante, io trattenevo la voglia di cacciarli, sopportando pure l’alito di uno che si sedette vicino a me e cominciò a parlarmi troppo vicino. Più tardi costui scoppiò in grasse risate, la causa della sue ilarità era la sottoscritta, per il sol fatto che rispondevo scocciatamene, ironicamente, con verve pungente alle sue domande. Ad un certo punto cominciò perfino a battermi sulla spalla, come un amico di vecchia data, spingendomi talmente tanto forte da riuscire a spostarmi addirittura.

Alla terza manata lo fulminai con lo sguardo, tanto che mi chiese scusa e non continuò. In compenso rovesciò un’intera bottiglia di birra sulle gambe di mia sorella e per fortuna si ruppe per terra, senza tagliare la malcapitata.

La cameriera Sbirulino, ovvero la tizia fuori dal mondo, ogni tanto passava da noi per chiederci se era tutto okay e noi annuivamo per non preoccuparla ma … non era okay per niente. Alla fine, dopo l’ultimo ridicolo ballo … indovinate? Op … Op … Op Op … Oppa Gangnam Style … scappammo da quel gruppo di cinquantenni allupati.

Che lo facciano per sfogo, per divertimento, per tutto ciò che potrebbero avere alle spalle: problemi familiari, sentimentali, lavorativi … quello che volete … Il loro modo di perdere il senno tramite il soju, è completamente diverso dal nostro. Sì! Certo, qualcuno come ho già detto si trasforma in un perfetto “maniaco” occidentale XD in men che non si dica, quando invece da sobrio megari è un qualsiasi coreano dalla timidezza innata, ma non ce ne sono poi così tanti con il morbo del rimorchiane, sempre stando fuori dai club.


Nonostante le teste matte, gli invasati, i goffi, gli incoscienti che vidi, non so spiegarmi perché, ma il mondo ubriaco di Seoul mi è sembrato davvero più sano del mondo ubriaco che normalmente si vede in Italia (o nel resto del mondo).
Poi dipende dai casi …


Questa foto in verità la scattò mia sorella.
Soju juseyo!

Personalmente XD con il Soju ci andavo giù pesante, però sempre stando attenta a non perdere la lucidità e mi divertivo un sacco in compagnia con la mia yeodeonsaeng (sorella minore, per davvero), namdeonsaeng (fretello minore, il fidanzato di mia sorella) e il mio yeobo (parola usata da marito e moglie per dire tesoro) ...

mercoledì 28 novembre 2012

Yeoja donne, Namja uomini ... e wc intasati *** Women, Men and toilet clogged


Ad una ragazza del nord Italia, non abituata a viaggiare, in una prima visione Hyehwa può intimorire. L'intera Seoul intimorisce. Alla fine non si tratta di un paesino di diecimila abitanti, ma una metropoli con il suo traffico pedonale, oltre che automobilistico. La definirei come un’amica chiassosa ed effervescente, incapace di stare ferma anche solo per un secondo. Di primo impatto una persona così può impressionare sia a livello positivo che negativo, specie ad una persona tranquilla e pacata come me.
Qui non eravamo a Hyehwa ma a Hongde, però
credo che i colori e le luci siano adatte
a questo contesto.
Passare dalla nebbia della pianura Padana alle luci di Seoul è davvero un bel cambiamento.

E' vero che la mia prima impressione, soprattutto riguardante  il luogo dove avevo soggiornato, è stato tutt'altro che buona, ma è anche vero che mi ci abituai piuttosto bene a quel clima gioioso. 

La comodità regna a Seoul: autobus, taxi, metro. Insomma la macchina è inutile! ... Dalle mie parti le corriere sono sporadiche e poco organizzate, la metro giustamente non esiste e i taxi ora come ora non se ne vedono. L’unica cosa è il treno, ma … lasciamo perdere!

Non trovando la nostra guesthouse, tra il casino che imperversava attorno a noi, BJin chiamò e in men che non si dica un ragazzo bassino, dagli occhiali spessi e l'espressione un pò sfigatella ci venne a "prelevare". Lo seguimmo su per una salita che, a dirla tutta, allora mi sembrò molto ripida, XD ora invece mi rendo conto che non era poi così tanto faticosa, forse ero fin troppo spossata dal viaggio in aereo. La guesthouse era carina, una casetta dall'entrata di una tipica, antica casa coreana, ma noi non abbiamo avuto il privilegio di dormire lì, bensì in una delle tante stanzette a fianco della principale home. La nostra era composta da 3 letti, di cui uno a castello, un bagno piccolissimo ma previsto di tutto, un angolo cucina con frigo, lavello e dotato di un piccolo fornelletto a gas. Grazie a questo quante volte ci preparammo il fantomatico ramyun (costo 3.000 won, ovvero all'incirca 1,50 €, di un pacchetto da sei porzioni -abbondantissime-. qui in Italia io l'ho trovato a 3 € ma di una sola piccola, misera porzione). Lo stesso ramyun (sicuramente però di marca differente) che Lee Min Ho divorò crudo, nel drama Kkojboda 꽃보다  Namja 남자 (Boys Over Flower). Durante quella scena ci sembrò fuori di testa, ma in verità non tutti sanno che alcuni ramyun (se non tutti, questo lo ignoro) si possono mangiare anche crudi. Noi non abbiamo mai provato, non sembrano invitanti prima della cottura. XD 
Proprio come da protagoniste sfigate dei nostri adorati dorama, mangiammo questi squisiti noodles, pieni di conservanti, nella nostra cameretta, sedute per terra, raccogliendoli con le bacchette (jeotgarak ) direttamente dal tegame d’oro (alcuni sapranno di cosa parlo ;D ), aiutandoci con il coperchio delle pentola, sempre in stile K-Drama






Ma ora, cambiando discorso, apro un’altra questione: WC ... 

La vista dalla nostra guesthouse
Appena giusti ad Incheon, dopo la figuraccia del bagno degli uomini, usando quello delle donne, ci accorgemmo che il water era intasato. Ma cambiando diverse postazioni trovammo sempre e solo wc intasati. Giustamente l’urgenza era talmente impellente che gli usammo comunque.
Se vi capitasse di fare una vacanza a Seoul, di certo incontrerete questo apparente “problema”: se vedete l’acqua alta nel water non vi preoccupate! XD Non è intasato! I wc di Seoul sono fatti così!XD
Hanno l'acqua alta un pò come Venezia XD, permettete mi la battuta! E pure due buchi per lo scarico, non chiedetemi perché. Anzi fatelo pure! Ho una mia teoria: in questo modo non si sporca la tazza!

XD E questa è una buona ipotesi, visto la mancanza dello scopino! 

Quella sera uscimmo sempre con BJin ed ispezionammo un pò la nostra zona. Entrammo per la prima volta in un Café, ora sinceramente non ricordo il nome. Io provai il tea freddo al gingseng, non male, ma sinceramente il caramel macchiato del nostro chingu sembrava più gustoso, tanto che poi in un mese quella bevanda la bevvi a iosa!


Parlammo di tutto un pò, ma la cosa più interessante fu il confronto tra le nostre diverse culture: BJin ci confessò della poca fiducia che hanno molti ragazzi coreani nei confronti dell'uomo occidentale. Fanno insomma il confronto tra i vari modi di porsi delle nostre due culture, considerando l’Itellia namja (uomo italiano) un "love player", ovvero un uomo che con le donne ci sà fare. Riesce a girarsi e rigirarsi la donna fino a fare, detto così poveramente, strike. Faticammo molto per farci spiegare la cosa da lui, perché si vergognava molto nell’usare determinate analogie.
Invece a quanto pare un coreano, forse per l'educazione che gli è stata data, non sarebbe in grado di comportarsi da Itellia namja, o almeno così è quel che ci disse lui. 
Poi siamo passati a parlare dell'America e la sua continua espansione anche lì, in Corea del Sud.

Infine arrivammo alla questione: donne occidentali. 

BJin, da quel che mi disse mia sorella, non è l'unico a pensare che la ragazza europea sia più interessante delle coreane. Anche lui, come altri chingu di web ci spiegò che le ragazze del sud Corea, sicuramente non tutte, ma una buona parte, sono molto legate al denaro, alle firme costose e quindi interessate solo agli uomini che possano permettere loro una vita piuttosto agiata e magari sfarzosa. 

L'impressione che ho avuto io invece?

Sono madre, moglie, fidanzate, sorelle e amiche molto forti, dal carattere, forse a volte, austero, indipendenti e sicure di sé. Ma forse questa è pure una maschera molto ben costruita, se no perché Seoul è la patria (oltre che dell’alcolismo) della chirurgia plastica? Se non per un’insicurezza delle saram (persone)? Non parlo solo di donne eh!

Ho conosciuto diverse giovani di Seoul: la prima fu Yewon, ma ci incontrammo qui in Italia. Yewon è una bellissima ragazza che attualmente vive a Roma con il marito e la figlia. Si è trasferita per studi e dunque per far avverare il suo sogno, che già sta realizzando: diventare un affermato soprano lirico. E' una bravissima cantante, simpaticissima e una mamma sensazionale nonostante sia ancora molto giovane! La sua piccola, Sharon, è una meraviglia per il cuore: bambine così pacifiche ed educate ne ho incontrate poche. Tra l’altro il marito, Sud Coreano anche lui, è a sua volta nel mondo del canto lirico.

Il nostro incontro fu destinato credo. Un po’ tutto il viaggio lo era, a partire dal prezzo del biglietto sempre in salita e la scoperta di un volo quasi identico ma a minor prezzo e poi tanto altro …
La conoscenza di questa ragazza, dico che è voluta dal fato per il solo fatto che prenotò una stanza del B&B di mia madre, perché doveva partecipare ad una gara di canto nel mio piccolo paesino. Ci incontrammo addirittura un mese prima della partenza, quando avevamo ormai già comprato il biglietto aereo. E Yewon fu la prima a darmi qualche dritta sulla vacanza nel suo paese.

Ma alla fine ci si deve per forza arrangiare anche da sé quando si intraprende questo tipo di viaggio. La cosa potrebbe anche spaventare, ma non lasciatevi sconfortare da queste paure. Non pensate però nemmeno di partire con la testa piena zeppa di drama, con pensieri più positivi che altro! Un pò di realismo fa sempre bene. Poi quello che affronterete e proverete lo saprete in quel momento. Dunque: vivete alla giornata, ma cercate comunque di prepararvi al meglio. Questo è il primo mio consiglio per voi.
Il secondo: non aspettatevi il mondo delle meraviglie, se poi invece così si rivelerà meglio per voi!

La successiva ragazza coreana fu Won, 23 anni, barista del Cafè Bene. Grande lavoratrice, una ragazza come tante, piena di sogni, amante del rap Americano, in specie Emenem (e dei Bigbang XD), fidanzata con un ragazzo di 27 anni con il quale litigava spesso. Quante volte, andando alla caffetteria per un caramel macchiato, l'ho vista giù di corda guardare il suo namja chingu in un angolo del locale, intento a leggere un libro nell'attesa del fine turno di lei. Non andavano d'accordo o non lo so. Non glielo chiesi, non volevo entrare nella sua vita privata.

Grazie a lei uscimmo con due persone splendide, che poi diventarono i nostri rispettivi ragazzi, mio e di mia sorella minore.

Per non parlare delle agashi (signorine) del negozio per make up TonyMolly, delle quali siamo diventate subito amiche. Oddio, sicuramente loro avevano altre mire: del tipo vedere i prodotti proposti dalla catena di cosmetici per la quale lavoravano, ma la gentilezza era comunque di casa e dopo le prime volte diventò quasi un dovere per loro farci sentire a nostro agio, anche se entravamo nel negozio solo per scambiare quattro chiacchiere.
Una mattina ci videro evidentemente accaldate e ci chiamarono con la loro vocina squillante (a volte le yeoja dei kage –negozi- di cosmesi hanno fin troppo il tono falso e ... quasi surreale, di certo stridente, poco piacevole), noi ci avvicinammo pronte a rifiutare qualsiasi prodotto promuovessero in quel momento, o anche preparate a ricevere come al solito circa quattro o cinque maschere facciali gratuite (abbiamo portato a casa un bottino di 30 o 35 maschere completamente free, non scherzo). Poi invece capimmo che non ci attirarono per un reale scopo di vendita, ma una cortesia: una delle tre, dal trucco pesantissimo, come se indossasse la maschera di una bambola di ceramica, ci fece una domanda in un inglese incomprensibile. Solo più tardi capii ciò che tentò di spiegare con la sua pessima pronuncia.
Mi disse di attendere e corse nel retro a prendere l'oggetto in questione. Vi assicuro che lo fece davvero di fronte alle altre clienti: arrivò con due bicchieri e due postiglione di vitamina, che prontamente fece sciogliere nell'acqua. Ci offrirono insomma qualcosa per tirarci sù, il caldo può essere pericoloso!
E la stessa gentilezza la riproposero giorni avanti, questa volta fu un'altra agashi, ma sempre dello stesso gruppetto di TonyMoly con cui avevamo legato.


ù_ù L’Etude è stupenda sia chiaro, ma … devo dire che anche alla TonyMoly si trova il ben di Dio, magari proposto meno “zuccherosamente”, senza rosa, azzurro, Shinee sbrilluccicosi (non ricordo lo sponsor del TonyMoly chi fosse, ma era un baldo giovine) o Sandara Park, delle 2NE1, intenta a travestirsi da bambolina (l’ultimo outfit con cui la lasciai era tipo Sbrodolina Bollicina, spero che ora sia conciata meglio, ma ho i miei dubbi). Forse perché si rivolgono ad un pubblico più adulto? Mah, non penso. Comunque fui soddisfatta dei miei acquisti: una maschera al cacao e uno scrub al cappuccino.

Min Ho degli Shinee sponsor insieme a Dara (a quel tempo) dell'
Etude House.
Nonostante però le poche e molto cordiali conoscenze femminili, c'è qualcosa che mi spinge a non fidarmi del tutto della hanguk yeoja (donna coreana). O almeno non di tutte e ciò mi fa stare molto sulle mie quando ne conosco qualcuna. Forse è a causa di ciò che affermarono i chingu di web di mia sorella o forse semplicemente si tratta di una mia insicurezza. Non mi sento per niente superiore a loro, anzi forse inferiore, visto il portamento, il fisico slanciato e asciutto e il gusto per lo stile che hanno molte coreane. Ma può essere che sia una questione anche di sguardi!

Ci sono varie tipi di occhiate che può attirare una ragazza occidentale in terra Coreana: 
  • Ammirazione
  • Diffidenza
  • Curiosità
  • Timidezza
  • Timore
  • Indifferenza
E poi ci sono anche quelle che potrebbero definirsi gelose, ma che io chiamo "da cane da guardia". Successe di rado devo dire, ma la prima sera a Hyehwa, specialmente trovandoci in compagnia di BJin, attirammo i "feroci" sguardi di alcune Galle. Vedere un loro compaesano in mezzo a tre straniere fu una sorta di affronto, (appunto il gallo che nota un altro maschio nel pollaio, anche se qui si sta parlando di femmine). Ci fissarono con evidente astio, mettendoci in guardia: "don't touch uri namja" (il nostro uomo).
Più di tanto logicamente non ci facemmo caso. Insomma si trattava solo di un gruppo di ragazzine pompate. Alla fine, quante bimbeminkia ci sono nel nostro paese? Assai! E quante si comportano allo stesso modo quando vedono un italiano passeggiare accanto a una straniera? Sinceramente non lo so XD … ma qualcuno lo farà.

In fondo non si dice che tutto il mondo è paese?

sabato 24 novembre 2012

Cadere nella tana del coniglio con il panciotto e gli occhi a mandorla *** Falling down the rabbit hole with waistcoat and almond-shaped eyes

Manca solo un mese alla partenza, sono agitata per il viaggio e sinceramente pure poco propensa a fare le viarie tratte che mi aspettano! XD 
Questa volta saranno due scali! Se si vuole un volo economico questo è! Però la voglia di rivedere le persone care lasciate e baciare il suolo coreano, ti fa sopportare questo e altro!
Ho speso anche meno della prima volta (grazie hai due scali, mi direte), ma in verità credo che sia dovuto sopratutto dalla prenotazione . A due, tre mesi dalla partenza trovate voli anche a 600 euro e se pensate che talvolta per andare in Calabria chiedono 500 euro XD grazie tante! 

Verona - Roma, Roma - Mosca e poi si arriva ad Incheon. 

Nel primo viaggio, ad Agosto, avevo un solo scalo, ad Istambul, aeroporto dove sinceramente mi sono trovata piuttosto male. Se chiedevi informazioni ti rispondevano in malo modo, inoltre durante lo spostamento tra un gate e l'altro, vi era un ammasso di gente che veniva incanalata in varie file come deportati.
Il primo aereo della Turkish era davvero stupendo, il secondo meno!
Tra l'altro scoprimmo che le cuffiette per l'ascolto di film e musica
erano riutilizzate, quindi già usate, bella schifezza!
Devo dire però che con la Turkish Arilines mi sono trovata molto bene. Prezzi abbordabili e ultra assistenza durante il volo. Il cibo non è affatto male! Il nostro problema fu piuttosto nell'orario, non so se fu questione di jet lag o cosa, ma mi sembrò che distribuissero cena, colazione e pranzo in tempi fin troppo ravvicinati. Insomma mi sentivo perennemente "baebullo"(pancia piena), ma volendo provare le pietanze del secondo aereo, per quello accettai ciò che mi passavano. Si trattava sempre di un volo della Turkish Airlines, quindi cosa mi aspettavo di diverso? XD Diciamo che rifiutare mi sembrava estremamente scortese. (Certo, dopo quell'esperienza non mi feci troppi problemi al ritorno: rifiutai categoricamente il pasto in mezzo, così da non sentirmi un maiale ripieno di cous cous.)

Lo ammetto : stetti davvero male poco prima dell'arrivo ad Incheon. 

La mia prima impressione riguardo l'immenso aeroporto di Seoul? 
In verità non ci fu una vera e propria prima impressione! Se ci penso bene, ciò che pensai uscendo dall'aereo, vedendo distinti namja (uomini) Hostess ad attenderci per dare ai turisti una sorta di benvenuto, osservando i loro begli occhi asiatici fu: "Oddio qui c'è So Ji Sub! I BigBang ... sono nella terra dello stile pacchiano e orripilante alla Tronketta" (alias Jang Geun Suk). Successivamente, percorrendo il lungo corridoio notai l'assoluta pulizia che a Roma non avevo visto ... -_-'' 

Dopo di che, io, mia sorella e la nostra chingu (amica), ci distraemmo dal mondo "fatato" (o dramoso se vogliamo) che ci circondava (sembravamo davvero delle bimbe con i nasi all'insù, le bocche spalancate, gli occhi preda di uno strano bagliore.) a causa di un nostro ... piccolo, irrilevante errore.

Ancora adesso se ci ripenso arrossisco fino a diventare un peperone. 
L'urgenza chiamò, dunque prima di seguire gli altri turisti, ci fermammo a cercare una toilette. Vedendo un cartello con la sagoma di un bambino in mezzo a quella di una donna e un uomo, pensai che fosse il posto giusto. Mi dissi: ma sì, entrando troverò due corridoi con le divisioni, uomini e donne, quella DEVE essere l'entrata. Molte toilette sono fatte così! Dunque con passo veloce, per non perdere del tutto il gruppo di asiatici (per lo più cinesi) che sicuramente si stavano dirigendo al ritiro delle valige, feci strada alle altre due, che mi seguirono senza esitazione. 

PRIMA VISIONE: un uomo, intento a lavarsi le mani, ci guardò dal riflesso sullo specchio con aria scioccata. Il mio cervello in quel momento era evidentemente ancora colpito dal bagliore della pulizia coreana, perchè non riuscii a capire cosa stava succedendo e continuai a camminare velocemente di fronte a me, vedendo un'entrata verso i bagni.

SECONDA FUGACE (per fortuna) VISIONE: un ragazzo coreano in piedi di fronte l'orinatoio ... ù_ù intento nell'azione più naturale del mondo.

Nel vederci gli si sarà bloccata la vescica!

Logicamente qualcuna di noi spalancò la bocca sorpresa, io sinceramente strabuzzai gli occhi, trattenni il respiro e mi voltai verso l'uscita come se avessi il fuoco nel sedere. Uscendo un ajeoshi (signore) mi guardò con un sorriso che non voleva essere di sfottò, ma insomma ... eravamo entrate nel bagno degli uomini! XD una risata ci stava! E mi indicò gentilmente la via da seguire per la toilette femminile. Feci un cenno con la testa, una sorta di inchino, com'è usanza loro e abbassai la testa, che tra l'altro sembrava essere lambita dalle vampate! ù_ù Stile ajumma (signora) in menopausa.

Dopo essersi riprese invece tornammo sui nostri passi accorgendoci che ... O.O c'eravamo perse! 
Incheon è talmente grande da perdecisi con niente! Giù per, all'incirca, 5 o 6 scale mobili XD che puntavano in un unico senso, arrivammo in una grande stanza dove in tanti abitacoli vi erano namja e yeoja (uomini e donne) che attendevano il nostro passaggio per timbrare il passaporto. Ma all'inizio noi ce ne stavamo li a guardare la sala e capire da che parte si usciva. Una volta timbrato il passaporto, oltrepassando gli abitacoli, trovammo i bagagli che ormai vagavano soli soletti. Eravamo le ultime. 

La seconda impressione fu meglio delineata: enormità, caos ... c'era una marea di persone che pian piano uscivano dagli arrivi e noi dovevamo immetterci in quell'orda! 
Credo sia stato un bene per noi che un hanguk chingu (amico coreano) sia venuto a prenderci. Per privacy lo chiamerò BJin, (tipo Big Jim )XD proferendo solo una parte del nome.  
Grazie a lui capimmo dove comprare i ticket per l'autobus e ci accompagnò addirittura alla ricerca della nostra guesthouse.

Terza impressione una volta usciti da Incheon: ancora più caos e sopratutto: AFAAAAAAAA da morire! (Okay, era fine Luglio, ma ragazzi che caldo!)

Jang Geun Suk Café Bene
BJin è un amico di web di mia sorella. Non si trattava di un brutto ragazzo, ma sinceramente non mi piaceva il suo modo di fare. Quando ci vedi cominciò ad agitarsi, ci salutò, abbracciò mia sorella e le rubò frettolosamente i bagagli, correndo, apparentemente a caso, per l'aeroporto. O.O Fu talmente furtivo che quasi urlavo al ladro. Lo seguimmo facendo slalon tra la gente, anche se non capivamo esattamente dove ci stavamo recando, non si soffermò a spiegarci. Uscimmo dall'aeroporto e comprammo il biglietto dell'autobus. BJin nel frattempo ci lasciò la sua borsa, molto femminile devo dire, ma è la loro moda, e corse in una stanzetta dalle pareti trasparenti, dove altrettanti namja stipati, erano intenti a fumare. A quanto pare a Seoul non si può accendere la sigaretta per le strade. Nei Café vi sono le stanze apposite per i fumatori, quindi se vi viene voglia di un tiro mentre state camminando per le strade di Seoul, entrate in un Café e cercate l'area fumatori. Se no usate i trucchetti dei coreani, cercate un vicolo piuttosto riservato (e pure malfamato XD) e fumate lì!
Invece all'aeroporto di Incheon vi era appunto questa specie di stanzetta grande come un grosso armadio, priva di soffitto per non intossicare coloro che stanno all'interno più di quanto già non si intossichino di suo. 
Vedendo fumare BJin, in un modo molto frettoloso, quasi nervoso, pensai che avesse qualche problema e ricordando di aver notato in lui uno strano tremolio alle mani, capii che l'agitazione non era solo a causa del nostro incontro, ma poteva essere un fattore di dipendenza da nicotina. XD

Invece poi, passando un mese in quella grande città, capii che era abbastanza consueto per molti coreani fumare con quella foga, proprio come fece BJin.
Una volta sull'autobus, io e chingu ci sedemmo vicine e lasciammo mia sorella con il suo ... spasimante! Sì perchè "l'amico" aveva altre mire su di lei. 
La cosa buffa (e normale non sapendo la lingua e conoscendo pochissimo l'inglese. Utilizzando google per i messaggi poi ci si trova male a parlare dal vivo XD) fu che non parlarono affatto durante il tragitto e visto l'imbarazzo BJin si mise a parlare con il ragazzo seduto di fianco.







ARRIVO A HYEHWA 
Quarta impressione:

Luci, colori, strade affollate e pure un pò sporche.


Sì, ammetto che il primo pensiero fu: oddio dove sono capitata?
Mi sembrò un luogo totalmente opposto dall'ambiente in cui ero cresciuta. Mi sembrò lontano anni luce da me. Mi sembrò un posto inadatto alla mia persona. Odio il caos e tra una cosa e l'altra quelle strade erano l'emblema della confusione. Dovevamo alloggiare lì, non sapevamo bene dove fosse la guesthouse, ma era certo che quello fosse il luogo giusto: Hyehwa ...



Mai avrei pensato che l'ultimo giorno in terra coreana, mi sarei voltata per riosservare quello stesso ambiente con malinconia. 
Mai avrei pensato di sentirmi così a mio agio in quel luogo.
Mai avrei pensato che la mia prima impressione sarebbe mutata così tanto.
Mai avrei pensato che mi sarebbe mancata come se fosse stata la mia vera casa.





To be continued ...


venerdì 23 novembre 2012

Una cultura di rispetto *** A culture of respect



Per me fu veramente una sorta di nuova visione del mio futuro, la vacanza a Seoul. Logicamente vidi molti pregi e pochi difetti anche grazie al mio ruolo di turista. Per conoscere meglio una terra bisogna prima viverci. Da ospiti sembra sempre tutto più bello. Eppure la mentalità che ho trovato in quel luogo non la riscontro nel mio paese, spesso chiuso verso le altre culture, specie quelle asiatiche.
Questi giorni passati mi hanno fatto ripensare a questo fatto. Vedo poca giustizia ultimamente, nessuna realizzazione, un futuro fin troppo incerto, per quanto sia in verità già di per sé astratto. E il rispetto altrui tante volte sembra non essere necessario da queste parti. 

Può sembrare una sciocchezza, ma a Seoul, anche solo per ridare indietro un resto, evidentemente dimenticato o sbagliato, i commessi ti rincorrono per strada. Se ti sei perso o non trovi un amico, non c'è problema! Loro sono pronti a spendere soldi dal proprio cellulare per aiutare te, caro straniero

A me e mia sorella capitò entrambe le cose: essere rincorse da un commesso a causa del resto dimenticato e essere aiutate da una gentilissima agashi, che contattò per noi il nostro amico disperso. Oltre a tante altri momenti di gentile contatto con il popolo coreano.
Logicamente non tutti possono essere onesti, le mele marce esistono da per tutto. Un taxista ci fece il prezzo di 25.000 won per riportarci a casa, quella sera che ci perdemmo per le vie di Myeongdeong; per poi abbassare il prezzo a 20.000 e ancora l'ultima chance: 17.000. Non accettammo, e fu un bene. Poco dopo un ajoeshi gentilissimo ci accompagnò a casa per soli 5000 won, vedendoci in difficoltà. O l'ajeomeoni che inizialmente ci squadrò dalla testa ai piedi in malo modo, per poi aiutarci a ritrovare la strada. 
A volte alcuni sguardi possono sembrare quasi scortesi, ma in verità la loro non è cattiveria, semplicemente sono un pò diffidenti verso lo straniero, perchè non tutti coloro che volano a Seoul sono turisti interessati alla cultura. Possono temerci in un certo senso, e come dargliene torto. Appena però comprendono che la persona davanti a loro è giunta sino a lì solo per amore verso la loro terra, si aprono e donano il proprio cuore a quello stesso forestiero. 

Il rispetto è una cosa che danno a priori, ma è qualcosa che pretendono anche a loro volta. Giustamente.

Appena tornata in Italia invece in un pub del mio paese, una baby-commessa, sicuramente più giovane di me, tentò di rubarmi 10 euro grazie alla confusione che si creò intorno a noi. Non fu uno scippo, ma un vero tentativo di fregare il cliente.
Certo, come in Corea del Sud non tutti sono Santi anche in Italia non tutti sono ladroni. E il mio esempio potrebbe, per molte persone, essere la routine o comunque qualcosa che già si sapeva, nella normalità, per cui perché scandalizzarsi? ...

Io mi scandalizzo per il fatto che ora posso comparare le due diverse culture. 
Prima conoscevo solo la mia realtà. 

mercoledì 21 novembre 2012

Ho seguito il mio personale Bianconiglio *** I followed my own White Rabbit

21/11/2012
Mi chiedo cosa mi abbia spinto a intraprendere il viaggio, poi realizzo: la curiosità di confrontarmi con una nuova cultura, la voglia di "toccare con mano" uno dei luoghi che più apprezzo, anche per capire me stessa e ciò che realmente vorrei. Oltre che una buona spinta dalla famiglia! XD
Se non avessi ascoltato mia madre e, mi duole ammetterlo, mia sorella, adesso starei ancora in casa a domandarmi: "e se  ..."

Niente "se" ... basta con i "se" ... e a fine Dicembre si riparte alla volta del mio personale paese delle meraviglie ...
Quindi spero di avere tanti aneddoti della mia futura, seconda, "vacanza". Intanto facciamo partire questo blog, magari iniziando a parlarvi della mia passata esperienza in Corea del Sud.





GIUGNO 2015
Questo, è stato il mio primo post, quello che ha dato il via al blog stesso.

Ero piena di energie, piena di speranze, di amore, desiderosa di un futuro migliore e nei miei occhi vedevo la Corea come un paese delle meraviglie, non per questo privo di insidie, ma comunque un luogo estremamente eccitante e sconosciuto. 
Sono ancora un pò come mi descrivo nelle righe precedenti, anche se la mia visione del luogo dove mi trovo ora è cambiata. No, decisamente questa wonderland è uno specchietto per le allodole che ti illude, se non hai fortuna ti mastica e ti sputa.
Se iniziate ora a leggere questo blog, sappiate che qui trovate tre anni del mio percorso, fatto di tanti piccoli tasselli positivi e negativi. Dopo il primo e secondo viaggio, ho continuato a spostarmi da casa all'altra dimora, continuamente. Cinque viaggi in tutto e un trasferimento.
Ora vivo e lavoro a Seoul, ma prima di raggiungere un minimo obbiettivo cos'ho passato e cos'hanno visto i miei occhi?
Se siete curiosi di scoprirlo continuate la lettura.